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Manifestazione Rifiuti Zero (no alle discariche nel Lazio!) 3 DICEMBRE

SABATO 3 DICEMBRE ore 10 P.ZZA SS. APOSTOLI
 

VERSO RIFIUTI ZERO NEL LAZIO: la Rete “ ZERO WASTE LAZIO” INVITA AD ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE

 ·  PER UN PIANO URGENTE DI RACCOLTA PORTA A PORTA SPINTA A ROMA ED IN TUTTO IL LAZIO,

 ·   PER NUOVI IMPIANTI DI RICICLO E COMPOSTAGGIO,

 · CONTRO L’APERTURA DI TRE NUOVE DISCARICHE A   RIANO – CORCOLLE – FIUMICINO,

·  CONTRO VECCHI E NUOVI INCENERITORI DI RIFIUTI.

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Malagrotta e il percolato

fonte: http://roma.corriere.it/

Gli arresti a Napoli riaccendono i riflettori sulla discarica più grande d’Europa, dove l’Arpa aveva già denunciato: «Scarica veleni nel terreno e nelle acque»

ROMA – «Napoli ferma gli avvelenatori. E Roma che fa?». Mentre sul Golfo l’inchiesta sui gravi reati ambientali forse commessi da alcuni funzionari ha portato all’arresto dell’ex commissario ai rifiuti, dell’ex vice di Bertolaso Marta Di Gennaro e di altri 12 indagati, Legambiente rilancia l’allarme sul caso Malagrotta.
Anche nella più grande discarica d’Europa alle porte di Roma, come denunciato da Corriere.it nel novembre 2010, c’è una preoccupante produzione e dispersione di percolato. Che finisce nel Mar Tirreno e, ancor peggio, nelle falde acquifere della Capitale. Continua a leggere Malagrotta e il percolato

TERZIGNO SI RIVOLTA A BERTOLASO [23/10/010]

Reportage di M.I.Na. (media indipendenti Napoletani) sulle rivolte di Terzigno e Boscoreale dopo la proposta di accordo fatta da Bertolaso per risolvere la perenne emergenza rifiuti che ormai travolge anche il Parco del Vesuvio.
Il video ripercorre le fasi salienti della serata di sabato 23 ottobre con gli interventi del sindaco Langella e il disaccordo dei membri del comitato del Presidio.
La serata è stata caratterizzata dagli scontri tra i manifestanti e i poliziotti in assetto antisommossa che hanno fatto un massiccio dei lacrimogeni al CS sparando anche ad altezza uomo.
Musiche dei “Dead Prez” e dei campani “Op.Rot & mc ‘OZì & dj Uncino” che ringraziamo per la disponibilità.

Pirati, Somalia, Noi

Pirati, Somalia, Noi

articolo di Paolo Barnard (2009-04-15), tratto da nuovamentequi.blogspot.com

Mohamed Abshir Waldo è un analista somalo che lavora in Kenia. E’ autore di una pubblicazione dal titolo “Le due piraterie in Somalia: Perché il mondo ignora l’altra?”. Ecco la sua testimonianza:

“Ci sono due piraterie in Somalia. Una è quella che sta all’origine del problema di oggi, e che è la pesca illegale da parte di imbarcazioni straniere, che oltre tutto mentre pescano assolvono a un altro compito illegale, cioè la discarica di scorie tossiche industriali e persino nucleari nelle nostre acque, tutte provenienti dal mondo ricco. L’altra pirateria è quella che vi raccontano i vostri media. Ma essa si è scatenata in reazione a quei crimini, quando le nostre acque furono avvelenate, quando fu saccheggiato i nostro pesce, e in un Paese poverissimo i pescatori capirono che non avevano altra possibilità se non quella di reagire con la violenza contro le navi e le proprietà dei Paesi potenti che sponsorizzano la vostra pirateria e la discarica tossica qui.

Le nazioni maggiormente coinvolte in questa prima pirateria sono la Francia, la Norvegia, la Spagna, l’Italia, la Grecia, le Gran Bretagna, ma anche la Russia e i Paesi asiatici come la Korea, Taiwan, le Filippine, la Cina. Tutto è cominciato, per quanto riguarda la pesca illegale, nel 1991. Le comunità dei pescatori somali ha per anni protestato presso l’ONU e la UE, ma sono stati del tutto ignorati. I pescherecci occidentali arrivano qui e pescano senza licenza, addirittura reagiscono con la forza quando le nostre barche li contrastano, ci tirano addosso acqua bollente, ci sparano, ci mirano contro con i vascelli. Queste cose sono accadute per anni, finché i pescatori somali si sono organizzati in un corpo di Guarda Costiera di Volontari Nazionali, che voi ora chiamate ‘i pirati’.

Oggi le marine militari di questi Paesi pirateschi sono qui a proteggerli. I nostri pescatori hanno paura ad uscire in mare perché spesso vengono fermati dagli incrociatori occidentali e arrestati solo perché sospettati di essere ‘pirati’. Si tratta di una terribile ingiustizia, con la comunità internazionale che fa solo i propri interessi e ci ignora. I nostri ‘pirati’ di oggi sono ex lavoratori alla disperazione, null’altro.

E poi c’è nel sottofondo il problema della discarica di sostanze industriali tossiche dai Paesi ricchi nelle nostre acque, che è iniziato negli anni ’70 ed è continuato sempre, in risposta soprattutto alla nascita in Occidente di leggi ambientali molto più severe di prima. E così i vostri governi hanno pensato di scaricarle in nazioni povere o in guerra, che non potevano reagire, o i cui governi potevano essere corrotti. Al Jazeera lo ha documentato, ma anche la CNN credo. E’ stato detto e più volte scritto che la Mafia italiana è pesantemente coinvolta qui in Somalia nella discarica di sostanze proibite (Ilaria Alpi, ricordiamoci, P.B.).

Proprio ieri (13/04) una nave è stata catturata nel golfo di Aden dai pescatori, non dai ‘pirati’, ma dai pescatori, che sospettavano che stesse per scaricare sostanze tossiche. La nave ha immediatamente gettato a mare due enormi container quando hanno visto i pescatori, ma per fortuna essi non sono affondati e sono stati trascinati a riva. La comunità locale ha invitato i vostri governi a venire a ispezionare quei container, ma per ora non c’è stata risposta.

La Banca Mondiale alcuni anni fa fece trapelare un memorandum confidenziale dove Larry Summers, che allora era il suo capo economista (oggi consigliere economico di Obama, P.B.), diceva “Penso che la logica economica dietro alla discarica di sostanze tossiche nelle nazioni più povere sia impeccabile e dovremmo affrontare questo fatto. Ho sempre pensato che i Paesi sotto-popolati in Africa siano molto sotto inquinati”. Poi ritrattò e disse che era sarcasmo.”

Paolo Barnard

NON SCRIVETE A ME. DIVULGATE ALLA GENTE NEI LUOGHI DELLA GENTE. Paolo Barnard