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Buone nuove per i rifugiati reatini

Prefettura di Rieti

Ufficio Territoriale del Governo

AREA IV

DIRITTI CIVILI, CITTADINANZA, CONDIZIONE GIURIDICA  DELLO STRANIERO,

IMMIGRAZIONE E DIRITTO D’ASILO

OGGETTO: Situazione rifugiati presenti in provincia. Continua a leggere Buone nuove per i rifugiati reatini

Comunicato Stampa

«ACEA: DISASTROSA NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO, MA PER COSTINI, EMILI, BONCOMPAGNI e CICOLANI E’ LA BENVENUTA»

acea

E’ veramente patetico vedere sui muri di Rieti i manifesti delle associazioni di estrema destra vicine a Costini inneggiare a mutui sociali, contro finanza e banche “traditrici” e poi osservare lo stesso candidato alla Provincia pavoneggiarsi, insieme al “Senatore salva-manager” Cicolani, al fianco degli amministratori di multinazionali come ACEA SpA che speculano sulla povera gente con operazioni bancarie e finanziarie. Allora abbiamo pensato che sarebbe stato gradito dalla “pura e dura” Destra sociale reatina conoscere chi è realmente ACEA.

E’ una società per azioni quotata in borsa che persegue, ormai da più di 10 anni e spesso nell’illegittimità più completa, la finanziarizzazione dei servizi pubblici locali, la sottrazione dell’acqua e dei beni comuni a scopo di business, la considerazione della salvaguardia ambientale e del diritto alla salute come variabili dipendenti dei profitti, l’espropriazione di democrazia e di controllo sociale.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: dagli aumenti costanti delle tariffe al peggioramento della qualità dei servizi, dalla riduzione dell’occupazione alla precarizzazione e al peggioramento delle condizioni di lavoro, dall’aumento dei consumi alla mancanza di trasparenza e di comunicazione.

Non è un caso che in ogni territorio gestito da ACEA sono nate lotte contro la privatizzazione dell’acqua. Dal Lazio alla Toscana, dalla Campania all’Umbria, decine di comitati promuovono campagne contro ACEA e accanto alle esperienze di lotta per l’acqua si affiancano costantemente quelle contro il servizio energia e contro gli inceneritori di rifiuti, business su cui gli stessi azionisti di ACEA stanno puntando sempre più.

Tanto per essere ancora più precisi, quando parliamo di illegittimità ci riferiamo ad esempio allo sfruttamento (400 milioni di euro) delle sorgenti Peschiera-Le Capore, senza concessione da 13 anni e senza alcun principio di salvaguardia della risorsa che per un 40% si perde da acquedotti colabrodo, mentre la Regione Lazio e la Provincia di Rieti restano a guardare le promesse elettorali del Sindaco Alemanno; oppure ci riferiamo alla concessione per 30 anni del servizio idrico ATO2 (Provincia di Roma) che, unica in Europa, è avvenuta con affidamento diretto senza gara pubblica ad una SpA quotata in borsa (Povere piccole e medie imprese costrette invece a ribassi spaventosi!).

Forse però non ci dovremmo stupire troppo di tanto spregio per la democrazia visto che SOGEA SpA (leggasi ACEA) così come ASM Rieti SpA sono già affidatarie, anche loro illegittime, per la gestione dell’acqua e dei rifiuti a Rieti.

Un piccolo quesito dunque per concludere: se un piccolo esercizio commerciale di Frosinone, di Firenze o in Honduras ha subito aumenti in bolletta del 300% da parte di ACEA, quanto pagherà l’acqua la futura Amministrazione provinciale di Rieti per il PalaACEA?

Rieti: “La tua ACEA ti ha già tradito… e non ti scalderà!”

Associazione PosTribù onlus

>>leggi l’articolo sul Giornale di Rieti

“Gli Invisibili” Festa in sostegno dei rifugiati Eritrei e Somali

la festa è stata rimandata -causa maltempo- a data da destinarsi... vi faremo sapere presto!
"gli Invisibili"
Causa maltempo siamo costretti a rinviare la Festa in oggetto.
Ci auguriamo di rivederci al più presto per aiutare i nostri amici Eritrei e Somali e festeggiare con loro.
A presto il nuovo appuntamento.
Postribu’
ore 9,30 –  Torneo di Calcetto “anti-sismico e anti-ronde”
ore 12,30 –  Pranzo “scaccia crisi e scaccia razzisti”
Presso il Casale “Invisibile” di Antonio Ferraro (Coordinatore di Cittadinanzattiva), sotto lo svincolo del cavalcavia di via Tancia
(€ 10 + sottoscrizione a sostegno dei rifugiati)
Per prenotazioni e sottoscrizioni potete rispondere a questa mail o contattarci ai numeri: 3474807602 (Pablo) e 3935969317 (Antonio)
COMUNICATO STAMPA
CITTADINANZATTIVA-AMNESTY INTERNATIONAL-POSTRIBU’

2 GIUGNO 2009 – FESTA IN SOSTEGNO DEI RIFUGIATI ERITREI E SOMALI

Un torneo di calcetto “Anti-ronde” ed un pranzo “Scaccia crisi e scaccia razzisti”. Così Cittadinanzattiva, Amnesty International e Postribù Onlus hanno deciso di festeggiare il 2 giugno organizzando una “Festa in sostegno dei rifugiati eritrei e somali” insieme alla cittadinanza ed ai rifugiati che da tempo vivono sul nostro territorio che si sono costituiti in Comitato.

Mentre tutti si preparano ad accaparrarsi gli ultimi voti utili ci sono molti cittadini che hanno bisogno di casa, lavoro e cibo. Tutti diritti che dovrebbe garantire la Repubblica Italiana fondata proprio il 2 giugno 1946.

Tra questi cittadini ce ne sono alcuni originari di paesi vittime di accordi economici e militari con l’Europa che stanno distruggendo ogni possibilità di autosussistenza e autodeterminazione dei popoli.

Lo Stato Italiano, oltre ad aumentare ogni hanno la spesa per i sistemi d’attacco militare (13 miliardi di euro per acquistare 130 F35), è complice della dittatura in Eritrea, oltre che delle guerre civili in Somalia, Congo e Nigeria dove l’Eni sta continuando a distruggere il Delta del Niger.

Denaro ed investimenti che potrebbero andare alla ricostruzione democratica delle zone terremotate, ad energie sostenibili, diffuse e più democratiche di quelle fossili, ad una degna accoglienza dei migranti e ad un alloggio per tutti i senza casa.

In questi giorni, con una trentina di persone quasi tutte eritree, abbiamo creato relazioni umane che hanno dato loro una speranza di potersi costruire un futuro in provincia di Rieti. Ora stanno lentamente imparando la lingua italiana seguendo un corso organizzato dall’Arci e molti di loro cominciano a trovare i primi lavori.

Alcune persone hanno ridato vita alla terra incolta del Casale dove andremo a pranzare con cucina tipica Eritrea e con i primi raccolti (biologici) dell’orto “invisibile”; invisibile come loro, perchè quello che hanno non è sufficiente e tutto ciò che chiedono e di cui hanno bisogno è ancora invisibile ai nostri occhi.

Vi aspettiamo, scriveteci a:

post.tribu@gmail.com

Casale invisibile

Comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA –

martedì 12 maggio 2009

E’ stato istituito oggi presso la Casa del Volontariato di Rieti il Comitato per i diritti umani dei rifugiati Eritrei e Somali della provincia di Rieti che sono arrivati nel capoluogo a partire dall’ottobre 2008 e per i quali è recentemente terminato il progetto di prima accoglienza finanziato dal Governo. Un comitato impegnato nella difesa dei diritti umani dei richiedenti asilo, nella richiesta di trasparenza in merito ai progetti che li vedono coinvolti in questo territorio e nell’assistenza nel loro inserimento all’interno del tessuto sociale e lavorativo locale, nazionale o internazionale.

E’ quanto annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa dagli stessi rappresentanti dei rifugiati, appoggiati dalle associazioni Cittadinanzattiva, Amnesty International e PosTribù.

Alla conferenza hanno partecipato una trentina di giovani eritrei (dai 18 ai 25 anni) cui ieri, presso la sede della Caritas, Prefettura, Questura ed assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Rieti hanno intimato di lasciare le abitazioni dove sono stati ospitati per qualche mese nell’ambito del progetto di prima accoglienza e presso cui in parte continuano ad abitare per sopravvivere!

Preso atto che per il Governo nazionale, come per l’opposizione parlamentare, tentare di sopravvivere è un reato (vedi prime dichiarazioni di voto sul DDL “in-sicurezza” in discussione alla Camera), come associazioni a tutela dei diritti delle persone abbiamo più volte richiesto almeno un sostegno istituzionale locale per gestire l’emergenza umanitaria ed avere così la tranquillità per avviare progetti, di accompagnamento verso l’auto sussistenza, ad esempio finanziabili con il PSR o con L.R. 2-11-2006 n.14 “Norme in materia di agriturismo e turismo rurale”.

A tal proposito abbiamo già proposto ad amministratori provinciali e regionali situazioni rurali e di valenza turistico-naturalistica in stato di abbandono e che potrebbero essere recuperate con progetti per cooperative integrate, tra italiani e immigrati, che puntino alla valorizzazione di prodotti locali DOP e IGP e delle filiere “corte”, biologiche e di “turismo responsabile”; in una parola “altra economia”. Per fare ciò e soprattutto per imparare la lingua non sono certo sufficienti 3 mesi, c’è bisogno di tempo e di volontà; volontà che sembra mancare al Comune di Rieti che ci nega persino il confronto, volontà che, da parte di altre istituzioni, è per ora solo a parole.

Nell’immediato chiediamo inoltre alla Prefettura di Rieti chiarezza su presunte gravi anomalie nella gestione dei progetti di accoglienza ed una dettagliata rendicontazione di come sono stati spesi i soldi pubblici dei finanziamenti erogati e di quali servizi sono stati offerti ai rifugiati, anche in vista di una nuova e programmata ondata di arrivi proprio a Rieti.

Questo senza processi alle intenzioni e soprattutto nel rispetto più assoluto del lavoro che le cooperative del settore svolgono, ribadendo però che lo Stato ed i soggetti impegnati non devono limitarsi ad una politica “caritatevole” nei confronti di queste persone ma devono anzitutto garantire il rispetto di quanto indicato nelle Convenzioni internazionali sui diritti umani, avendo infatti queste persone ottenuto lo status di rifugiato per motivi umanitari o politici per le persecuzioni subite nei loro Paesi di provenienza.

Ragioni umanitarie soltanto dunque? Certamente in un paese a maggioranza Cristiana (come l’Eritrea d’altronde) ci aspetteremmo accoglienze differenti da quelle riservate agli immigrati clandestini e non. Siamo ormai a più di un’aggressione al giorno a sfondo razzista e nessuno può azzardarsi a definirle tali. Se andiamo poi a vedere alla base del problema c’è prima di tutto un nuovo Apartheid economico messo in atto dall’Italia, insieme a molti altri paesi occidentali, che continuano a fare affari con le proprie imprese, lasciando in cambio solo rifiuti tossici (Ilaria Alpi docet!). Altro che “pirati”, come vogliono farci credere le TV allineate con i Governi neo-colonizzatori e “amici” della dittatura in atto proprio in Eritrea. In realtà si tratta spesso di pescatori che difendono il proprio mare per continuare ad avere una speranza di sopravvivere nel loro paese d’origine e non emigrare insieme ai propri figli che vengono costretti a combattere a vita con l’esercito fin dai 16 anni.

Nonostante questa grave degenerazione nella convivenza democratica a livello Internazionale, in Europa e in particolare in Italia, non ci vogliamo arrendere e continuiamo a credere che dalla crisi economica e sociale di questi tempi si esce solo tutti insieme, con una società multietnica e multiculturale e non escludendo e deportando le sacche più povere della popolazione mondiale.

Antonio Ferraro: 3935969317

Abbas Dehghan

Pablo De Paola: 3474807602

Cittadinanzattiva Rieti, Amnesty International e PosTribù

Festa dell’Altra Economia: Programma completo delle Iniziative

DOMENICA 3 MAGGIO 2009

LA FESTA REGIONALE DELL’ALTRA ECONOMIA A RIETI.

UNA DOMENICA DEDICATA AL CONSUMO ALTERNATIVO.

Incontri, convegni, laboratori, filmati e mostre su beni comuni,
consumi critici, finanza etica, ambiente, integrazione sociale e
sostenibilità.

E’ tutto pronto per la Festa regionale dell’Altra Economia che si
terrà domenica 3 maggio 2009 a Rieti (P.zza Vittorio Emanuele II).
Una intera giornata, dalle 9 alle 21, per conoscere i prodotti e i
temi dell’agricoltura biologica, delle energie alternative, del
commercio equo e solidale, del turismo responsabile, del riuso e
riciclo, della comunicazione aperta, ossia tutte quelle attività
fondate su un’altra idea di economia, più attenta all’ambiente, ai
diritti umani, alla salute delle persone e alla qualità dei prodotti
alimentari. L’iniziativa è promossa dall’assessorato al Bilancio,
programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione
Lazio.

La festa prevede un fitto programma di incontri, convegni, laboratori,
filmati e mostre su beni comuni, consumi critici, finanza etica,
ambiente, integrazione sociale e sostenibilità.

Dalle 9 alle 21 tra gli stand si potrà partecipare gratuitamente a
laboratori per grandi e piccini: “L’arte del Trashware e del software
libero” a cura dell’Associazione Controvento, “L’acqua e cibo non sono
una merce. Una giornata di un bambino della Guinea Bissau” a cura
dell’Associazione Michele Mancino, “Ingegno-mente su riciclo creativo”
a cura di Postribù, “Taglio e cucito…recuperato!” a cura del
Coordinamento provinciale Rifiuti Zero, “Restauro e recupero” a cura
della Cooperativa sociale Oltre, “Riuso, riciclo e decoupage per
bambini” a cura di Postribù, “Belle e selvatiche. Elogio alle erbacce”
laboratorio-degustazione curata dall’associazione culturale Germogli.

E ancora: mostre permanenti tra cui “Oggetti Fossili” di Marinella
Correggia (Progetto Liberazioni), “Rieti Rifiuta” e “s.op.A.cqua”
curate dal Coordinamento provinciale Rifiuti Zero.

Alle ore 11 avrà luogo l’incontro “Altra Economia: un nuovo modello
per la provincia di Rieti” i cui lavori saranno aperti da Luigi Nieri,
assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria e
partecipazione della Regione Lazio. Al dibattito parteciperà anche
Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti. Saranno presenti
anche le associazioni e le cooperative dell’altra economia di Rieti.
Seguirà la proiezione di “Amazzonia in movimento – Belem 2009”, regia
di Paolo Grassini e Federico Mariani, montaggio di Emilia D’Angelo,
produzione Videoset.

Alle ore 15 si discuterà di “Turismo responsabile..per natura” insieme
ad Adriana Goni (Reorient – Sportello Turismo Responsabile Cae Roma),
Giovanni Spinelli (Presidente Best of Sabina), Silvia Toschi
(Consorzio Cooperative turismo sociale Le Mat); alle 16 inizieranno le
performance musicali dei gruppi Anomaljas, Avanzasi, Overload, Echos,
Key Purple, Flog. Alle 21, a Palazzo Marcotulli, lo spettacolo del
gruppo teatrale ‘Rigodon’ chiuderà la Festa dell’Altra Economia con “O
Bù!..Osteria del Canale” da “Viaggio al termine della notte” di L.F.
Celine, di e con Alessandro Cavoli.

Il programma completo della Festa è consultabile anche sul sito
http://www.regione.lazio.it/web2/contents/bil_prog/

“Festa Altra Economia 2009” – Rieti 3 maggio 2009

Agricoltura Biologica, Commercio Equo e solidale, Finanza Etica,
Autoproduzioni, Riciclo e Riuso, Energie Rinnovabili, Turismo Responsabile,

Software Libero, Autopromozione sociale:
questi i temi della festa, alla quale parteciperanno più di 30 tra associazioni,
produttori agricoli, reti di commercio equo, piccoli artigiani,
imprese e organizzazioni che lavorano e producono utilizzando criteri
di sostenibilità ambientale, equa distribuzione del valore, rispetto
ed inclusione delle persone.
La festa sarà accompagnata da eventi di spettacolo e musicali
realizzati da artisti e gruppi particolarmente sensibili ai temi
dell’altra economia (vedi programma allegato). Oltre agli
spettacoli ed agli stand, è previsto inoltre un fitto programma di
incontri, convegni, filmati e mostre su beni comuni, consumi critici,
finanza etica, ambiente, integrazione sociale e sostenibilità…….
VERSO UN “DISTRETTO DI ECONOMIA AMBIENTALE E SOLIDALE” DELLA PROVINCIA DI RIETI
vi aspettiamo…..diffondete
Associazione POSTRIBU’ onlus

SFOLLATI e DIMENTICATI

«No human rights»

 

In questo momento di massima tragedia, anche per Rieti, non è facile per noi esprimere sentimenti che sono chiaramente dettati da una emotività inconsueta. Sappiamo però riconoscere quell’umanità che sta realmente invadendo i territori colpiti dal terremoto e, pur avendo preferito in questi giorni non pubblicizzare la nostra attività di aiuti alle popolazioni colpite, ci dispiace constatare che chi sta facendo sciacallaggio politico “di piazza” sulla tragedia Aquilana si permette addirittura di fomentare polemiche sterili ma soprattutto controproducenti per la convivenza civile della città.

 

In questo senso siamo preoccupati che sia proprio il Sindaco Emili a correre dietro ad assurde illazioni, senza nemmeno il coraggio di fare nomi, che vorrebbero “fomentatori estremisti” infiltrarsi tra rifugiati Eritrei e Somali.

 

E si, proprio gli Eritrei e Somali che pochi mesi fa (chi 5, chi 4 o 3) furono accolti con “quella calorosa umanità che contraddistingue i nostri concittadini” (Sindaco Emili ndr.).

Parole sacrosante, ma non capiamo proprio perché ad ogni uscita pubblica il nostro Sindaco non perda mai occasione per ricordarcele, come se volesse ad ogni costo farle proprie.

 

Il problema a noi invece sembra un altro e riguarda proprio il ruolo che le istituzioni tutte dovrebbero svolgere, non solo in emergenza, ma nella gestione lungimirante in previsione e prevenzione di nuove possibili emergenze.

Purtroppo però oggi constatiamo di nuovo l’incapacità delle amministrazioni locali nel pianificare una reale integrazione delle persone nel tessuto sociale e così un’altra emergenza si sta consumando in queste ore a Rieti, lasciando che si vada a sovrapporre a quella tremenda che vivono le famiglie delle vittime terremotate.

 

Senza alcuna intenzione di alimentare inutili polemiche in un momento così difficile per il territorio reatino, vorremmo avanzare delle proposte concrete che tentino di ripristinare la normale convivenza tra esseri umani, spingendo oltre la routine dell’emergenza l’attività di inserimento dei rifugiati, come nell’immediato saremo chiamati a fare per le persone senza più una casa, o peggio ancora una speranza, dopo gli eventi sismici di questi giorni.

 

Coscienti che la “questione immigrazione” in Italia sta diventando ingestibile per colpa di Leggi razziste e disumane, oltre ovviamente per guerre di stampo coloniale che continuiamo a sostenere come Governo Italiano, chiediamo a Provincia e Comuni del Distretto Socio-Sanitario n°1 di affrontare la situazione di indigenza che queste persone stanno per subire, senza dividere i nuclei familiari e garantendo a tutti la possibilità di essere avviati verso progetti di seconda accoglienza per l’inserimento lavorativo attraverso cooperative agricole che darebbero loro l’auto sussistenza.

Ovviamente sappiamo che questo processo non è affatto semplice ma crediamo che quando sono in gioco delle vite non ci sono alternative.

Altrimenti sotto altri cento! E “la giostra continua”!

 

«No human rights».

 

Associazione PosTribù onlus

ARCI Rieti

Cittadinanzattiva Rieti

Nasce a Rieti la prima Banca del Tempo

orologidali
E’ nata a Rieti la prima Banca del Tempo, un istituto di credito molto particolare presso il cui “sportello” non si deposita denaro e non si riscuotono interessi ma la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unità di misura degli scambi.
Un’iniziativa lanciata dall’associazione PosTribù Onlus in collaborazione con il Cesv e lo Spes di Rieti che partirà ufficialmente da oggi, 1° aprile 2009 nel corso di un incontro aperto a cittadini, associazioni ed istituzioni in programma a partire dalle 17,30 presso la Casa del Volontariato di Piazzale Mercatanti 5 (centro commerciale Perseo).

“La Banca del tempo – spiega Giorgia Brugnerotto, presidente dell’Associazione PosTribù – è regolata dal principio dello scambio. Scambio di tempo con altro tempo e di prestazioni con altre prestazioni in una condizione di completa parità tra le persone. Il tempo offerto e richiesto ha lo stesso valore indipendentemente dalla condizione sociale, economica o professionale di coloro che aderiscono. La Banca del tempo è spazio dove cercare l’aiuto di qualcuno, offrendo in cambio un po’ del proprio tempo. Nello spirito del vecchio detto confuciano: “Se io do una moneta a te e tu dai una moneta a me alla fine avremo una moneta a testa. Se io do un’idea a te e tu dai un’idea a me alla fine avremo due idee a testa””.
Un’occasione, questo l’ulteriore messaggio che l’associazione PosTribù vuole lanciare promuovendo questa iniziativa, per creare una piccola economia che viene dal basso e che si muove attraverso scambi non monetari. Un’economia che non incrementa il Pil, ma che crea benessere, attraverso servizi reali, per tutti i partecipanti, con importanti riflessi a livello sociale.

La Banca del Tempo di Rieti – ha aggiunto Giorgia Brugnerotto – è inoltre completamente autogestita dai partecipanti ed a costo zero per chi vorrà aderire. Un contributo importante è stato dato dal Cesv e dallo Spes di Rieti che hanno offerto il proprio supporto logistico per la gestione della segreteria della Banca del Tempo, che avrà sede proprio presso la Casa del Volontariato”.
“L’idea è quella di lanciare a Rieti e provincia più banche del tempo collegate in rete – ha proseguito – e questa proposta è già stata raccolta con interesse da parte di associazioni e cittadini della Sabina che stanno gettando le basi per nuovi sportelli della banca del tempo nei vari comuni della provincia”.
Molte le prestazioni offerte e richieste dai primi 40 “correntisti” della Banca del tempo di Rieti, che verranno via via incrementate all’aumentare del numero degli aderenti.

Tra le prestazioni che sarà possibile ricevere scambiando ore del proprio tempo vi sono attività di sostegno studio per alunni di scuole secondarie di I grado e scuole primarie, ripetizioni di Fisica, Matematica, Economia di base, lezioni di informatica, filosofia, assemblaggio componenti Pc, lingua e conversazione francese, spagnolo/catalano, italiano per stranieri, inglese, lezioni di cucina, corsi di educazione sanitaria, corso di bonsai, aiuto compiti per bambini, assistenza e aiuti ad anziani, malati di Alzheimer, demenza, incontinenza, servizi di spesa, acquisto medicinali, aiuto in pratiche burocratiche, servizi quotidiani, assistenza/accompagnamento, compagnia a persone sole, pulizie, baby sitter, iniezioni, medicazioni, cateterismo maschile, assistenza informatica, sostegno domiciliare bambini disabili, counselling per genitori di bambini/ragazzi con problemi/disabilità, aiuto bambini/ragazzi con problemi psicologici, preparazione torte per eventi, ricerche su Internet, inserimento dati, elettricista, pittura e tinteggiatura, muratore, grafica, cucina, giardinaggio, manutenzioni, allevamento, lavori agricoli (orto, raccolto..), guida turistica Rieti, piccole riparazioni domestiche, piccoli lavori di manutenzione veicoli a motore, aiuto lavori trasloco, Dog sitter, Disegno Cad, realizzazione comunicati stampa e campagne comunicazione, tesine, correzione o realizzazione testi, dattilografa, volantinaggio e sensibilizzazione iniziative, riparazioni sartoriali, attività artistiche (pittura, decorazioni, decoupage) e fai-da-te.

La Banca del Tempo di Rieti cerca invece persone in grado di offrire lezioni informatiche, corsi per realizzare siti web, potatura e sistemazione terreno, pulizia casa, stiratura panni, parrucchiera (taglio, colore e messa in piega), estetista, sistemazione alberi, lavorazioni artistiche (varie tecniche), servizio di spesa a domicilio, trasporto, ripetizioni inglese, ripetizioni economia, assistenza psicologica, aratura, trattamento legno, idraulico, elettricista, assistenza informatica, volontari per attività volontariato generico, supporto figli, lezioni spagnolo, corso danza, lezioni di software libero.

Maggiori informazioni all’indirizzo email bancadeltemporieti@gmail.com oppure contattare i seguenti numeri:
Cesv-Spes di Rieti (Casa del Volontariato) tel. 0746/272342
Per PosTribù i referenti della Banca del Tempo sono:
3471279187 (Elisa)
3332083187 (Marco)

www.bancadeltemporieti.wordpress.com

Deciderà il TAR del Lazio le sorti del polo industriale di Fara in Sabina:

Deciderà il TAR del Lazio le sorti del polo industriale di Fara in Sabina: intervista all’avv. Massimiliano Bonifazi

L’Associazione Sabina Futura oltre a denunciare pubblicamente l’illegittimità del Piano industriale di Passo Corese, nel Comune di Fara in Sabina, ha dato incarico all’avv. Massimiliano Bonifazi del Foro di Rieti di impugnare la delibera n. 26 del 07.03.2008 emessa dal C.d.A. del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti avente ad oggetto l’approvazione del progetto definitivo del nuovo agglomerato industriale. Vicino all’associazione e ai suoi valori, l’avv. Bonifazi non ha esitato a scegliere di “stare dalla parte dei più deboli” per dare inizio ad una aspra battaglia giuridica. «L’amore che mi lega alla mia terra, mi ha sempre visto scendere in campo per difendere e tutelare l’ambiente. Il piano industriale di Passo Corese, approvato dal Consorzio, oltre ad essere illegittimo sotto il profilo giuridico amministrativo è un vero e proprio “Eco mostro”, come evidenziato dai consulenti a cui l’associazione si è affidata per la redazione della perizia urbanistica». Emerge chiaramente la passione e la verve giuridica dell’avv. Bonifazi, che unitamente all’avv. Federico Bailo, esperto di diritto amministrativo del Foro di Roma, ha redatto il ricorso al Tar Lazio per chiedere l’annullamento, previa sospensiva della delibera del Consorzio. «La delibera impugnata ha apportato una serie di varianti al Piano Regolatore Consortile ampiamente lesive dell’interesse ad una corretta e ordinata gestione del territorio. Gestione che secondo i dettami legislativi della tutela paesaggistica e ambientale, non deve e non può essere subordinata ad interessi di singole parti o ad interessi particolari, bensì al perseguimento dei fini di una pianificazione armoniosa. La rilevanza giuridica di tali principi ci ha consentito di proteggere e restituire alla loro originaria bellezza tanta parte del nostro territorio nazionale». L’Associazione Sabina Futura, aspetta fiduciosa l’accoglimento da parte del Tar Lazio della richiesta di sospensiva della delibera consortile, che verrà discussa a breve, stante le ragioni di urgenza e la fondatezza delle violazioni giuridiche sollevate con il ricorso. Associazione Sabina Futura http://www.sabinafutura.it

Restituiamo a Rom e Sinti la dignità di persone libere e responsabili

COMUNICATO STAMPA

CARI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI RIETI,

SIATE COERENTI, FINIAMOLA CON QUESTA DEMOCRATICA IPOCRISIA :

O VI GEMELLATE CON AUSCHWITZ PER RIATTIVARE I “FORNI”, O CI OCCUPIAMO TUTTI INSIEME DEL TEMA DELL’ ACCOGLIENZA PER RESTITUIRE A ROM E SINTI

LA DIGNITA’ DI PERSONE LIBERE E RESPONSABILI !

In Italia vagano da una città all’altra poco più di 150 mila “zingari” (in verità si tratta di due popoli, Rom e Sinti), quasi sempre accolti con diffidenza – se non odio – dalla popolazione locale, e tenuti accuratamente ai margini degli abitati in squallide periferie, costretti ad occupare aree a dir poco degradate e malsane.

Difficile convivere con una simile “accoglienza”. I nomadi (che in realtà sono ormai quasi sedentari) tentano maldestramente di adattarsi mettendo in atto, quasi sempre, le uniche risorse immediatamente praticabili: l’accattonaggio petulante, usando il più delle volte la pietà verso i loro bambini e le loro donne, e piccoli furti. Tutte manifestazioni che confermano, agli occhi degli abitanti locali, l’incapacità ad “integrarsi” da parte di questo popolo ed il diritto di chiunque a ritenerli colpevoli di ogni male, compreso il “rapimento di bambini” !

Al di là dei luoghi comuni, per lo più facilmente sfatabili (ad esempio, non un solo rapimento di minori in Italia, è stato poi accertato come addebitabile a loro, mentre in altre Nazioni vivono tranquillamente in alloggi popolari e lavorano in cooperative!), non possiamo arrenderci all’ignoranza ed all’arroganza di chi risponde solo con manifestazioni di diffidenza e di paura, mentre abbiamo il dovere morale e sociale di dire le cose come stanno, con obiettività.

Gli Zingari: su circa 15 milioni presenti soprattutto in Europa, solo poco più di 150.000 sono in Italia ed oltre il 70% di loro sono cittadini italiani sotto tutti gli effetti, semplicemente perché vi si sono trasferiti almeno dal 13° secolo. La metà degli abitanti dei campi nomadi sono bambini, un altro terzo sono donne, spesso incinte. Quando i valorosi e zelanti sindaci si decidono a radere al suolo le loro misere baracche e buttare all’aria i loro quattro stracci, evidentemente non svaniscono nel nulla, ma sono semplicemente “costretti” ad andare altrove. Dove, se nessuno li vuole? Chi semplicemente li manda via, sa bene che in realtà sposta altrove un problema che lui non ha saputo, né voluto risolvere. Ma non importa, …purché non vicino a casa sua ! …Perché meravigliarsi, a questo punto, del “perfido Adolfo” che una “soluzione finale” vera, a modo suo e meno ipocritamente, l’aveva trovata ?

Certo, tra loro come tra gli italiani, vi sono feroci criminali ed aguzzini senza scrupoli, che sfruttano bambini, donne e disabili, destinati, sin dalla nascita a chiedere l’elemosina o a rubare per i soliti pochi, veri ricchi del campo. Già, basterebbe poco per capire chi veramente sfrutta e chi è sfruttato in qualsiasi società, compreso un campo nomadi: basterebbe osservare chi possiede auto di lusso e villette in mezzo al campo, e chi cerca disperatamente di riparare i propri bambini dal freddo e dal caldo torrido solo con lamiere e cartoni. In fondo, nella nostra “civile” società italiana, dove il 10% delle persone possiedono oltre il 50% delle ricchezze prodotte, non succedono cose poi così diverse!

Certamente, molti Rom e Sinti potrebbero andare a lavorare, anziché chiedere l’elemosina e dedicarsi a furti e scippi. Ma voglio ancora trovare qualche italiano “perbene” disposto ad assumere qualcuno di loro come operaio nella sua azienda, cameriere, domestica, assistente o giardiniere che sia. E poi qualcuno si è mai interessato alle loro tradizioni artigianali?

Vogliamo, allora, smetterla con le stupidaggini da Medioevo e furbate di sindaci da 4 soldi che pensano di accattivarsi le simpatie dei propri concittadini con meschini comportamenti razzisti, quando evitano di assumersi le proprie responsabilità sociali nei confronti di esseri umani socialmente più fragili?

Stupisce che in una provincia, come quella reatina, con una delle più basse natalità d’Italia e del mondo – dove da ormai diversi anni il saldo demografico è dato da 1700 morti l’anno contro le poco più di 1200 nascite, compensate fortunatamente solo grazie agli immigrati – non si trovi una soluzione per alcune decine di famiglie Rom e Sinti.

Tutti sanno benissimo che l’accoglienza e l’integrazione si fa garantendo i diritti di cittadinanza ed i bisogni fondamentali a qualsiasi essere umano: accudimento, salute e scolarizzazione ai bambini ed alle loro madri, lavoro per gli adulti, una casa. Patti chiari con loro, come li si dovrebbe fare con qualsiasi residente in difficoltà, ma anche dimostrazione d’interesse verso la loro cultura millenaria da cui forse abbiamo anche molto da imparare.

Mettiamoci in gioco tutti ed ognuno faccia la sua parte, dimostrando che la cultura della solidarietà sociale e dei diritti dei popoli -compreso quello ROM e SINTI !- sono beni da tutelare e promuovere in concreto con uno scambio reciproco di tradizioni.

Allora sarebbe opportuna una proposta al Prefetto Pecoraro, a tutti i Sindaci ed in particolare al Sindaco di Rieti, nonché al Presidente della Provincia Fabio Melilli:

– recuperare all’abitabilità alcuni dei casali semi abbandonati della Piana reatina e della Provincia (compresa la stalla/fienile di 400 mq, di proprietà di un socio dell’Associazione PosTribù, che cederemmo gratuitamente alle istituzioni pubbliche per lo scopo), da rimettere a posto ed adibire ad abitazione di alcune famiglie e a laboratori di artigianato;

-costituire delle cooperativa integrata (2 terzi artigiani ed operai reatini / 1 terzo nomadi ) per la gestione di isole ecologiche di riciclaggio rifiuti, restauro, riparazione e riuso mobili ed elettrodomestici ancora in buono stato, pulizia di aree degradate da rifiuti abbandonati in mezzo ad aree verdi;

-far precedere il tutto da un periodo di formazione all’artigianato ed al recupero di materiale altrimenti destinato allo smaltimento in discarica o all’incenerimento;

-impegnare il mondo del volontariato e delle istituzioni per una vera e propria scuola di formazione per i diritti dei popoli e per l’accoglienza per popolazioni migranti, per uno scambio reciproco dei saperi.

QUESTO, PER SCOMMETTERE SU UNA SOCIETA’ FATTA DI ESSERI UMANI CHE HANNO TUTTO DA GUADAGNARE NEL PENSARE IN POSITIVO UNO DELL’ALTRO. ALTRIMENTI, VALE SEMPRE LA PROPOSTA DI …RIAPRIRE I FORNI DI AUSCHWITZ !

A questo proposito, Postribù sta progettando con il supporto di docenti universitari e personaggi del mondo della cultura e dell’arte anche una serie di incontri di sensibilizzazione e soprattutto un corso di storia e culture rivolti ai cittadini ma anche ai nostri dirigenti politici al fine di affrontare in maniera corretta e non superficiale il tema dell’immigrazione ma anche delle varie vicende internazionali di cui siamo a vari livelli testimoni.

Associazione PosTribù