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Siamo una ONLUS, associazione che opera senza fini di lucro, e nasciamo a Rieti nel 2008. Le nostre finalità sono la solidarietà sociale nel settore della tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale, sociale e culturale e nella difesa della salute e dei diritti umani e civili. Le nostre attività ci vedono costantemente impegnati nella costruzione di una idea di società “altra”, basata sull’inclusione, la solidarietà, l’orizzontalità, la giustizia sociale ed ambientale. In particolare promuoviamo campagne e attività di sensibilizzazione e formazione sui temi della decrescita, della difesa dei beni comuni, dell’autogoverno, della democrazia partecipata, dei conflitti ambientali e sociali. Siamo specializzati nel fare informazione, sensibilizzazione, educazione e formazione sul ciclo dei rifiuti e la strategia Rifiuti Zero, partendo dal presupposto che nella gestione dei rifiuti esiste una gerarchia di priorità, riassunta nella formula delle “4 erre”: Riduzione, Riutilizzo, Risparmio e Riciclo.

“Traiettorie di acqua, montagne e cemento” 

Il 3 novembre fa tappa a Rieti la carovana del Consiglio Nazionale Indigeno del Messico che sta attraversando l’Europa per fare rete con tutte le resistenze alle grandi opere dannose per i territori

Dal Messico in Europa, dalle tante comunità indigene centro americane in lotta contro l’estrattivismo fossile alle tante comunità resistenti che in Italia si oppongono alle grandi opere inutili e dannose che, con il PNRR, rischiano di subire un’accelerata pericolosa e irrispettosa delle tipicità e degli equilibri dei territori.

Nell’intreccio di tutte queste “Traiettorie di acqua, montagne e cemento”, farà tappa anche a Rieti la carovana della delegazione del Consiglio Nazionale Indigeno (CNI) che sta attraversando l’Europa da più di un mese.

Dopo una breve passeggiata sul Terminillo, per raccontare l’insensata ostinazione con cui si vuole realizzare il devastante e fallimentare progetto Terminillo Stazione Montana, ci sarà un momento di confronto su questa e le altre grandi opere che minacciano il nostro territorio a partire dal progetto di raddoppio dell’acquedotto Peschiera che mette a rischio il Fiume Velino, l’altra grande risorsa di cui è custode la comunità reatina.

L’appuntamento è il 3 novembre alle ore 17 presso le “Tre porte” in via della verdura 21 a Rieti e sarà aperto al pubblico fino ad esaurimento posti nel rispetto delle normative anti-Covid.

Sarà un’occasione importante per scambiare esperienze e ragionare insieme sulle possibili sinergie di lotta al capitalismo del terzo millennio; quello, cioè, che ci sta consegnando un pianeta a limite del collasso ambientale e sociale, dove le ingiustizie per le disuguaglianze economiche si sommano a quelle di genere e al binomio crisi climatica e pandemica.

Nella nostra provincia, tutti questi temi si intrecciano con quello del terremoto, il quale non ha fatto altro che accentuare lo spopolamento delle aree interne, e a quello del rischio idraulico e idrogeologico che incombe su tutta la conca reatina, mostrando la totale incapacità dello Stato di prevenire e affrontare in post emergenza gli eventi catastrofici.

Con le Associazioni e le Istituzioni che vorranno intervenire, si parlerà delle esperienze di ricostruzione dal basso e delle vertenze in atto per difendere un territorio al margine della metropoli romana e sospeso in equilibrio precario tra sfruttamento delle risorse e opportunità di valorizzarle con progetti di economia locale non invasivi e socialmente equi.

Contatti e info: baliadalcollare@gmail.compost.tribu@gmail.com – 3207147755

Peschiera-Le Capore: sentenze shock del Tribunale delle Acque Pubbliche (Private?) 

Lasciano a bocca aperta le due sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con cui sono stati respinti i ricorsi presentati dall’Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota che chiedevano l’annullamento della concessione di derivazione delle acque Peschiera e Le Capore, a favore del solo Comune di Roma (“e per esso ad Acea Ato2 S.p.a.”), per i numerosi vizi procedimentali e di merito che non sono stati presi minimamente in considerazione dall’assise presieduta dal Dr. Napoletano Giuseppe, consigliere Relatore Dr. Caputo Oreste Mario.

Infatti, con una serie di imprecisioni, si è liquidata con poche righe un’articolata memoria tecnica di oltre 50 pagine presentata dagli avvocati Claudio Giangiacomo e Alessandro Iannelli del Foro di Roma senza entrare concretamente nel merito delle questioni puntualmente poste.

Siamo indignati nel leggere affermazioni quali “concessione implicita”, naturalmente prive di supporto giuridico, per giustificare i 40 anni di prelievo abusivo dalle sorgenti Le Capore, nonostante il Regio Decreto 1775/33 vieti espressamente di derivare acqua in assenza di concessione.

E’ impensabile che esimi Consiglieri di Cassazione e del Consiglio di Stato non sappiano che le leggi regionali non possono derogare ai principi dettati dalla norma nazionale in materie esclusive dello Stato come l’ambiente (articolo 117 della Costituzione).

Sorprende, poi, che persino il membro tecnico esperto (Prof.ssa Ing. Pasca Monica) abbia avallato assunzioni prive di motivazioni tecnico-amministrative come quella che statuisce arbitrariamente che “le derivazioni di cui alla concessione impugnata non hanno significativo impatto sull’ambiente”, sostenendo che esse “non rientrano tra i progetti di opere elencati negli allegati II e IV del decreto legislativo 152/2006”; eppure, esiste una solida giurisprudenza che ritiene necessario, anche “in sede di rinnovo, di procedere alla valutazione sia di impatto ambientale, sia di incidenza” (Corte Costituzionale del 14/01/2010, sentenza n. 1, e del 04/07/2011, sentenza 209), a maggior ragione quando, come nel caso di specie, sono diverse le nuove opere realizzate dagli anni Novanta in poi con aumenti di portata ben superiori ai 200 litri al secondo. Per Capore si è così passati dai 3.200 l/s del 1996 ai 4.500 l/s attuali, nonostante il vecchio Piano Regolatore Acquedotti (PRGA) prevedesse la possibilità di captare al massimo 4.000 l/s, mentre il nuovo PRGA adottato nel 2004 non riserva nemmeno le sorgenti Le Capore per gli scopi idropotabili di Roma. A ciò si aggiunga che si sta realizzando un raddoppio acquedottistico che, come riportato nella stessa istanza di concessione di Roma Capitale, prevede la possibilità di un ulteriore prelievo di 4.000 l/s dal Peschiera. Che ne sarà del Velino se verrà quasi dimezzata la portata?

Ed allora, come è stato possibile senza Valutazione di Impatto Ambientale rilasciare una nuova concessione che autorizza il prelievo dalle sorgenti Le Capore di 4.700 l/s medi e 5.500 l/s massimi, cioè una quantità d’acqua di gran lunga superiore a quella naturalmente presente in falda consentendo di fatto il prosciugamento del fiume Farfa?

E a tal proposito, come si spiega l’affermazione che “il deflusso minimo vitale del fiume Farfa è stato espressamente considerato nella valutazione di incidenza e nel parere favorevole espresso dall’Autorità di Bacino”, quando è questa stessa Autorità, nella persona del Segretario psicologo Erasmo De Angelis, a rilasciare inspiegabilmente un parere (non parere) “temporaneo e rivedibile” proprio perché non è stato ancora calcolato il deflusso minimo vitale (DMV)? E come si spiega il parere (non parere) di Vinca a firma del Direttore regionale Ing Flaminia Tosini (attualmente sospesa dal suo incarico a seguito dell’ultima inchiesta sui rifiuti della Procura di Roma) che si limita a “raccomandare” che lo stesso DMV venga definito “quanto prima”?

C’è infine da prendere atto che si assumono valide le sole tesi della Relazione tecnica di Acea Ato2 S.p.a., nonostante questa fosse totalmente avulsa dai motivi del ricorso, per sostenere un’altra tesi davvero inspiegabile e che riportiamo integralmente: “la portata delle derivazioni è stata calibrata in rapporto alla situazione orografica e idrografica locale, sì da garantire altre derivazioni con essa compatibili”. Peccato che la portata dell’acqua concessa, oltre a risultare come detto addirittura superiore a quella naturale, viene riservata unicamente per gli scopi idropotabili di Roma Capitale che però, tramite Acea Ato2 S.p.a., la eroga anche a numerosi comuni della provincia di Roma e, se avanza, la vende all’ingrosso a quelli della provincia di Rieti.

Una sentenza, dunque, che ha anche il sapore di un’umiliazione per tutto il territorio reatino e non solo: i nomi delle meravigliose risorse naturali rappresentate dalle copiose sorgenti Peschiera e Capore e dai suggestivi e imponenti fiumi Velino e Farfa, non vengono praticamente mai pronunciati nelle due sentenze, come si trattasse di un qualcosa di astratto, privo di valore.

Motivi questi ultimi che avevano portato l’associazione Postribù prima a denunciare il disastro ambientale ancora in corso, per cui su Change.org furono raccolte oltre 11mila firme attraverso una petizione consegnata all’assessore regionale Refrigeri, poi a questo ricorso, con uno sforzo cui hanno contribuito anche tantissimi cittadini da tutta la provincia di Rieti.

Nonostante ciò, l’Associazione non è stata nemmeno legittimata ad agire mentre, come detto, il Comune di Casaprota ha dovuto soccombere persino laddove si è trovato costretto a difendere il diritto all’acqua per i propri cittadini.

La provincia di Rieti per sempre senz’acqua: il 23 settembre decisiva l’udienza al Tribunale delle Acque

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(La foto rappresenta l’ultimo prosciugamento del fiume Farfa di appena tre giorni fa)

Postribù lancia l’ennesimo appello ed un sit-in per accendere i riflettori sul disastro ambientale e sanitario in atto.

Il prossimo 23 settembre si terrà a Roma, presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la terza udienza relativa ai ricorsi presentati dall’Associazione PosTribù Onlus e dal Comune di Casaprota volti ad ottenere l’annullamento della “Concessione di derivazione dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore” rilasciata dalla Regione Lazio a favore di Roma e di Acea Ato 2 Spa.

Una concessione che, come abbiamo denunciato più volte pubblicamente, priva del diritto all’acqua potabile tutti i comuni della provincia di Rieti, vietando loro di approvvigionarsi dal sistema acquedottistico Peschiera-Capore, e che sta aggravando il disastro ambientale sul fiume Farfa, come testimoniamo i continui repentini abbassamenti del corso d’acqua causati dalle improvvide manovre idrauliche di Acea Ato2 Spa.

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Anniversario referendum 2011: continua il disastro ambientale sul Farfa, a rischio anche il Velino e Sabina ancora senz’acqua

Rieti, 15/06/2020

In occasione dell’anniversario del referendum per l’acqua pubblica (12-13 giugno) e in vista della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità del prossimo 17 giugno, l’associazione Postribù torna a denunciare il disastro ambientale tutt’ora in atto sulle sorgenti Le Capore e sul fiume Farfa, nonché quello che la Regione Lazio e il Comune di Roma stanno per procurare anche al Peschiera e al Velino, con la complicità di tutti quegli amministratori locali reatini che hanno sottoscritto la convenzione d’interferenza d’ambito tra Ato2-Roma e Ato3-Rieti accontentandosi dell’illusione di tenere basse le tariffe di APS S.p.a..

Come è noto, a giugno 2019 l’Ing. Wanda D’Ercole (Direttore della Direzione Regionale Lavori Pubblici Stazione Unica Appalti, Risorse Idriche e Difesa del Suolo della Regione Lazio) ha rilasciato al Comune di Roma e ad Acea Ato2 S.p.a. una concessione di derivazione d’acqua dalle sorgenti Peschiera e Le Capore per un massimo di 15.500 l/s (13.500 l/s quella massima derivabile!), senza svolgere l’obbligatoria Valutazione di Impatto Ambientale ed in assenza delle indispensabili attività propedeutiche e di pianificazione della risorsa idrica: calcolo dei costi ambientali della risorsa, dei Bilanci idrici e del Deflusso Minimo Vitale dei fiumi, definizione delle Aree di Salvaguardia delle sorgenti, approvazione del Piano Regolatore Acquedotti, attuazione delle azioni previste dal Piano di Tutela delle Acque e delle Misure di conservazione delle aree protette interessate dai prelievi, attuazione della L.R. 5/2014 di “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”. Nulla di tutto ciò è stato fatto eppure, proprio in spregio all’esito referendario del 2011 e con l’avallo dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, si è avuto il coraggio di consentire ad una multinazionale quotata in borsa (165 milioni di euro di dividendi appena incassati dai soci) di proseguire un prelievo indiscriminato di acqua che provoca il quasi completo prosciugamento del fiume Farfa e l’aumento del rischio di dissesti idrogeologici, lasciando nel frattempo a secco interi centri abitati della Sabina.

Un atto nullo, dunque, che non va nemmeno ad intervenire sul vergognoso spreco d’acqua che nell’Ato2-Roma si attesta al 44%, all’incirca la quantità di acqua prelevata dal Peschiera! 

Oltretutto, Acea Ato2 S.p.a. ed al Comune di Roma non stanno nemmeno rispettando le blande prescrizioni impartite nella concessione rilasciata ormai un anno fa e, nonostante ciò, invece di revocare la concessione stessa, la Regione Lazio permette addirittura di portare avanti i lavori per il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera che consentirebbe di sottrarre altri 4 metri cubi al fiume Velino. 

Ritenendo superfluo ricordare quale disgrazia incalcolabile sarebbe per Rieti perdere uno dei simboli della sua identità e con la speranza che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e la Procura della Repubblica di Rieti ripristino al più presto la legalità, scongiurando l’aggravarsi di questo immane disastro ambientale, chiediamo a tutti gli amministratori locali lungimiranti e sensibili ai temi della sostenibilità di supportare l’associazione Postribù in questa battaglia che portiamo avanti da 15 anni e che, oggi, è giunta ad un momento cruciale per le sorti del nostro territorio.

E’ possibile contattarci scrivendo a: post.tribu@gmail.com

FarfaInSorGente: banchetti di raccolta firme a Rieti e provincia per il ritiro della concessione Peschiera-Le Capore che regala l’acqua ad Acea e lascia a secco i territori della Sabina

Scarica la Petizione_FarfaInSorGenteFarfaSorGente_petizioneA cominciare da domani 3 agosto, il gruppo FarfaInSorGente sarà presente a Rieti e in molti altri comuni della provincia con banchetti di raccolta firme per il ritiro della concessione Peschiera-Le Capore con cui la Regione Lazio e il Comune di Roma regalano l’acqua ad Acea lasciando a secco i territori della Sabina e il fiume Farfa.

Sono già tantissimi i cittadini che, a cominciare dalla prima assemblea pubblica del 12 luglio scorso a Passo Corese, hanno firmato e sostenuto il ricorso al Tribunale delle Acque indignati per questo ennesimo affronto ad un territorio che, oggi più di ieri, rischia di rimanere sempre più spesso senz’acqua.

Infatti, per soddisfare i soli scopi idropotabili di Roma, quasi tutti i Sindaci della provincia di Rieti già nel 2018, con la stipula della convenzione d’interferenza d’ambito, si erano impegnati a “supportare ogni attività necessaria a garantire all’ATO 2 il flusso della risorsa idrica nella misura risultante dalle concessioni assentite”.

Pertanto, oggi che le concessioni sono state inspiegabilmente rinnovate (per le Capore non era mai stata rilasciata alcuna concessione), APS S.p.a. (gestore dell’ATO 3 Rieti) sarà costretta a razionare l’acqua ai cittadini della Sabina per “garantire” a Roma capitale (e all’ATO 2, anche se non ne ha titolo) “il flusso della risorsa idrica”.

È quanto sta già avvenendo ad esempio nel comune di Frasso Sabino, dove addirittura si trovano proprio le sorgenti Le Capore e, dunque, non dovrebbero esserci problemi di acqua.

Ma interruzioni del servizio idrico, con tutte le conseguenze sanitarie connesse, si sono registrate anche a Poggio Nativo, Poggio Mirteto, Montopoli, Fara in Sabina e molti altri comuni della Sabina.

Nel frattempo, le bollette “salate” comprensive dei costi di acquisto dell’acqua da Acea cominciano ad arrivare, mentre il fiume Farfa potrà essere completamente prosciugato qualora Acea stessa riuscisse ad intercettare tutta l’acqua disponibile dalle sorgenti Le Capore, così come gli è stata concessa.

Per non parlare poi dei rischi che corrono anche il Peschiera e il fiume Velino, non appena verrà realizzato il raddoppio dell’acquedotto che, sempre con l’assenso dei Sindaci della provincia di Rieti e con compensazioni irrisorie, attraverserà i nostri territori senza la minima Valutazione d’Impatto Ambientale e senza alcuna pianificazione della risorsa.

I prossimi appuntamenti sono:

  • 3 agosto, dalle ore 19,30, al MAKO di Rieti, durante la rassegna cinematografica        dedicata ai temi della sostenibilità socio-ambientale (FAIR)
  • 3 e 7 agosto, in Piazza Martiri della libertà di Poggio Mirteto, durante i festeggiamenti per il Santo patrono.
  • 4 agosto, dalle ore 16, al mercato dell’antiquariato dell’Abbazia di Farfa.
  • 4 agosto, ad Antrodoco, durante la sagra degli stracci.

Scarica la Petizione_FarfaInSorGente

Firmate e fate firmare!

Per info: farfasorgente@gmail.com – www.facebook.com/FarfaSorGente/

Concessioni sorgenti Peschiera e Le Capore in mano ad Acea fino al 2031!: “a secco” la popolazione Sabina e il fiume Farfa nel silenzio generale della politica

Allarme per la sopravvivenza del fiume Farfa e rischio di rimanere senza acqua per gli abitanti di molti comuni della Sabina.

Nel silenzio generale della politica e in violazione delle principali normative europee e nazionali di settore, il 18 giugno scorso la Direzione Risorse Idriche e Difesa del suolo della Regione Lazio ha infatti rilasciato fino al 2031 concessione di derivazione d’acqua pubblica dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore a favore del Comune di Roma e per esso ad Acea Ato2 S.p.a., concedendo alla multinazionale l’intera portata disponibile che si immette nel sistema acquedottistico, fatti salvi i diritti già acquisiti dal Consorzio Media Sabina, che in maniera lungimirante ed anche grazie a Postribù aveva acquisito la titolarità della concessione per i fabbisogni dei Comuni che ne fanno parte, e dai Comuni di Cittaducale e Casaprota, che captano direttamente dalle sorgenti.

La cosa che più salta agli occhi leggendo la Determinazione regionale è che la concessione è stata rilasciata unicamente per l’approvvigionamento idrico di Roma Capitale e, come riportato nello schema disciplinare, “non potranno essere rilasciate ulteriori concessioni per il tramite del predetto sistema acquedottistico”.

Di conseguenza, l’acqua che Acea Ato2 S.p.a. attualmente vende a tutti gli altri comuni della città metropolitana e a quelli dell’Ato3 Rieti viene illegittimamente utilizzata per scopi diversi da quelli di concessione ed inoltre, i comuni della Sabina, considerata l’impossibilità di reperire altre risorse idriche a costi e in tempi ragionevoli, non saranno più in grado di sopperire alle carenze di acqua che sempre più frequentemente colpiscono questi territori.

Non solo, questi ultimi resteranno “a secco” anche dei ristori economici e ambientali tanto acclamati e dovuti per legge, considerata la difficoltà nello spendere 7,5 milioni all’anno in opere fognarie e di depurazione nelle sole aree di salvaguardia (tra l’altro ancora non approvate), come vorrebbe la convenzione che dovrebbe regolare l’interferenza d’ambito tra Ato2 e Ato3.

Infine, passando agli aspetti ambientali, quello più vergognoso e inquietante è che la derivazione concessa per la sorgente Le Capore, rinnovandone una inesistente, è addirittura superiore all’acqua effettivamente disponibile! Da non credere che, nel 2019, siano ancora disapplicati i basilari principi di sostenibilità necessari ad arginare i cambiamenti climatici in atto e si consenta addirittura di sancire il prosciugamento di un fiume, quel <<Fàrfaro dall’onda scura>> che continua a subire una “metamorfosi” fuori dal tempo e dallo spazio (45% circa di dispersione idrica).

Per un fiume come il Farfa, Sito d’interesse Comunitario e Monumento Naturale regionale, a nulla vale, infatti, il solo divieto di captare i circa 200 l/s che si formano a valle della captazione principale e che Acea Ato2 S.p.a. prelevava illegalmente per non pagare le compensazioni economiche ad ENEL S.p.a.; divieto ottenuto grazie alle opposizioni di Postribù e Italia Nostra Sabina e Reatino e alla mobilitazione del gruppo FarfaSorGente, culminata con la petizione su change.org che ha raccolto più di 10.000 firme ma che aveva la legittima ambizione di ottenere molto di più, è cioè quel Deflusso Minimo Vitale (DMV) ed Ecologico (DE) che oggi non viene minimamente garantito.

Per la cronaca, oggi i soci di Acea S.p.a. incasseranno circa 150 milioni di euro, in gran parte dovuti ai proventi di Acea Ato2 S.p.a., affidataria diretta del servizio idrico Ato2 in spregio alle norme sugli affidamenti di servizi pubblici locali e del referendum 2011.

ITALIA NOSTRA E POSTRIBÙ COSTRINGONO ACEA A RILASCIARE 200 LITRI D’ACQUA IN PIÙ NEL FIUME FARFA

La buona notizia è che il fiume Farfa potrà contare su 200 litri d’acqua al secondo in più, avvicinandosi a quel deflusso minimo vitale in grado di mantenere e ripristinare gli habitat e le specie protette che caratterizzano il Sito di Interesse Comunitario (SIC) istituito lungo il suo corso medio-alto, una delle aree più suggestive della Sabina posta in continuità con il Monumento naturale gole del Farfa e con la Riserva Tevere-Farfa al confine con la provincia di Roma.
E’ quanto ottenuto dalle associazioni Italia Nostra Sabina-Reatino e Postribù in seguito alle osservazioni presentate in Regione nell’ambito del procedimento di rinnovo concessione di derivazione d’acqua pubblica dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore con lo scopo, tra le altre cose, proprio di evitare l’aggravarsi del danno ambientale arrecato al fiume Farfa dalle captazioni operate da Acea Ato2 S.p.a. e da ENEL S.p.a. in assenza di concessione.
L’Area Valutazione di Incidenza (Vinca) della Regione Lazio ha infatti parzialmente riconosciuto quanto da noi più volte denunciato, anche attraverso una petizione promossa dal gruppo FarfaSorGente che ha raccolto più di 10.000 firme (http://chng.it/bCWGngwWbg). Nello specifico, il parere rimesso all’Area Concessioni della Regione Lazio riporta testualmente che: “a fronte di una cospicua portata naturale del fiume Farfa, la derivazione a fini idroelettrici operata da Enel, fino a un massimo di 7 mc/s, e quella a fini idropotabili operata da Acea, per 4,7 mc/s, rilasciano in alveo, a valle dell’impianto delle Capore, una quantità d’acqua minima pari a 0,2 mc/s in applicazione di un accordo tra Acea Ato2 SpA e il Comune di Frasso”.
A parte il fatto che non è dato sapere a che titolo Acea e il Comune di Frasso stipulino accordi bilaterali che stabiliscono, in assenza della minima legittimazione, quanta acqua captare e quanta rilasciare in un fiume, quello che per la prima volta viene sancito e che fino ad oggi era considerato un tabù è che “il valore della portata minima attualmente rilasciata in alveo non è evidentemente assimilabile a un minimo deflusso vitale (DMV) ai sensi del D.Lgs. 152/06, e che a oggi non risulta essere stato formalizzato un valore di DMV per l’asta fluviale del Farfa, atto a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico-fisiche delle acque nonché il mantenimento delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali”.
Peraltro, è la stessa Acea a non poter far altro che prendere atto di quanto riportato negli Studi effettuati dall’Università degli Studi “Tor Vergata”, dall’Università degli Studi “Roma tre” e dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Riserva Naturale Tevere-Farfa, alla base del parere Vinca e dai quali in particolare si rileva che “in corrispondenza delle sorgenti ‘Le Capore’ (il fiume Farfa, ndr) presenta uno scadimento progressivo dello stato ecologico, tra l’estate del 2017 e l’estate del 2018, passando da uno stato ‘buono’ ad uno stato ‘cattivo’ (il peggiore stato di livello ecologico)”.
La cattiva notizia, invece, è che sembra esserci la volontà (politica?) di accelerare nel rilascio del rinnovo di concessione per 4,7 mc/s oggi captati dalle Capore, nonostante in passato non sia mai stata rilasciata alcuna concessione e nonostante il progetto iniziale del 1979 prevedeva una concessione di massimo 4 mc/s.  Pertanto, quella che dovrebbe essere trattata come istanza di nuova concessione andrebbe anche sottoposta a valutazione di impatto ambientale (VIA) , essendo oltretutto stati realizzati, dal 1996 ad oggi, diversi progetti di “derivazione di acque superficiali … superiori a 200 litri al secondo” e “di acque sotterranee” con “derivazioni superiori a 50 litri al secondo” (punto 7. lettera d) dell’Allegato IV, Parte II, al D.Lgs. 152/06). L’ultimo di questi progetti, realizzato nell’estate 2017 senza alcuna autorizzazione, ha consentito “il trasferimento di una aliquota che emerge nella vasca di dissipazione” per un complessivo aumento di portata dalla sorgente Le Capore di circa 200 l/s.
Inoltre, il parere non tiene conto di tutti gli altri siti Rete Natura 2000 coinvolti dalle derivazioni idriche del Peschiera (concessione scaduta nel 1996) e delle Capore, nonché del fatto che il Piano Regolatore Acquedotti adottato nel 2004 non riserva le sorgenti Capore per gli scopi idropotabili di Roma e dell’ATO2.
Quello che pertanto ora chiediamo alla Regione Lazio e al Comune di Roma è che mettano fine all’indebito arricchimento da parte di Acea ed Enel ai danni di una risorsa idrica sempre più limitata e che continua ad essere sprecata per più del 40% di quella captata, costringendo al razionamento idrico milioni di persone come probabilmente accadrà anche la prossima estate.
Non è accettabile, infatti, che gli azionisti delle due multinazionali possano continuare ad arricchirsi su tale risorsa, in assenza di concessioni e approfittando delle inadempienze della Regione stessa che non ha mai approvato il Piano Regolatore Acquedotti e che, nonostante ciò, assieme a Roma Capitale si appresta ad avallare il raddoppio del tronco superiore del Sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore senza le obbligatorie Valutazioni Ambientali previste dalla norma e dalle Direttive europee.

#FridaysForFuture: La Scuola Media Basilio Sisti aderisce allo sciopero mondiale della scuola per salvare il pianeta

Il 15 marzo, anche a Rieti, è #FridaysForFuture!

 

La Scuola Media Basilio Sisti ha infatti aderito all’invito di unirsi alla mobilitazione mondiale “Global Strike For Future”, che in questa giornata ha visto tanti ragazzi e ragazze scioperare per pretendere un nuovo modello di sviluppo a difesa dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione per vivere.

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#FridaysForFuture!

Il 15 marzo, anche a Rieti, sarà #FridaysForFuture!
La Scuola Media Basilio Sisti , con il supporto di Postribù, ha infatti aderito all’invito di unirsi alla mobilitazione mondiale “Global Strike For Future”, che in questa giornata vedrà tanti ragazzi e ragazze scioperare per pretendere un nuovo modello di sviluppo a difesa dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione per vivere. Continua a leggere #FridaysForFuture!

Itinerari tra luoghi e sapori sui Monti della Laga

Le associazioni del Progetto Posterremoto propongono per il prossimo 28 ottobre un itinerario di visita tra Amatrice e le sue frazioni di Configno e Santa Giusta.

L’appuntamento è a Configno per le 10,30 presso l’Oasi di Orie Terme, parco naturalistico realizzato e curato da Pierluigi Betturri, che si snoda lungo un percorso di circa 2 km tra sorgenti, fontane, boschi di querce e castagni, e dove dimorano stabilmente daini e cervi.
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A Santa Giusta di Amatrice si inaugura il laboratorio di macelleria realizzato grazie alle donazioni del progetto Posterremoto

Sabato 29 settembre 2018 a partire dalle ore 16 l’Azienda agricola Fantusi Fabio di Santa Giusta di Amatrice (ex maneggio Il Destriero), una delle piccole aziende che l’Associazione PosTribù ha aiutato a ripartire dopo i sismi del 2016 nell’ambito del progetto PosTerremoto insieme alla Caritas, a tanti donatori singoli ed associazioni, inaugurerà il proprio laboratorio di macelleria. Continua a leggere A Santa Giusta di Amatrice si inaugura il laboratorio di macelleria realizzato grazie alle donazioni del progetto Posterremoto

Miele per la vita, conclusione delle attività

Nei mesi successivi al sisma 2016 che ha colpito i territori di Amatrice e Accumoli, Postribù aveva avviato un progetto di recupero delle attività apistiche della famiglia Casini, a sostegno della quale abbiamo ricevuto numerose donazioni. A due anni dal terremoto siamo ancora impegnati nelle terre dell’amatriciano, con il progetto Posterremoto, ma chiudiamo le attività di “Miele per la vita” pubblicandone di seguito un resoconto. Continua a leggere Miele per la vita, conclusione delle attività

Festival delle Ciaramelle tra Amatrice e Accumoli

Manifesto-festival-2018-1-724x1024Dal 10 al 12 agosto 2018 si svolgerà tra Amatrice ed Accumoli il Festival delle Ciaramelle che prevede, tra gli appuntamenti di apertura della manifestazione di venerdì 10 agosto, un concerto di Marco Graziosi e la sua band ad Accumoli, alle ore 17,30, presso l’azienda Alta Montagna Bio, in località Madonna delle Coste.

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Aderisci alla filiera solidale Posterremoto e segui gli eventi del Festival delle Ciaramelle ad Amatrice

Cari amici, la nostra Associazione Postribù, anche grazie all’esperienza sviluppata con il Gruppo d’acquisto solidale Gastribù, ha avviato in seguito ai terremoti dell’agosto ed ottobre 2016 un progetto di sostegno ai produttori agroalimentari dell’area del “cratere” – denominato “Posterremotohttp://www.posterremoto.it – con l’obiettivo di avvicinarli a quello dei consumatori e turisti consapevoli. Continua a leggere Aderisci alla filiera solidale Posterremoto e segui gli eventi del Festival delle Ciaramelle ad Amatrice

Post Terremoto: presentazione delle aziende il 15 giugno a Rieti

Il progetto “Posterremoto” che sostiene le aziende dell’agroalimentare vi invita a conoscere i produttori dei territori colpiti dal sisma, venerdi 15 giugno a Le Tre Porte di Rieti

Venerdì 15 giugno alle ore 18 presso il locale “Le Tre Porte” di Rieti (via della Verdura 21/25) sarà presentato il progetto “Posterremoto“, promosso dall’Associazione Postribù Onlus , che punta al sostegno dei produttori terremotati delle aree del “cratere” con particolare attenzione ad Amatrice, Accumoli e zone limitrofe. Continua a leggere Post Terremoto: presentazione delle aziende il 15 giugno a Rieti

Scuola Natura 2018: due weekend residenziali di avventure nel bosco

Template Piccolo formatoTorna la Scuola Natura, organizzata da Tularù e Postribù, con attività dedicate a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni nei due weekend [29 giugno – 1 luglio] e [6 – 8 luglio].
Escursioni, approfondimenti naturalistici, gite in barca, equitazione, arti circensi, laboratori manuali e creativi e tanto altro ancora, pensato per ciascuna fascia di età e realizzato in un contesto naturalistico meraviglioso, tra boschi, pinete, pascoli e laghetti di montagna. Un’esperienza avventurosa e di socializzazione unica a Rieti, durante la quale i bambini dormiranno in tenda, costruiranno capanne di rami, e faranno esperienze indimenticabili.
Un servizio di  centro estivo giornaliero potrà essere attivato, l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio, solo su prenotazione e solo al raggiungimento di un numero minimo di iscritti.
Tutte le info su http://www.tularu.it/tukids/

Progetto Posterremoto: a due anni dal sisma di Amatrice sosteniamo le aziende colpite dal terremoto

A due anni dal sisma del 2016, grazie al supporto di moltissimi donatori e al contributo della Caritas Diocesana di Rieti nell’ambito del bando Ripartiamo Insieme, il progetto Posterremoto è in una nuova fase di aggregazione di aziende e di sviluppo di una filiera corta dell’agroalimentare e del turismo solidale basati sulla sostenibilità.

Per saperne di più visita il sito www.posterremoto.it