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Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: un successo anche a Rieti

E’ partita la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che ha visto durante il week-end il lancio di iniziative in tutta Europa e Italia. In occasione del lancio europeo, a Rieti l’Associazione Postribù Onlus ha organizzato un laboratorio di sensibilizzazione sul tema, rivolto a bambini e famiglie, con il patrocinio gratuito del Comune di Rieti.

Oltre a spiegare gli obiettivi della campagna europea, sono state mostrate azioni concrete di riduzione dei rifiuti domestici, inaugurando l’esperimento-mostra “La Borsa dei Rifiuti Pro-Capite”, che illustra come, attraverso la pratica del compostaggio domestico e la scelta di non acquistare prodotti con imballaggi non riciclabili, una persona possa passare dalla produzione media di 400 chili di rifiuti, a quella di meno di 100 chili in un anno! Continua a leggere Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: un successo anche a Rieti

Postribù inaugura la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Nell’ambito del progetto annuale “Previeni i rifiuti cambia la vita“, l’associazione Postribù si mobilita per la settimana europea per la Riduzione dei rifiuti (dal 17 al 25 novembre 2012), per promuovere la prima e la più importante di una serie di “R” (riduzione, riuso, riciclo, recupero, risparmio) che caratterizzano una corretta gestione dei rifiuti. Continua a leggere Postribù inaugura la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Previeni i rifiuti, cambia la vita!

Postribù vince il bando Sottosopra promosso da Mani Tese

Il progetto “Previeni i rifiuti, cambia la vita!”, proposto da Postribù, è risultato tra i 6 vincitori del bando Sottosopra!,  promosso da Mani Tese con il contributo finanziario dell’Unione Europea. I progetti sono stati selezionati da una giuria qualificata Continua a leggere Previeni i rifiuti, cambia la vita!

A Ponte nelle Alpi pannolini e assorbenti vengono riciclati e diventano oggetti utili.

[ZEUS News – www.zeusnews.it – 14-12-2011]
Ogni anno, in Italia, vengono smaltite circa 900.000 tonnellate di rifiuti (il 3% del totale) catalogati come prodotti per l’assorbenza: in altre parole, si tratta di pannolini e assorbenti.
La maggior parte di questi finisce nelle discariche, mentre il resto viene incenerito: soluzioni decisamente non ideali.
Ora, però, dalla collaborazione tra Fater (l’azienda che produce i prodotti a marchio Pampers) e il Comune di Ponte nelle Alpi è nato il progetto Riciclo del pannolino.
Grazie all’intervento del Centro Riciclo Vedelago, i pannolini potranno tornare a nuova vita sotto forma di panchine, giochi per bambini, fioriere e oggetti in generale. Continua a leggere A Ponte nelle Alpi pannolini e assorbenti vengono riciclati e diventano oggetti utili.

Manifestazione Rifiuti Zero (no alle discariche nel Lazio!) 3 DICEMBRE

SABATO 3 DICEMBRE ore 10 P.ZZA SS. APOSTOLI
 

VERSO RIFIUTI ZERO NEL LAZIO: la Rete “ ZERO WASTE LAZIO” INVITA AD ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE

 ·  PER UN PIANO URGENTE DI RACCOLTA PORTA A PORTA SPINTA A ROMA ED IN TUTTO IL LAZIO,

 ·   PER NUOVI IMPIANTI DI RICICLO E COMPOSTAGGIO,

 · CONTRO L’APERTURA DI TRE NUOVE DISCARICHE A   RIANO – CORCOLLE – FIUMICINO,

·  CONTRO VECCHI E NUOVI INCENERITORI DI RIFIUTI.

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Napoli sceglie Vedelago

 fonte: http://gestionecorrettarifiuti.it/

Il rapporto di collaborazione tra il Comune di Napoli e il Centro Riciclo Vedelago è stato formalizzato in un protocollo di intesa firmato il 5 agosto dal vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e Carla Poli.

Col protocollo si dà l’avvio ad uno studio preliminare di fattibilità per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico a freddo con annesso impianto di estrusione da collocare sul territorio di Napoli e favorire l’implementazione dell’utilizzo delle materie di seconda vita nei cicli produttivi propri. Continua a leggere Napoli sceglie Vedelago

Concorso EcoArte, le preiscrizioni scadono il 23 gennaio 2011

Ancora pochi giorni per iscriversi al Concorso EcoArte bandito dall’Associazione Postribù di Rieti, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, rivolto ai giovani al di sotto dei 35 anni ed articolato in sezioni per artisti, writers ed una speciale per ragazzi e ragazze fino ai 19 anni. Continua a leggere Concorso EcoArte, le preiscrizioni scadono il 23 gennaio 2011

Il club dei Comuni virtuosi: “Così tagliamo le bollette”


Dalla corrente agli imballaggi: come ridurre ai minimi la spesa pubblica

MICHELE BRAMBILLA
INVIATO A COLORNO (Parma)
Passare una mezza giornata con Marco Boschini è, come diceva Guareschi che era di queste parti, «bello e istruttivo», perché impari un sacco di cose. Ma non è facile. Anche senza dirti nulla, Boschini ti mette un po’ in soggezione. Guai se, uscendo da una stanza, ti dimentichi di spegnere la luce. Se proponi di prendere l’auto per un tragitto che si può tranquillamente percorrere a piedi. Se poi ti capita di andarci a pranzo insieme, guardati dal lasciare qualcosa nel piatto, o di spezzare un panino senza finirlo.
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INTIMISSIMI RICICLA I TUOI REGGISENI

da http://www.sustainablehappiness.it/

Con l’obiettivo di produrre pannelli isolanti e fono assorbenti  per ridurre l’inquinamento acustico, trovate in tutti i  punti vendita italiani di INTIMISSIMI, dal 18 Ottobre al 30 novembre, dei contenitori per la raccolta dei vostri vecchi reggiseni di qualsiasi marca.  Ogni vecchio reggiseno viene valutato 3 € a fronte dell’ acquisto di un nuovo reggiseno.

Al via il Concorso ECO ARTE

foto: Rieti Life

L’Associazione Postribù Onlus di Rieti, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, lancia sul territorio regionale il concorso “EcoArte”, rivolto ai giovani al di sotto dei 35 anni ed articolato in sezioni per giovani artisti, writers ed una speciale per le scuole, per stimolare in maniera originale la riflessione e la creatività attorno ai temi della sostenibilità ambientale e sociale e del corretto rapporto uomo-ambiente. Continua a leggere Al via il Concorso ECO ARTE

Avete dei pessimi libri? Non lasciateli sullo scaffale: riutilizzateli!

Fonte:  http://marraiafura.com/

libri-tavolino

Lo so, lo so! Ci sono libri così brutti che l’unico riuso possibile sarebbe gettarli nel camino… Ma noi, maniaci del recupero, della sostenibilità, e della creatività vogliamo offrire un’ultima chance anche al peggiore dei libri mai scritti! Continua a leggere Avete dei pessimi libri? Non lasciateli sullo scaffale: riutilizzateli!

Educazione allo Sviluppo Sostenibile a Cittaducale (RI)

COMUNE DI CITTADUCALE

PROVINCIA DI RIETI

Data 12/11/2009 COMUNICATO STAMPA

Manifestazione a tema “Dai Rifiuti al COMPOST” avrà luogo a Cittaducale Sabato 14 Novembre’ 09 dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso la locale sede dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’ambiente “Strampelli” Continua a leggere Educazione allo Sviluppo Sostenibile a Cittaducale (RI)

Termovalorizzatori e Bugie

Testo di Roberto Topino

Foto microscopiche di Stefano Montanari

La parola termovalorizzatore vorrebbe indicare un macchinario costruito per recuperare energia da qualcosa, che viene bruciato e sviluppa calore utilizzabile in quanto tale (teleriscaldamento) o per produrre energia elettrica.

Ad un pensiero superficiale e distratto può sembrare una buona idea, ma analizzando i fatti, si scopre che si risparmia più petrolio riciclando materia di quanto non se ne risparmi sostituendo il petrolio con i rifiuti bruciati nei termovalorizzatori.

Se io brucio qualcosa di plastica ottengo un po’ di calore, ma dovrò estrarre altro petrolio per ricostruire ciò che ho bruciato e il bilancio finale di energia e materia sarà in perdita.

Avrete sentito dire che “non c’è scelta” e che i rifiuti o si bruciano o vanno in discarica.

Anche questo non è vero perché con la raccolta differenziata finalizzata al riciclo, utilizzando una tecnologia poco costosa e già collaudata, quasi tutto può essere riutilizzato, anzi realmente “valorizzato”.

Vi avranno anche detto che il termovalorizzatore elimina le discariche: non è vero perché anche gli impianti più moderni necessitano di una discarica di servizio pari a circa un terzo in peso del rifiuto bruciato, quindi un inceneritore di media taglia, da mille tonnellate al giorno, produce quotidianamente più di trecento tonnellate di ceneri e di scorie da smaltire in apposite discariche per rifiuti pericolosi.

I giornali hanno scritto che a Brescia tutti i rifiuti vanno a finire nel termovalorizzatore, ma se andate a Brescia con l’aereo, atterrando a Montichiari, potrete vedere la discarica di servizio dell’inceneritore cittadino.

A Torino, il sindaco scrive che con l’entrata in funzione dell’inceneritore ci saranno 160.000 tonnellate di CO2 in meno ogni anno.

Tutti possono capire che qualsiasi fiamma produce più CO2 di qualcosa che non brucia, ma esaminiamo un dato tecnico incontestabile.
Nella tabella che segue vengono confrontate le emissioni di un inceneritore con quelle di un impianto di trattamento meccanico biologico.

Fatte le dovute proporzioni scopriamo che un impianto di riciclo produrrebbe circa 10.000 tonnellate di CO2, cioè 150.000 in meno rispetto all’inceneritore.

Il sindaco di Torino scrive anche che: “non esiste nessuna evidenza di effetti negativi sulla salute umana nelle città in cui il termovalorizzatore funziona da 50 anni o più”.

Si potrebbero fare battute di cattivo gusto ricordando gli inceneritori di Hitler, ma preferisco mostrare una tabella che riassume gli studi epidemiologici italiani sulle popolazioni residenti in prossimità di inceneritori.

Questa tabella è stata presentata ad un incontro organizzato a Torino dall’ARPA.

Come potete leggere tutti gli studi hanno riportato un aumento di tumori, per cui sarebbe più appropriato sostituire il termine di termovalorizzatore con quello più realistico di cancrovalorizzatore.

A questo punto molti ricorderanno che la televisione e i giornali hanno detto che l’inceneritore non inquina e che il rischio per la salute è “zero”.
Se c’è qualcosa che vale “zero” è la veridicità delle informazioni date dai comuni mezzi di informazione.

Per brevità, ma all’occorrenza potrei dilungarmi documentando tutto in modo incontestabile, voglio soffermarmi soltanto su due rischi ben conosciuti e provati oltre ogni ragionevole dubbio.

Il primo riguarda la diossina, la cui emissione viene ormai ammessa anche da coloro che in origine ne negavano la presenza. La diossina è un inquinante stabile, che tende ad accumularsi nel terreno e nel nostro organismo. I danni della diossina sono noti e basti ricordare che, una volta assorbita, non basta il resto della vita per liberarsene.

Il secondo rischio, che viene negato anche di fronte all’evidenza, è quello delle nanopolveri, che vengono prodotte dagli inceneritori, ma che non vengono controllate, perché la loro ricerca non è prevista dalla legge, che richiede soltanto il dosaggio delle polveri più grossolane comunemente conosciute come PM 10.
Va subito detto che non c’è nessun filtro in grado di fermare le polveri di dimensione inferiore a PM 2,5 e che queste sono in grado di penetrare nel nostro organismo e di raggiungere, attraverso il sangue, tutti i nostri organi.

Il primo effetto lesivo della nanopolveri si manifesta già nel sangue dove, comportandosi come corpi estranei, determinano la produzione di fibrina e conseguentemente la formazione di trombi, che possono causate trombosi e infarti.

Di seguito le nanopolveri posso raggiungere gli altri organi e insinuarsi persino all’interno del nucleo delle cellule. Dovete tenere presente che queste nanopolveri non sono biocompatibili né biodegradabili, si comportano da corpi estranei e possono causare alle nostre cellule soltanto danni, che si possono tradurre anche in tumori.
Nella fotografia che segue si nota una nanoparticella di origine antropica finita nel nucleo di un tumore del fegato.

Qualcuno vi dirà che non è dimostrato che le nanoparticelle possano causare tumori, ma se pensate che queste polveri di dimensioni infinitesimali sono spesso composte da cromo, cadmio, nichel, arsenico, amianto, mercurio ed altre sostanze notoriamente tossiche e cancerogene vi accorgerete che vi hanno detto un’altra bugia.

Dovete sapere che un progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE (Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi dei danni all’ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte emissiva.
Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di sofferenza, anche costi economici ben quantificabili.
La società che sta costruendo l’inceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei costi in euro delle malattie previste.
Malattie e costi sono stati riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il tariffario del cancrovalorizzatore.
Non è un macabro scherzo, è un documento del Politecnico di Torino.
E poi vi dicono che l’inceneritore sarà sicuro!