Archivi categoria: clima

Salviamo il Fiume Farfa: firma la petizione

Il fiume Farfa, che attraversa la suggestiva Sabina reatina per poi sfociare nel Tevere in provincia di Roma, sta morendo e con esso rischiano di essere definitivamente compromessi gli habitat e le specie protette che caratterizzano il SIC-ZSC/ZPS del corso medio-alto, il “Monumento naturale delle Gole del Farfa” e la Riserva Naturale “Tevere-Farfa”.

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Terminillo Stazione Montana: aperto il procedimento per assenza autorizzazioni

Il caso dei lavori su Campo Stella, a Leonessa.

Aperto un procedimento che permetterà di fare luce anche sulle molte opacità del progetto Terminillo Stazione Montana

Si apre in questi giorni il procedimento a carico, tra gli altri, del Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, per fatti che risalgono al periodo 2013-2015 riguardanti i lavori – eseguiti dal Comune di Leonessa in località Vallorgano – di sostituzione della seggiovia di Campo Stella nonchè di riassetto della strada che porta ai campi da sci Campo Stella ed al Residence l’Orsetto. Continua a leggere Terminillo Stazione Montana: aperto il procedimento per assenza autorizzazioni

da Cancun… per la Giustizia Climatica

fonte: A Sud

Si è aperta lunedì scorso 29 novembre a Cancun, Messico, la 16° conferenza delle Parti dell’Onu sul clima. Dopo il  fallimento del vertice di un anno fa, il 15°, a Copenaghen, l>e aspettative sui risultati che l’incontro potrà raggiungere sono molto basse.  Intanto sono arrivati a Cancun nella notte del 3 dicembre i 25 autobus delle Carovane Internazionali di Denuncia e Resistenza che hanno percorso il paese per mostrare la devastazione ambientale che vive il territorio messicano. Continua a leggere da Cancun… per la Giustizia Climatica

Rete Italiana Giustizia Sociale e Ambientale

Lo scorso 5 giugno diverse realtà e soggetti, in rappresentanza di comitati, associazioni, sindacati, reti sociali di tutto il paese, si sono incontrati a Roma per discutere di come affrontare anche in Italia quella che è stata definita la più grave minaccia per l’umanità: i cambiamenti climatici. Continua a leggere Rete Italiana Giustizia Sociale e Ambientale

Cambiamo modello, non il clima

ad Istanbul la chiamata dei movimenti sociali per la giustizia sociale e climatica
Fair: “il 12 ottobre e la COP 16 di Cancun nel prossimo dicembre appuntamenti comuni, e adesso che cento fiori fioriscano

Istanbul, 4 luglio 2010 – Prossimo appuntamento, la Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP 16) che si terrà nel prossimo dicembre a Cancun, in mezzo al percorso diversi appuntamenti per riattivarsi a mobilitarsi per cambiare modello di sviluppo e fermare il degrado sociale ed ambientale del pianeta, a cominciare dal prossimo 12 ottobre, giornata di azione globale per la giustizia sociale e climatica. Continua a leggere Cambiamo modello, non il clima

AL VIA la CONFERENZA sul CLIMA di COCHABAMBA

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da Cochabamba

Prende il via oggi, lunedì 19 aprile a Cochabamba, in Bolivia, la Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e Diritti della Madre Terra , convocata dal governo di Evo Morales all’indomani del nulla di fatto del vertice dei governi sul Clima svoltosi a dicembre a Copenaghen. Continua a leggere AL VIA la CONFERENZA sul CLIMA di COCHABAMBA

Frammenti (sparsi) dalla Conferenza ONU sul cambio climatico di Copenhagen

Per il momento non c’e’ niente di ufficiale ma sono in molti fra i negoziatori a ritenere che effettivamente le Nazioni Unite possano chiedere ai 119 capi di Stato e di governo di non partire questa sera, anche se per il momento le UN non hanno confermato. Continua a leggere Frammenti (sparsi) dalla Conferenza ONU sul cambio climatico di Copenhagen

Le non-scelte del G8 sui cambiamenti climatici

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Di Giuseppe De Marzo, A Sud

A pochi mesi dal summit Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre a Copenaghen, le conclusioni del summit aquilano dimostrano che i «grandi» non sono pronti a tagliare le emissioni. E i paesi emergenti si adeguano subito al pessimo esempio. Continua a leggere Le non-scelte del G8 sui cambiamenti climatici

PIÙ DI CENTO ATTIVISTI DI GREENPEACE OCCUPANO QUATTRO CENTRALI A CARBONE. MESSAGGIO AL G8 SUL CLIMA: “I POLITICI CHIACCHIERANO, I LEADER DECIDONO”

ROMA, 08.07.09. Mentre i leader delle nazioni più ricche del Pianeta arrivano al summit del G8, oltre cento attivisti di Greenpeace da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai Capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici. Continua a leggere PIÙ DI CENTO ATTIVISTI DI GREENPEACE OCCUPANO QUATTRO CENTRALI A CARBONE. MESSAGGIO AL G8 SUL CLIMA: “I POLITICI CHIACCHIERANO, I LEADER DECIDONO”

La giustizia ambientale al Forum Sociale Mondiale di Belem.

Cambiamenti climatici e impatto ambientale delle politiche neoliberiste sono uno dei temi di fondo delle centinaia di attività del Forum di Belem. Dopo la giornata dedicata interamente ai popoli e alle problematiche amazzoniche, il terzo, quarto e quinto giorno del World Social Forum 2009 sono riservati alle oltre 2.300 attività autogestite promosse da organizzazioni, sindacati, movimenti, forze politiche e gruppi religiosi. Panel, conferenze, laboratori, iniziative culturali occupano dalla mattina di ieri i tendoni spuntati come funghi nei campus delle due università che ospitano il Forum. Moltissimi i temi oggetto di discussione, innumerevoli i punti di vista, le esperienze condivise e le prospettive all’orizzonte. Nella giornata di ieri uno dei temi ricorrenti è stato la giustizia ambientale: la necessità cioè di elaborare politiche di compensazione e mitigazione di fronte agli impatti – sofferti principalmente sulle popolazioni dei paesi del sud – prodotti dall’emergenza ambientale che colpisce il pianeta. Paradossalmente insomma sono proprio i paesi con i più bassi livelli di emissioni nocive e di contaminazione quelli che più risentono dello stravolgimento del clima. Secondo l’ultimo report diffuso dalle Nazioni Unite, a livello globale ci sono ormai più sfollati e rifugiati per cause climatiche che a causa delle guerre. Mentre il Bangladesh e le isole del sud del pacifico rischiano di scomparire, i ghiacciai andini e himalayani diminuiscono anno per anno, l’Africa e l’Australia [come il sud Italia] registrano periodi di siccità sempre più lunghi e si moltiplicano cicloni, uragani ed inondazioni nelle aree tropico-equatoriali, i governi continuano a pianificare l’adozione di misure insufficienti e palliative sottovalutando una emergenza che diviene via via meno riparabile. Cambiamenti climatici che rivelano la fragilità e l’inadeguatezza del sistema economico attuale, basato su sfruttamento incontrollato delle risorse, utilizzo di combustibili fossili [principalmente petrolio e carbone] – tra le principali cause dell’effetto serra – e modelli di consumo smodati da parte dei paesi occidentali, le cui politiche sono dominate da multinazionali, industrie automobilistiche, imprese petrolifere, compagnie minerarie e, da ultimo, dai colossi dell’industria alimentare e dell’agro business. Nonostante vivano nella maggior parte dei casi secondo regole e modelli economici tradizionali e ben lontani da quelli occidentali i popoli del sud del mondo hanno subito negli ultimi anni conseguenze devastanti a causa degli impatti dei cambiamenti climatici. Ciò si spiega in base al fatto che le forme di sussistenze tradizionali, basate da generazioni sulla relazione con la terra, l’acqua, le conoscenze ancestrali, sono divenute sempre più vulnerabili di fronte all’incontrollabile impatto del clima. Di fronte a questo paradosso e all’ingiustizia sociale ed economica prodotta da questo paradigma, organizzazioni ambientaliste e movimenti sociali hanno deciso di lanciare una campagne globale per ristabilire giustizia, quella giustizia climatica appunto difficilmente quantificabile in termini economici ma che significa sopravvivenza per migliaia di persone. Le proposte emerse durante le attività di oggi si articolano su vari temi: modello energetico [implementazione di politiche energetiche sostenibili, incentivi all’efficienza energetica e allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili non convenzionali] sviluppo urbano [politiche sostenibili sui trasporti e su produzione e gestione dei rifiuti, riforestazione] politica internazionale [campagne di lobby per garantire ai paesi del sud giusta compensazione e mitigazione per l’adattamento climatico]. Inadeguate anzi nocive la misure sin qui adottate, come l’istituzione del mercato delle emissioni e soprattutto il massiccio ricorso agli agro combustibili [attraverso l’impianto di piantagioni agricole industriali] che hanno dimostrato di essere ecologicamente e socialmente insostenibili. Strategie e nuove alleanze da mettere in atto attraverso convergenze più ampie possibili, in vista dell’appuntamento del dicembre prossimo a Copenaghen, dove le misure da adottare per far fronte ai cambiamenti climatici saranno nuovamente al centro dell’attenzione mondiale.

Sabato 31 Gennaio 2009 10:09

Marica Di Pierri, A Sud – carta.org

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AMAZZONIA ARROSTO: GREENPEACE DIFFONDE LE MAPPE DELL’ALLEVAMENTO CHE DEFORESTA

BELEM, Brasile 29 Gennaio, 2009 – Greenpeace, al World Social Forum di Belem, diffonde una serie di nuove mappe insieme al rapporto-scandalo: “Amazzonia arrosto. L’impronta ecologica dell’allevamento bovino nello stato del Mato Grosso”.
Con un emozionante videoblog e immagini direttamente dall’Amazzonia, Greenpeace denuncia la diretta relazione tra l’espansione dell’allevamento bovino e il dilagare della distruzione del polmone del mondo nello stato del Mato Grosso, la regione amazzonica con il più alto tasso di deforestazione. (DISPONIBILI SU RICHIESTA IMMAGINI FORMATO BROADCAST)

L’allevamento bovino è il principale motore della deforestazione nell’Amazzonia brasiliana. Il 79,5% delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo.

Dal 1996 al 2006 ben 10 milioni di ettari (un’area pari a un terzo l’Italia) sono stati tagliati a raso a causa dell’allevamento bovino.
Oggi il Brasile, che possiede la mandria commerciale più grande del mondo, è il principale esportatore di carne e pelle bovina e il governo brasiliano intende, inoltre, raddoppiare la propria capacità di esportare questi prodotti entro il 2018.

“Il governo brasiliano vuole finanziare un ulteriore sviluppo del comparto zootecnico. Questo contraddice gli impegni del Brasile nella lotta alla deforestazione. – Denuncia Chiara Campione, Responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia. – Il Brasile è il quarto paese emettitore di Co2 a livello globale. In un paese in cui il 75% dei gas serra (GHG) emessi dipendono proprio dalla deforestazione, il governo dovrebbe prendere misure drastiche per fermare anziché stimolare l’espansione delle attività legate all’allevamento.”

Il prossimo dicembre, i leader del mondo intero si incontreranno a Copenhagen per decidere del nostro futuro nella negoziazione della Nazioni Unite per il Clima più importante di tutti i tempi. Considerato che la distruzione delle foreste tropicali è responsabile di ben un quinto delle emissioni di gas serra a livello globale qualsiasi accordo per salvare il pianeta dal cambiamento climatico dovrà includere misure per fermare la deforestazione.

Il rapporto di Greenpeace “Amazzonia Arrosto” delinea inoltre le misure che il governo brasiliano deve mettere in atto per raggiungere l’obiettivo di “Deforestazione Zero” entro il 2015, momento in cui le emissioni di gas serra a livello globale dovranno iniziare a calare drasticamente.

LINK:
Il rapporto Amazzonia Arrosto
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/amazzonia-bovini-deforestazione

Greenpeace Deforestazione Zero www.deforestazionezero.it

Il video blog dall’Amazzonia: http://it.youtube.com/watch?v=jINavxdZ87o

DISPONIBILI SU RICHIESTA IMMAGINI FORMATO BROADCAST

Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace +39 06 68136061 (int.203 – 222)
Vittoria Iacovella, addetta stampa +39 348 3988615
Foto e video Massimo Guidi +39 328 0646175
Chiara Campione, responsabile campagna Foreste, 3470100310

Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento – Rieti

 

 
COORDINAMENTO PROVINCIALE RIFIUTI ZERO RIETI
Rete Rifiuti Lazio – Rete nazionale Rifiuti Zero   

RIETI RIFIUTA 

Rieti, 1 dicembre 2008

Borse realizzate con stoffe riciclate donate al sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, all’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, ed al presidente della Provincia di Rieti e dell’Upi, Fabio Melilli, a testimonianza delle buone pratiche e delle strategie adottabili dalla politica in grado di portare il territorio reatino verso “Rifiuti Zero”.

Questo il senso dell’iniziativa promossa questa mattina a Rieti dal Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti, che aderisce alla Rete Regionale Rifiuti del Lazio e alla Rete Nazionale Rifiuti Zero, in occasione della Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento.A donare le borse agli amministratori locali una delegazione del Coordinamento, composta da singoli cittadini da e da rappresentanti delle associazioni Postribu’, Fidapa (Federazione Italiana Donne Arte professione Affari), Cittadinanzattiva, European Consumers, Caritas di Vazia, Associazione Germogli, Adiconsum in contemporanea a quanto la Rete Regionale Rifiuti del Lazio ha fatto col Sindaco di Roma, il Presidente della Provincia di Roma e il Presidente della Regione Lazio, per consegnare un omaggio realizzato con materiali di recupero.

 

Agli amministratori reatini la delegazione del Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti ha consegnato anche documentazione in merito alle seguenti proposte operative in grado di portare a “Rifiuti Zero”:

 

1.         Chiediamo di istituire un TAVOLO TECNICO alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, sindacali ed economici coinvolti nonché di rappresentanti dei cittadini e delle associazioni, in cui si discuta della possibilità di correggere alcune parti della strategia adottata nel Piano provinciale dei rifiuti. Quello che noi proponiamo è un’altra soluzione, articolata in più azioni coordinate tra loro, che consentirebbe di fare a meno dell’impianto progettato da ASM e destinato alla realizzazione di Fos e Cdr, ossia combustibile da rifiuti per alimentare impianti di incenerimento antieconomici e dannosi per la salute.

2.         Proponiamo ai Comuni della provincia di annullare tutti gli affidamenti diretti e dunque illegittimi ad SPA (sia pubbliche che private) e, al Comune di Rieti, di ripubblicizzare ASM Rieti SpA, assumendo nuovo personale e aumentando le garanzie dei lavoratori.

3.         Proponiamo, accanto alla rete delle isole ecologiche già pianificata e da implementare il più possibile, la realizzazione sul territorio provinciale di piccoli impianti diffusi di compostaggio che hanno iter autorizzativi più snelli e consentono un maggiore controllo dei flussi dell’organico (producendo un compost di qualità migliore da destinare sia all’agricoltura locale sia al mercato), con minori traffici di camion pesanti per le nostre strade rispetto ad impianti centralizzati.

4.         Chiediamo inoltre di avviare, di concerto con la Provincia di Viterbo, la costruzione di un impianto di trattamento a freddo, tipo quello di Vedelago in provincia di Treviso, per il recupero anche del materiale residuo di una differenziata spinta (almeno 60%).

 

Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero ha anche proposto una serie di progetti per la riduzione dei rifiuti:

·         GREEN PUBLIC PROCUREMENT

·         COMPOSTAGGIO DOMESTICO

·         ELIMINAZIONE ACQUE IN BOTTIGLIA E STOVIGLIAME USA E GETTA DI PLASTICA DALLE MENSE SCOLASTICHE E COMUNALI

·         DISTRIBUTORI Di LATTE ALLA SPINA

·         ECOSAGRE

·         INCENTIVI ALLE FAMIGLIE PER PANNOLINI RIUTILIZZABILI E LAVABILI

·         DISTRIBUTORI ALLA SPINA DEI DETERSIVI

·         GIORNATE PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

·         CREAZIONE DI UN CENTRO PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

 

In merito alle proposte ricevute, il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, si è impegnato alla presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, a convocare il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero insieme ai rappresentanti di Comune e Asm Rieti spa per discutere della problematica in merito alla quale il primo cittadino di Rieti si è detto “sensibile pur non conoscendo i dettagli tecnici“, mentre il presidente dell’Upi e della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, ha annunciato, oltre alla prossima partenza dei bandi per l’integrazione economica ai cassaintegrati che verranno impiegati dai Comuni per la raccolta ‘porta a porta’, che nel corso della prossima settimana si svolgerà un incontro con il presidente della Regione, Piero Marrazzo, per discutere del tema rifiuti ed in particolare delle risorse da destinare al territorio reatino, soprattutto a livello impiantistico e di attrezzature. Melilli ha dichiarato che “bisogna puntare a ridurre quella spesa corrente che spesso frena i Comuni nella fase di avvio di una raccolta differenziata ‘porta a porta’”. “Sono convinto in ogni caso – ha aggiunto – che una volta partiti i primi due o tre Comuni, tutti gli altri li seguiranno”.

 

 

 

 

 

 

 Info: coordrifiutizerorieti@gmail.com