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Rieti risponde all’appello “Salviamo il Velino!”

Più di 100 persone all’iniziativa in occasione della giornata mondiale dell’acqua. 

Giornata Mondiale dell’acqua

23 marzo 2023

LE TRE PORTE – RIETI

Più di 100 persone, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, all’iniziativa “Salviamo il Velino!” organizzata da Postribù, Balia dal collare, Cittadinanzattiva Rieti e ARCI Rieti. 

Grande partecipazione anche negli interventi, a testimonianza che Rieti non può fare a meno del fiume simbolo per la città e per l’intera provincia.

Partendo dalle condizioni che hanno portato al disastro ambientale in atto lungo il fiume Farfa, sono state descritte le criticità che, in analogia con l’altro corso d’acqua emblema per la Sabina, stanno per compromettere anche i fiumi Peschiera e Velino.

La multiutility quotata in borsa Acea S.p.a. ha, infatti, presentato un progetto di nuovo tronco acquedottistico che, anche modificando le opere di captazione dalle sorgenti Peschiera, comporterà nell’immediato un aumento di portata derivata pari a 1.300 litri al secondo che si andranno a sommare agli 8.700 litri storicamente captati.

Ciò, congiuntamente agli effetti dovuti al cambiamento climatico, già sarebbe sufficiente a ridurre la portata di magra dei due corsi d’acqua a circa 5.000 litri al secondo, rispetto ai circa 9.000 litri che siamo abituati a veder scorrere nella Piana di San Vittorino e immediatamente dopo la Centrale idroelettrica di Cotilia.

Durante l’incontro pubblico si è quindi immaginato cosa accadrebbe se, in seguito alla realizzazione del raddoppio dell’acquedotto (con una capacità massima di 19.000 litri al secondo), si arrivasse a derivare 13.000 litri al secondo.

E’ questa, infatti, la portata che, stando ai documenti di programmazione di Acea Ato2 S.p.a. e in seguito all’adeguamento di concessione, verrà captata per soddisfare le future esigenze dell’ATO2 Roma e dell’ATO1 Viterbo.

Un prelievo che lascerebbe nel letto dei fiumi Peschiera e Velino appena 2.000 litri d’acqua al secondo (addirittura inferiore al Deflusso Minimo Vitale), se consideriamo che la stessa Acea S.p.a. a settembre 2022 rilevava una portata naturale in sorgente pari a 15.000 litri al secondo.

Di fronte a questo scenario catastrofico, è compito prima di tutto della politica locale agire con tempestività, dato che sia il Sindaco di Roma sia il Governo continuano a negare che ci saranno aumenti di captazione.

E dato che tutti sembra prendano per vero, senza alcuna verifica, quello che dice Acea S.p.a., perché per risolvere le criticità non si parla di utilizzare l’enorme quantità d’acqua che la stessa multinazionale dice di aver recuperato negli ultimi anni portando le perdite al 27%? E perché non si parla di restituire un po’ di questa acqua al fiume Farfa?

La verità è che dall’incontro è emersa una totale carenza di pianificazione da parte degli Enti pubblici. Pianificazione che dovrebbe dettare proprio la programmazione di opere tanto strategiche per una corretta gestione delle risorse idriche.

Il 29 marzo scadono i termini per il rilascio dei pareri in conferenza di servizi e solo con un parere negativo da parte degli Enti locali coinvolti si potrà rimettere in discussione il progetto, vincolandolo quanto meno all’espletamento della obbligatoria Valutazione di Impatto Ambientale su tutte le captazioni che alimentano il Sistema Acquedottistico Peschiera-Le Capore. Infatti, solo rivedendo l’intero assetto concessorio in funzione di tutti gli obiettivi prioritari imposti dalla normativa, si potrà sperare di mettere veramente in sicurezza l’approvvigionamento idrico di Roma (e non solo!) e allo stesso tempo garantire il mantenimento degli ecosistemi fluviali che caratterizzano e rendono “vivi” i territori.

Firma la petizione: https://chng.it/8JNs6BbvLh

Di seguito puoi scaricare:

  • i dati di sintesi che attestano il rischio di disastro ambientale per il Velino
  • la proposta di Determina inviata a tutti i Comuni interessati dalle derivazioni del Peschiera e Le Capore
  • le Osservazione presentate da Postribù nell’ambito della procedura di VIA presso il Ministero dell’Ambiente
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RIETI SENZA VELINO

Lanciata la petizione contro il raddoppio dell’acquedotto Peschiera

Rieti senza Velino è il drammatico scenario con cui dovremo cominciare a fare i conti se non sarà scongiurato il progetto di raddoppio dell’acquedotto Peschiera presentato da Acea ATO2 S.p.a. nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La stessa società, infatti, ha esplicitato che l’opera consentirà di prelevare, come minimo, ulteriori 4 mc/s dalle sorgenti del Peschiera e, dunque, la portata del Velino prima del suo ingresso a Rieti verrebbe dimezzata.

Sarebbe l’ennesimo “disastro ambientale” dopo quelli ai danni dei fiumi Farfa Aniene e del lago di Bracciano, causati dai governi regionali con la complicità di quasi tutti gli Enti locali coinvolti, avendo delegato ad Acea sia la pianificazione che la progettazione degli interventi riguardanti il servizio idrico integrato, spesso consentendo persino di eludere le Valutazioni di Impatto Ambientale e di Incidenza (VIA e Vinca) sugli ecosistemi naturali connessi ai fiumi stessi.

Anche stavolta, dunque, questo “sacrificio ambientale” potrebbe essere evitato in quanto, proprio per la mancata pianificazione pubblica dettata dalle norme Europee, quasi metà dell’acqua potabile immessa in rete viene sprecata (circa il 45% corrispondente a circa 10 mc/s) e la restante viene in gran parte destinata ad usi impropri (irrigazioni agricole e usi industriali/commerciali che potrebbero beneficiare di risorse d’acqua piovana e di recupero).

Per tali ragioni abbiamo deciso di lanciare, insieme ad organizzazioni nazionali e regionali che da tanti anni si occupano di ambiente, salute e diritti, una petizione rivolta anzitutto al Governo Meloni che, in piena continuità con il Governo Draghi, ha ribadito che il “Progetto del Peschiera” rientra tra le sue priorità del PNRR.

E dato che si sta evitando ogni forma di partecipazione civica, chiediamo al Commissario Straordinario per il “Sistema idrico Peschiera” e alla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC presso il MITE di sospendere i procedimenti di VIA in corso su singoli sotto progetti e di avviare immediatamente l’obbligatorio “dibattito pubblico” sul complessivo progetto di ammodernamento dell’approvvigionamento idrico di Roma.

Inoltre, chiederemo ai candidati a Presidente della Regione Lazio di sottoscrivere la petizione, impegnandosi a mettere in atto una seria pianificazione partecipata della risorsa idrica e ad abbandonare le politiche privatizzatrici di questi ultimi anni, vera causa delle emergenze ambientali in atto.

Dovranno quindi assicurare il rispetto del Deflusso Vitale ed Ecologico dei fiumi, senza eludere i procedimenti di VIA e Vinca e coerentemente con la Pianificazione di Distretto, aggiornare il Piano Regolatore Generale Acquedotti (PRGA), avviando entro il 2023 la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e orientandolo a soddisfare tutti i fabbisogni idropotabili, fissando l’obiettivo di riduzione delle perdite che dovranno attestarsi al 20% entro il 2025.

Sarà inoltre necessario attuare la Legge regionale n.5/2014, istituendo nuovi Ambiti Territoriali Ottimali a scala di sottobacino idrografico partendo dalla Proposta di Legge 238/2015 e rinunciando all’ATO unico regionale gestito da ACEA S.p.a..

Infine, verrà chiesto un impegno ad interrompere da subito tutti i distacchi per morosità e garantire il minimo vitale di 50 litri per abitante al giorno.

Per firmare la petizione: https://chng.it/D5znKws5qj

Per maggiori informazioni: www.postribu.net – www.facebook.com/Baliadalcollar

Postribù, Balia dal collare, Cittadinanzattiva/TDM Rieti, ARCI Rieti, Italia Nostra Sabina e Reatino, Potere al Popolo Tevere Farfa

Peschiera-Le Capore: sentenze shock del Tribunale delle Acque Pubbliche (Private?) 

Lasciano a bocca aperta le due sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con cui sono stati respinti i ricorsi presentati dall’Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota che chiedevano l’annullamento della concessione di derivazione delle acque Peschiera e Le Capore, a favore del solo Comune di Roma (“e per esso ad Acea Ato2 S.p.a.”), per i numerosi vizi procedimentali e di merito che non sono stati presi minimamente in considerazione dall’assise presieduta dal Dr. Napoletano Giuseppe, consigliere Relatore Dr. Caputo Oreste Mario.

Infatti, con una serie di imprecisioni, si è liquidata con poche righe un’articolata memoria tecnica di oltre 50 pagine presentata dagli avvocati Claudio Giangiacomo e Alessandro Iannelli del Foro di Roma senza entrare concretamente nel merito delle questioni puntualmente poste.

Siamo indignati nel leggere affermazioni quali “concessione implicita”, naturalmente prive di supporto giuridico, per giustificare i 40 anni di prelievo abusivo dalle sorgenti Le Capore, nonostante il Regio Decreto 1775/33 vieti espressamente di derivare acqua in assenza di concessione.

E’ impensabile che esimi Consiglieri di Cassazione e del Consiglio di Stato non sappiano che le leggi regionali non possono derogare ai principi dettati dalla norma nazionale in materie esclusive dello Stato come l’ambiente (articolo 117 della Costituzione).

Sorprende, poi, che persino il membro tecnico esperto (Prof.ssa Ing. Pasca Monica) abbia avallato assunzioni prive di motivazioni tecnico-amministrative come quella che statuisce arbitrariamente che “le derivazioni di cui alla concessione impugnata non hanno significativo impatto sull’ambiente”, sostenendo che esse “non rientrano tra i progetti di opere elencati negli allegati II e IV del decreto legislativo 152/2006”; eppure, esiste una solida giurisprudenza che ritiene necessario, anche “in sede di rinnovo, di procedere alla valutazione sia di impatto ambientale, sia di incidenza” (Corte Costituzionale del 14/01/2010, sentenza n. 1, e del 04/07/2011, sentenza 209), a maggior ragione quando, come nel caso di specie, sono diverse le nuove opere realizzate dagli anni Novanta in poi con aumenti di portata ben superiori ai 200 litri al secondo. Per Capore si è così passati dai 3.200 l/s del 1996 ai 4.500 l/s attuali, nonostante il vecchio Piano Regolatore Acquedotti (PRGA) prevedesse la possibilità di captare al massimo 4.000 l/s, mentre il nuovo PRGA adottato nel 2004 non riserva nemmeno le sorgenti Le Capore per gli scopi idropotabili di Roma. A ciò si aggiunga che si sta realizzando un raddoppio acquedottistico che, come riportato nella stessa istanza di concessione di Roma Capitale, prevede la possibilità di un ulteriore prelievo di 4.000 l/s dal Peschiera. Che ne sarà del Velino se verrà quasi dimezzata la portata?

Ed allora, come è stato possibile senza Valutazione di Impatto Ambientale rilasciare una nuova concessione che autorizza il prelievo dalle sorgenti Le Capore di 4.700 l/s medi e 5.500 l/s massimi, cioè una quantità d’acqua di gran lunga superiore a quella naturalmente presente in falda consentendo di fatto il prosciugamento del fiume Farfa?

E a tal proposito, come si spiega l’affermazione che “il deflusso minimo vitale del fiume Farfa è stato espressamente considerato nella valutazione di incidenza e nel parere favorevole espresso dall’Autorità di Bacino”, quando è questa stessa Autorità, nella persona del Segretario psicologo Erasmo De Angelis, a rilasciare inspiegabilmente un parere (non parere) “temporaneo e rivedibile” proprio perché non è stato ancora calcolato il deflusso minimo vitale (DMV)? E come si spiega il parere (non parere) di Vinca a firma del Direttore regionale Ing Flaminia Tosini (attualmente sospesa dal suo incarico a seguito dell’ultima inchiesta sui rifiuti della Procura di Roma) che si limita a “raccomandare” che lo stesso DMV venga definito “quanto prima”?

C’è infine da prendere atto che si assumono valide le sole tesi della Relazione tecnica di Acea Ato2 S.p.a., nonostante questa fosse totalmente avulsa dai motivi del ricorso, per sostenere un’altra tesi davvero inspiegabile e che riportiamo integralmente: “la portata delle derivazioni è stata calibrata in rapporto alla situazione orografica e idrografica locale, sì da garantire altre derivazioni con essa compatibili”. Peccato che la portata dell’acqua concessa, oltre a risultare come detto addirittura superiore a quella naturale, viene riservata unicamente per gli scopi idropotabili di Roma Capitale che però, tramite Acea Ato2 S.p.a., la eroga anche a numerosi comuni della provincia di Roma e, se avanza, la vende all’ingrosso a quelli della provincia di Rieti.

Una sentenza, dunque, che ha anche il sapore di un’umiliazione per tutto il territorio reatino e non solo: i nomi delle meravigliose risorse naturali rappresentate dalle copiose sorgenti Peschiera e Capore e dai suggestivi e imponenti fiumi Velino e Farfa, non vengono praticamente mai pronunciati nelle due sentenze, come si trattasse di un qualcosa di astratto, privo di valore.

Motivi questi ultimi che avevano portato l’associazione Postribù prima a denunciare il disastro ambientale ancora in corso, per cui su Change.org furono raccolte oltre 11mila firme attraverso una petizione consegnata all’assessore regionale Refrigeri, poi a questo ricorso, con uno sforzo cui hanno contribuito anche tantissimi cittadini da tutta la provincia di Rieti.

Nonostante ciò, l’Associazione non è stata nemmeno legittimata ad agire mentre, come detto, il Comune di Casaprota ha dovuto soccombere persino laddove si è trovato costretto a difendere il diritto all’acqua per i propri cittadini.

#FridaysForFuture: La Scuola Media Basilio Sisti aderisce allo sciopero mondiale della scuola per salvare il pianeta

Il 15 marzo, anche a Rieti, è #FridaysForFuture!

 

La Scuola Media Basilio Sisti ha infatti aderito all’invito di unirsi alla mobilitazione mondiale “Global Strike For Future”, che in questa giornata ha visto tanti ragazzi e ragazze scioperare per pretendere un nuovo modello di sviluppo a difesa dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione per vivere.

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#FridaysForFuture!

Il 15 marzo, anche a Rieti, sarà #FridaysForFuture!
La Scuola Media Basilio Sisti , con il supporto di Postribù, ha infatti aderito all’invito di unirsi alla mobilitazione mondiale “Global Strike For Future”, che in questa giornata vedrà tanti ragazzi e ragazze scioperare per pretendere un nuovo modello di sviluppo a difesa dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione per vivere. Continua a leggere #FridaysForFuture!

Salviamo il Fiume Farfa: firma la petizione

Il fiume Farfa, che attraversa la suggestiva Sabina reatina per poi sfociare nel Tevere in provincia di Roma, sta morendo e con esso rischiano di essere definitivamente compromessi gli habitat e le specie protette che caratterizzano il SIC-ZSC/ZPS del corso medio-alto, il “Monumento naturale delle Gole del Farfa” e la Riserva Naturale “Tevere-Farfa”.

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Terminillo Stazione Montana: aperto il procedimento per assenza autorizzazioni

Il caso dei lavori su Campo Stella, a Leonessa.

Aperto un procedimento che permetterà di fare luce anche sulle molte opacità del progetto Terminillo Stazione Montana

Si apre in questi giorni il procedimento a carico, tra gli altri, del Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, per fatti che risalgono al periodo 2013-2015 riguardanti i lavori – eseguiti dal Comune di Leonessa in località Vallorgano – di sostituzione della seggiovia di Campo Stella nonchè di riassetto della strada che porta ai campi da sci Campo Stella ed al Residence l’Orsetto. Continua a leggere Terminillo Stazione Montana: aperto il procedimento per assenza autorizzazioni

da Cancun… per la Giustizia Climatica

fonte: A Sud

Si è aperta lunedì scorso 29 novembre a Cancun, Messico, la 16° conferenza delle Parti dell’Onu sul clima. Dopo il  fallimento del vertice di un anno fa, il 15°, a Copenaghen, l>e aspettative sui risultati che l’incontro potrà raggiungere sono molto basse.  Intanto sono arrivati a Cancun nella notte del 3 dicembre i 25 autobus delle Carovane Internazionali di Denuncia e Resistenza che hanno percorso il paese per mostrare la devastazione ambientale che vive il territorio messicano. Continua a leggere da Cancun… per la Giustizia Climatica

Rete Italiana Giustizia Sociale e Ambientale

Lo scorso 5 giugno diverse realtà e soggetti, in rappresentanza di comitati, associazioni, sindacati, reti sociali di tutto il paese, si sono incontrati a Roma per discutere di come affrontare anche in Italia quella che è stata definita la più grave minaccia per l’umanità: i cambiamenti climatici. Continua a leggere Rete Italiana Giustizia Sociale e Ambientale

Cambiamo modello, non il clima

ad Istanbul la chiamata dei movimenti sociali per la giustizia sociale e climatica
Fair: “il 12 ottobre e la COP 16 di Cancun nel prossimo dicembre appuntamenti comuni, e adesso che cento fiori fioriscano

Istanbul, 4 luglio 2010 – Prossimo appuntamento, la Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP 16) che si terrà nel prossimo dicembre a Cancun, in mezzo al percorso diversi appuntamenti per riattivarsi a mobilitarsi per cambiare modello di sviluppo e fermare il degrado sociale ed ambientale del pianeta, a cominciare dal prossimo 12 ottobre, giornata di azione globale per la giustizia sociale e climatica. Continua a leggere Cambiamo modello, non il clima

AL VIA la CONFERENZA sul CLIMA di COCHABAMBA

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da Cochabamba

Prende il via oggi, lunedì 19 aprile a Cochabamba, in Bolivia, la Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e Diritti della Madre Terra , convocata dal governo di Evo Morales all’indomani del nulla di fatto del vertice dei governi sul Clima svoltosi a dicembre a Copenaghen. Continua a leggere AL VIA la CONFERENZA sul CLIMA di COCHABAMBA

Frammenti (sparsi) dalla Conferenza ONU sul cambio climatico di Copenhagen

Per il momento non c’e’ niente di ufficiale ma sono in molti fra i negoziatori a ritenere che effettivamente le Nazioni Unite possano chiedere ai 119 capi di Stato e di governo di non partire questa sera, anche se per il momento le UN non hanno confermato. Continua a leggere Frammenti (sparsi) dalla Conferenza ONU sul cambio climatico di Copenhagen

Le non-scelte del G8 sui cambiamenti climatici

g8

Di Giuseppe De Marzo, A Sud

A pochi mesi dal summit Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre a Copenaghen, le conclusioni del summit aquilano dimostrano che i «grandi» non sono pronti a tagliare le emissioni. E i paesi emergenti si adeguano subito al pessimo esempio. Continua a leggere Le non-scelte del G8 sui cambiamenti climatici

PIÙ DI CENTO ATTIVISTI DI GREENPEACE OCCUPANO QUATTRO CENTRALI A CARBONE. MESSAGGIO AL G8 SUL CLIMA: “I POLITICI CHIACCHIERANO, I LEADER DECIDONO”

ROMA, 08.07.09. Mentre i leader delle nazioni più ricche del Pianeta arrivano al summit del G8, oltre cento attivisti di Greenpeace da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai Capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici. Continua a leggere PIÙ DI CENTO ATTIVISTI DI GREENPEACE OCCUPANO QUATTRO CENTRALI A CARBONE. MESSAGGIO AL G8 SUL CLIMA: “I POLITICI CHIACCHIERANO, I LEADER DECIDONO”