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Amazzonia, che macello!

dalla rete NoInc (Rete Nazionale dei Comitati Rifiuti Zero)

Amazzonia, che macello!

Guarda il video:  http://t.contactlab.it/c/2000836/115/599339/399

Cari cyberattivisti,

Lunedì scorso abbiamo pubblicato l´inchiesta scandalo “Amazzonia, che macello!”. Dopo tre anni di indagine sotto copertura, abbiamo scoperto che le scarpe Geox, Adidas, Timberland e Clarks, i divani di pelle Chateaux d´Ax e Ikea, le scatolette di carne Simmenthal e Montana possono avere un´impronta devastante sull´ultimo polmone del mondo.

La foresta amazzonica, infatti, viene distrutta per far spazio agli allevamenti illegali di bovini. E la carne e la pelle che ne derivano contaminano le filiere internazionali dell´alimentare, dell´arredamento, della moda e delle scarpe.

Distruggere l´Amazzonia vuol dire soffocare il clima del Pianeta e il nostro futuro. È il tempo del coraggio e della responsabilità per i governi e per le aziende che stanno dietro ai marchi globali, se vogliamo vincere la sfida del cambiamento climatico.

Per salvare il clima, noi dobbiamo salvare l´Amazzonia. E ogni passo conta.Facciamo il primo passo: chiediamo insieme alle aziende di interrompere immediatamente l´utilizzo di pelle che viene dalla distruzione della foresta amazzonica. Se non volete correre il rischio di calpestare l´Amazzonia con le vostre scarpe, scrivete anche voi a Geox, Nike, Timberland, Adidas, Reebok e Clark´s

http://t.contactlab.it/c/2000836/115/599339/399

Grazie mille e a presto!
Chiara Campione
Responsabile campagna Foreste

Festa dell’Altra Economia: Programma completo delle Iniziative

DOMENICA 3 MAGGIO 2009

LA FESTA REGIONALE DELL’ALTRA ECONOMIA A RIETI.

UNA DOMENICA DEDICATA AL CONSUMO ALTERNATIVO.

Incontri, convegni, laboratori, filmati e mostre su beni comuni,
consumi critici, finanza etica, ambiente, integrazione sociale e
sostenibilità.

E’ tutto pronto per la Festa regionale dell’Altra Economia che si
terrà domenica 3 maggio 2009 a Rieti (P.zza Vittorio Emanuele II).
Una intera giornata, dalle 9 alle 21, per conoscere i prodotti e i
temi dell’agricoltura biologica, delle energie alternative, del
commercio equo e solidale, del turismo responsabile, del riuso e
riciclo, della comunicazione aperta, ossia tutte quelle attività
fondate su un’altra idea di economia, più attenta all’ambiente, ai
diritti umani, alla salute delle persone e alla qualità dei prodotti
alimentari. L’iniziativa è promossa dall’assessorato al Bilancio,
programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione
Lazio.

La festa prevede un fitto programma di incontri, convegni, laboratori,
filmati e mostre su beni comuni, consumi critici, finanza etica,
ambiente, integrazione sociale e sostenibilità.

Dalle 9 alle 21 tra gli stand si potrà partecipare gratuitamente a
laboratori per grandi e piccini: “L’arte del Trashware e del software
libero” a cura dell’Associazione Controvento, “L’acqua e cibo non sono
una merce. Una giornata di un bambino della Guinea Bissau” a cura
dell’Associazione Michele Mancino, “Ingegno-mente su riciclo creativo”
a cura di Postribù, “Taglio e cucito…recuperato!” a cura del
Coordinamento provinciale Rifiuti Zero, “Restauro e recupero” a cura
della Cooperativa sociale Oltre, “Riuso, riciclo e decoupage per
bambini” a cura di Postribù, “Belle e selvatiche. Elogio alle erbacce”
laboratorio-degustazione curata dall’associazione culturale Germogli.

E ancora: mostre permanenti tra cui “Oggetti Fossili” di Marinella
Correggia (Progetto Liberazioni), “Rieti Rifiuta” e “s.op.A.cqua”
curate dal Coordinamento provinciale Rifiuti Zero.

Alle ore 11 avrà luogo l’incontro “Altra Economia: un nuovo modello
per la provincia di Rieti” i cui lavori saranno aperti da Luigi Nieri,
assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria e
partecipazione della Regione Lazio. Al dibattito parteciperà anche
Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti. Saranno presenti
anche le associazioni e le cooperative dell’altra economia di Rieti.
Seguirà la proiezione di “Amazzonia in movimento – Belem 2009”, regia
di Paolo Grassini e Federico Mariani, montaggio di Emilia D’Angelo,
produzione Videoset.

Alle ore 15 si discuterà di “Turismo responsabile..per natura” insieme
ad Adriana Goni (Reorient – Sportello Turismo Responsabile Cae Roma),
Giovanni Spinelli (Presidente Best of Sabina), Silvia Toschi
(Consorzio Cooperative turismo sociale Le Mat); alle 16 inizieranno le
performance musicali dei gruppi Anomaljas, Avanzasi, Overload, Echos,
Key Purple, Flog. Alle 21, a Palazzo Marcotulli, lo spettacolo del
gruppo teatrale ‘Rigodon’ chiuderà la Festa dell’Altra Economia con “O
Bù!..Osteria del Canale” da “Viaggio al termine della notte” di L.F.
Celine, di e con Alessandro Cavoli.

Il programma completo della Festa è consultabile anche sul sito
http://www.regione.lazio.it/web2/contents/bil_prog/

“Festa Altra Economia 2009” – Rieti 3 maggio 2009

Agricoltura Biologica, Commercio Equo e solidale, Finanza Etica,
Autoproduzioni, Riciclo e Riuso, Energie Rinnovabili, Turismo Responsabile,

Software Libero, Autopromozione sociale:
questi i temi della festa, alla quale parteciperanno più di 30 tra associazioni,
produttori agricoli, reti di commercio equo, piccoli artigiani,
imprese e organizzazioni che lavorano e producono utilizzando criteri
di sostenibilità ambientale, equa distribuzione del valore, rispetto
ed inclusione delle persone.
La festa sarà accompagnata da eventi di spettacolo e musicali
realizzati da artisti e gruppi particolarmente sensibili ai temi
dell’altra economia (vedi programma allegato). Oltre agli
spettacoli ed agli stand, è previsto inoltre un fitto programma di
incontri, convegni, filmati e mostre su beni comuni, consumi critici,
finanza etica, ambiente, integrazione sociale e sostenibilità…….
VERSO UN “DISTRETTO DI ECONOMIA AMBIENTALE E SOLIDALE” DELLA PROVINCIA DI RIETI
vi aspettiamo…..diffondete
Associazione POSTRIBU’ onlus

Un’altra Economia è possibile!

bancaetica1

COMUNICATO STAMPA

Rieti, 23 aprile 2009

“Un’altra economia è possibile”. Questa la sfida lanciata da Banca Etica a Rieti in occasione del decennale della sua fondazione
attraverso una tavola rotonda in programma domani venerdì 24 aprile a partire dalle ore 16 presso la Sala Consiliare della Provincia di Rieti (via Salaria 3).
Un momento di analisi ma anche di presentazione di progetti concreti organizzato insieme all’Associazione Culturale Germogli, con il
patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Rieti ed in collaborazione con l’Associazione PosTribù Onlus, che spazia dalla finanza etica all’impresa sociale, dalla decrescita al turismo sostenibile, dalla teoria “Rifiuti Zero” alle Banche del Tempo, dai mercati biologici all’artigianato locale, tracciando un percorso che collega alternative concrete per costruire sul territorio della provincia di Rieti un “Distretto di Economia Solidale”.

“Che l’attuale crisi economica sia stata innescata da una finanza spregiudicata e priva di valori è ormai chiaro a tutti. – spiega
Simona Geraci, referente Banca Etica per la provincia di Rieti – Quello che serve ora è pensare a come uscire da questa situazione: i
governi e le istituzioni stanno cercando di tamponare le falle con iniezioni di liquidità per salvare le banche e manovre sui tassi per
rilanciare gli scambi. Ma occorre individuare soluzioni strutturali per il medio-lungo periodo. Il nostro auspicio è che i governi e le
istituzioni possano prendere esempio dalle buone pratiche adottate dalla Finanza Etica che in tutti questi anni ha dimostrato che una
finanza trasparente e orientata al bene comune può anche essere efficace ed efficiente e certamente tutela i risparmiatori”.
“Banca Etica – aggiunge – vuole offrire a un numero sempre maggiore di persone la possibilità di orientare eticamente i propri risparmi e per sostenere sempre più le tante iniziative di valore sociale, culturale e ambientale di chi vuole un mondo più giusto. Per affrontare queste nuove sfide Banca Etica deve incrementare il proprio capitale sociale e la base di soci, siano essi singoli o ssociazioni, che rappresentano la vera linfa vitale del nostro progetto e che proprio per questo godono di condizioni agevolate sia sui prodotti di deposito che sui finanziamenti”.

“La nostra associazione – spiega Patrizia Cecconi, presidente dell’Associazione Culturale Germogli di Toffia – è attenta a tutto ciò
che può avviare un circolo virtuoso tra modelli culturali e sistema economico diretto al rispetto dei viventi, piuttosto che al mito del
Pil, ed è decisa a realizzare un tessuto condiviso con ogni organizzazione che in ambiti diversi si muova su questi obiettivi.
Questo il senso della nostra presenza attiva nell’organizzazione, con Banca Popolare Etica ed in collaborazione con l’Associazione Postribù, di una tavola rotonda che affronti il tema di un’economia “altra”, che veda al primo posto la difesa del bene comune e dei diritti umani, tra cui rientrano a pieno titolo le scelte sulla sostenibilità ambientale”.

I lavori, introdotti da Patrizia Cecconi e Simona Geraci, prevedono l’intervento di Leonardo Becchetti, presidente del Comitato Etico di
Banca Etica, docente di Economia Politica all’Università Torvergata di Roma sul tema “La responsabilità sociale nell’impresa e nella
finanza”, di Renate Goergen, membro del Cda di Banca Popolare Etica, presidente dell’agenzia di sviluppo Le Mat sul tema “Per un turismo più responsabile, sostenibile, inclusivo”. Nel corso dell’incontro verranno poi approfonditi esperienze e progetti avviati in provincia di Rieti: la creazione di un Distretto di Economia Solidale attraverso la costruzione di una strategia di rete sul territorio (Paola Cuzzocrea, giornalista, Associazione PosTribù), l’esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale – Gas (Valeria Patacchiola, Arci Rieti), la decrescita nello scenario sabino (Paolo Piacentini, presidente Parco Monti Lucretili).

Seguirà il dibattito con istituzioni, associazioni e cittadini per poi concludere con un originale “apertivo alle erbacce Sabine” curato
dall’Associazione Germogli.

Hanno aderito alla manifestazione Adiconsum, Arci Rieti, Capit Rieti, Caritas Rieti, Cesv-Spes Rieti, Cittadinanzattiva, Cooperativa Sociale Oltre, El Caracol, Legambiente Bassa Sabina.

L’Ufficio Stampa

Info: simona.geraci@libero.it; cell. 3477564625
inform@associazionegermogli.it;
post.tribu@gmail.com

Nasce a Rieti la prima Banca del Tempo

orologidali
E’ nata a Rieti la prima Banca del Tempo, un istituto di credito molto particolare presso il cui “sportello” non si deposita denaro e non si riscuotono interessi ma la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unità di misura degli scambi.
Un’iniziativa lanciata dall’associazione PosTribù Onlus in collaborazione con il Cesv e lo Spes di Rieti che partirà ufficialmente da oggi, 1° aprile 2009 nel corso di un incontro aperto a cittadini, associazioni ed istituzioni in programma a partire dalle 17,30 presso la Casa del Volontariato di Piazzale Mercatanti 5 (centro commerciale Perseo).

“La Banca del tempo – spiega Giorgia Brugnerotto, presidente dell’Associazione PosTribù – è regolata dal principio dello scambio. Scambio di tempo con altro tempo e di prestazioni con altre prestazioni in una condizione di completa parità tra le persone. Il tempo offerto e richiesto ha lo stesso valore indipendentemente dalla condizione sociale, economica o professionale di coloro che aderiscono. La Banca del tempo è spazio dove cercare l’aiuto di qualcuno, offrendo in cambio un po’ del proprio tempo. Nello spirito del vecchio detto confuciano: “Se io do una moneta a te e tu dai una moneta a me alla fine avremo una moneta a testa. Se io do un’idea a te e tu dai un’idea a me alla fine avremo due idee a testa””.
Un’occasione, questo l’ulteriore messaggio che l’associazione PosTribù vuole lanciare promuovendo questa iniziativa, per creare una piccola economia che viene dal basso e che si muove attraverso scambi non monetari. Un’economia che non incrementa il Pil, ma che crea benessere, attraverso servizi reali, per tutti i partecipanti, con importanti riflessi a livello sociale.

La Banca del Tempo di Rieti – ha aggiunto Giorgia Brugnerotto – è inoltre completamente autogestita dai partecipanti ed a costo zero per chi vorrà aderire. Un contributo importante è stato dato dal Cesv e dallo Spes di Rieti che hanno offerto il proprio supporto logistico per la gestione della segreteria della Banca del Tempo, che avrà sede proprio presso la Casa del Volontariato”.
“L’idea è quella di lanciare a Rieti e provincia più banche del tempo collegate in rete – ha proseguito – e questa proposta è già stata raccolta con interesse da parte di associazioni e cittadini della Sabina che stanno gettando le basi per nuovi sportelli della banca del tempo nei vari comuni della provincia”.
Molte le prestazioni offerte e richieste dai primi 40 “correntisti” della Banca del tempo di Rieti, che verranno via via incrementate all’aumentare del numero degli aderenti.

Tra le prestazioni che sarà possibile ricevere scambiando ore del proprio tempo vi sono attività di sostegno studio per alunni di scuole secondarie di I grado e scuole primarie, ripetizioni di Fisica, Matematica, Economia di base, lezioni di informatica, filosofia, assemblaggio componenti Pc, lingua e conversazione francese, spagnolo/catalano, italiano per stranieri, inglese, lezioni di cucina, corsi di educazione sanitaria, corso di bonsai, aiuto compiti per bambini, assistenza e aiuti ad anziani, malati di Alzheimer, demenza, incontinenza, servizi di spesa, acquisto medicinali, aiuto in pratiche burocratiche, servizi quotidiani, assistenza/accompagnamento, compagnia a persone sole, pulizie, baby sitter, iniezioni, medicazioni, cateterismo maschile, assistenza informatica, sostegno domiciliare bambini disabili, counselling per genitori di bambini/ragazzi con problemi/disabilità, aiuto bambini/ragazzi con problemi psicologici, preparazione torte per eventi, ricerche su Internet, inserimento dati, elettricista, pittura e tinteggiatura, muratore, grafica, cucina, giardinaggio, manutenzioni, allevamento, lavori agricoli (orto, raccolto..), guida turistica Rieti, piccole riparazioni domestiche, piccoli lavori di manutenzione veicoli a motore, aiuto lavori trasloco, Dog sitter, Disegno Cad, realizzazione comunicati stampa e campagne comunicazione, tesine, correzione o realizzazione testi, dattilografa, volantinaggio e sensibilizzazione iniziative, riparazioni sartoriali, attività artistiche (pittura, decorazioni, decoupage) e fai-da-te.

La Banca del Tempo di Rieti cerca invece persone in grado di offrire lezioni informatiche, corsi per realizzare siti web, potatura e sistemazione terreno, pulizia casa, stiratura panni, parrucchiera (taglio, colore e messa in piega), estetista, sistemazione alberi, lavorazioni artistiche (varie tecniche), servizio di spesa a domicilio, trasporto, ripetizioni inglese, ripetizioni economia, assistenza psicologica, aratura, trattamento legno, idraulico, elettricista, assistenza informatica, volontari per attività volontariato generico, supporto figli, lezioni spagnolo, corso danza, lezioni di software libero.

Maggiori informazioni all’indirizzo email bancadeltemporieti@gmail.com oppure contattare i seguenti numeri:
Cesv-Spes di Rieti (Casa del Volontariato) tel. 0746/272342
Per PosTribù i referenti della Banca del Tempo sono:
3471279187 (Elisa)
3332083187 (Marco)

www.bancadeltemporieti.wordpress.com

Paradisi Fiscali

COMUNICATO STAMPA

Attac Roma e la Campagna per la riforma della Banca Mondiale hanno scoperto un nuovo paradiso fiscale.
Si trova a Roma, in via XX settembre.
E’ il Ministero dell’Economia, azionista di riferimento di ENI ed ENEL, che hanno decine di imprese registrate in Delaware, Lussemburgo, Panama, Bahamas e Bermuda.
“Sono immorali gli aiuti a chi opera nei paradisi fiscali” ha recentemente dichiarato il Ministro Tremonti.
Attac Roma e la Campagna per la riforma della Banca Mondiale sono d’accordo.

Per questo MERCOLEDI 1 APRILE dalle ore 9.00 saranno davanti al Ministero dell’Economia per denunciare il paradiso fiscale che lì si annida.
Come si conviene ad un paradiso fiscale, i partecipanti potranno usufruire di mare, spiaggia, comodissime sdraio ed esotici cocktails.

Per informazioni : Paola Carra (Attac Roma) tel. 3291545044
Andrea Baranes (Campagna per la riforma della Banca Mondiale) tel. 3396312613

Su Altreconomia i ‘conti’ delle Forze Armate

altraeconomia
5/3/2009 – Rivista Altreconomia
Milano – Il nuovo numeri della rivista Altraeconomia, quello di marzo 2009, contiene uno spciale sui ‘conti’ delle Forze Armate: il bilancio della Difesa supera i 20 miliardi di euro e tra le spese dello Stato è una delle voci più imponenti che la rivista ha analizzato per capire come vengono spesi i soldi dei contribuenti.Funzione Difesa, Funzione sicurezza pubblica, Funzioni esterne, Trattamento di ausiliaria: sono le quattro voci che compongono il bilancio del ministero della Difesa. Il budget 2009, 20.294 milioni di euro, è inferiore a quello del 2008, ma superiore a quello stanziato dal governo Prodi nel 2007 (20.194 milioni).

La funzione Difesa, che riguarda componenti terrestri, aeree e marine delle Forze Armate, copre il 60% circa del budget. Oltre 14,4 miliardi di euro, lo 0,96 per cento del prodotto interno lordo italiano. In questo capitolo del budget, la voce più importante è quella che riguarda il personale: oltre 9,5 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2008.

I militari sono circa 190mila: la maggior parte, 98mila, sono graduati. Solo 90mila, invece, sono i volontari di truppa. La struttura di comando del nostro Esercito è un cubo e non una piramide: ci sono più comandanti che comandati. Intanto, la legge che riguarda l’acquisto degli armamenti, la 436 del 1988, non prevede meccanismi di controllo adeguati sulle spese autorizzate: il Parlamento interviene solo nella fase preventiva, quando viene deciso l’acquisto. Una volta partito il progetto non resta che pagare, anche quando i costi lievitano come nei casi della portaerei Cavour, dei 121 velivoli Eurofigheter2000  e del programma Joint Strike Fighter (per i quali l’Italia spenderà oltre 20 miliardi di euro).

Con una scheda sui 7 alti vertici militari che, dal 2002 al 2006, sono passati a lavorare per industrie produttrici di sistemi d’arma. La casta dei militari. Soldi e poter delle Forze Armate italiane è il libro di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca (in corso di pubblicazione) da cui è tratta l’inchiesta pubblicata da Altreconomia.

La seconda inchiesta del mese è dedicata all’«incubo logistica», che racconta il futuro di due città di provincia. La prima è Pavia, al centro di una ragnatela che soffocherà la Pianura Padana, fatta di nuova autostrade e infrastrutture al servizio della logistica. Grandi affari per grandi nomi (Gavio, Ligresti, Zunino) tra Piemonte, Lombardia e Veneto. La seconda è Benevento, dove una piattaforma logistica grande come la città (331 ettari) sta per sconvolgere il panorama. Un investimento di un miliardo di euro. Tra i protagonisti dell’operazione c’è Ikea.

La terza inchiesta riguarda il project financing, il meccanismo attraverso il quale privati e banche entrano nel ricco affare dei lavori pubblici dei Comuni. 392 sono i progetti approvati nel 2008: ci sono acquedotti, cimiteri e asili. Un affare da 8,1 miliardi di euro controllato da una trentina di banche.

Un reportage dall’«altra» Milano, la città che si vede poco e di cui si parla meno di quanto si dovrebbe: tra speculazioni, migranti, criminalità organizzata, precariato, povertà e attacco agli spazi di libertà e cultura; e uno dal Brasile, dove il Movimento Sem Terra ha festeggiato i suoi primi 25 anni.

Il dossier è dedicato alla povertà: quindici milioni di italiani sono a rischio indigenza. La causa: precarietà lavorativa e abitativa e mancanza di servizi.

ALTRADOMENICA e BIOMERCATO

LA NUOVA INIZIATIVA DELLA CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA

Si è svolta questa mattina presso la sala convegni “Renato Biagetti” della Città dell’Altra Economia a Testaccio la conferenza stampa di presentazione di ALTRADOMENICA, la nuova iniziativa organizzata e promossa dall’ A.I.A.B. (associazione italiana di agricoltura biologica) e dal Consorzio “Città dell’Altra Economia” con il sostegno della Regione Lazio – Assessorato all’Agricoltura.
Ogni terza domenica del mese (esclusi i mesi estivi) molti produttori del biologico di Roma e del Lazio, associazioni, cooperative e artigiani potranno allestire un loro spazio per promuoversi, raccogliere fondi, informare sulle attività e sui progetti in corso.
Ogni AltraDomenica assumerà una caratterizzazione tematica diversa: si parte DOMENICA 15 MARZO dalle ore 10.00 fino al tramonto con attività che ruoteranno intorno alla cucina biologica e alla riscoperta dei sapori veri e genuini del cibo, con laboratori della pasta e molte altre attività collegate indicate nel programma riportato di seguito.
I temi delle altre domeniche andranno dal riuso e riciclo al turismo responsabile, dalle energie rinnovabili al commercio equo e solidale, dal software libero alla agricoltura biologica “Per noi questo appuntamento che lanciamo alla città – dichiara Riccardo Troisi Presidente del Consorzio Città dell’Altra Economia rappresenta una vera sfida per far sì che questo luogo possa esser sentito come bene comune per la città, uno spazio pubblico dove poter incontrarsi, discutere ed acquistare in maniera responsabile.

L’Altra Economia deve essere sempre più capace di raccogliere le sfide dell’economia reale, oggi in crisi per effetto di un modello di sviluppo predatorio, arrivando alle persone e alle necessità reali della società”.
L’idea è che le domeniche della CAE diventino un evento stabile e regolare di forte impatto sui media e di richiamo per il territorio cittadino. Un appuntamento fisso caratterizzato dalla presenza del Mercato contadino dei produttori Biologici, da uno spazio espositivo per Associazioni e Artigiani, da laboratori per bambini e ragazzi, musica, teatro, mostre fotografiche, convegni e presentazioni sui temi dell’altra economia, rivolti ad un pubblico di migliaia di visitatori.

Importantissimo l’appuntamento fisso con il MERCATO DEI PRODUTTORI DEL BIOLOGICO con numerosi stand delle realtà produttive di Roma e del Lazio, che garantiranno ogni mese la loro presenza con un’offerta vasta di prodotti di stagione.
“Il Biomercato contadino sarà un elemento stabile di AltraDomenica – dichiara Adolfo Renzi Presidente di AIAB Lazio I cittadini romani e no potranno scoprire i vantaggi dell’acquisto diretto dal produttore e le qualità dei prodotti da agricoltura biologica, un metodo produttivo che rispetta l’ambiente e la salute di chi produce e di chi consuma.”
“Il biologico è una scelta di qualità – ha dichiarato Daniela Valentini Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio durante la conferenza stampa ed è di primaria importanza per il nostro modello di sviluppo. Un settore in cui abbiamo creduto e investito molto: dall’accordo con il Comune di Roma per l’inserimento dei prodotti biologici nelle mense scolastiche all’installazione dei primi distributori di frutta fresca nelle scuole di Roma, dall’istituzione della filiera alla legge contro gli OGM fino alla BioFiera e alla prima piattaforma del biologico in Europa creata presso il CAR.
E non da ultima la recente Legge sui Farmer’s Market che prevede la vendita di prodotti bio nei mercati agricoli. E in quest’ottica, AltraDomenica è un’occasione importante per proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso, perché lega insieme produzione e consumo permettendo a tutti di conoscere le eccellenze della nostra regione”.

«Altra Domenica e il ‘Biomercato contadino’ saranno l’occasione per promuovere e far conoscere a tutti quelle attività economiche che mettono al centro i diritti, la difesa dell’ambiente e l’equa distribuzione delle risorse anziché il mero profitto o quelle legate all’agricoltura biologica – è quanto dichiara l’assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri L’altraeconomia è ormai una solida realtà che, specie in questo grave momento di crisi, può rappresentare una opportunità per il futuro anche dal punto di vista occupazionale.
Il consumo consapevole sta diventando sempre più una necessità ed è importante trasmettere a più persone possibile questo modo di essere cittadini responsabili.

Oggi nel Lazio l’Altraeconomia ha una marcia in più grazie anche alle tante realtà che vi operano le quali presto, grazie alla legge regionale approvata dalla Giunta del Lazio e che a breve sarà in discussione in Consiglio, potranno beneficiare di un sostegno concreto e di un importante riconoscimento.
E’ importante inoltre sottolineare che in un momento come questo è doveroso un impegno istituzionale in favore dell’agricoltura biologica che oltre a pruomuovere un’alimentazione di qualità e il rispetto della salute può diventare un settore trainante per l’economia regionale e nazionale” ALTRADOMENICA continuerà anche su internet: è stato allestito ed è già in linea il sito www.altradomenica.org che diventerà un importante collante tra tutti coloro che, nel corso dell’anno, animeranno la festa, anche annunciando novità e promozioni riguardanti la propria presenza.

Questo il PROGRAMMA della prima domenica 15 MARZO 2009:

ore 11 13: presentazione libro “Mangiarozzo” (ex gambero Rozzo) del prof. Carlo Cambi docente di turismo all’univ di Macerata. La guida alle trattorie d’Italia dove contano il gusto e la qualità dei prodotti

ore 15: Slow Food presenta il progetto dei Mercati della Terra … per conoscere e riscoprire i saperi e i sapori

ore 11 – 18 (con intervalli):  TERRENI FERTILI e DonPasta Selecter presentano: SOUL FOOD SOUND SYSTEM storie da mercato, sapori del mondo, suoni da sud, selezioni funk, reggae, soul con aperitivi salentini

ore 11 14 : laboratorio pasta fatta in casa (equoconsumo laboratorio decrescita Daniela)

ore 15:  laboratorio riusoriciclo Nel corso della giornata: TAM TAM in bici percorso lungo i quartieri di Testaccio e Ostiense a cura di TuttounAltroMondo Percorsi nelle memorie Itinerario storico antropologico sull’ex Mattatoio di Testaccio A cura dell’Associazione “Nuova Bauhaus” con la partecipazione del Centro Anziani di Testaccio

LE DATE DELLE ALTRE GIORNATE:

19 aprile riuso e riciclo

17 maggio turismo responsabile

21 giugno energie rinnovabili

18 ottobre commercio equo solidale

15 novembre comunicazione aperta

20 dicembre agricoltura biologica

Per informazioni sulla partecipazione e sul programma: Gianfranco Bongiovanni
Email: segreteriaconsorzio@cittadellaltraeconomia.org
Tel: 347 1217942

Per informazioni stampa: Cesare Budoni
Email: ufficiostampa@cittadellaltraeconomia.org oppure cesare.budoni@gmail.com
Tel: 349 6040937

SI POSSONO CONTROLLARE TUTTE LE NEWS E CONTRIBUIRE CON LE PROPRIE IDEE ATTRAVERSO IL SITO INTERNET www.altradomenica.org

REDDITO SOCIALE

soldi

Ass. POSTRIBU’ onlus –

COMUNICATO STAMPA –

NELLA REGIONE LAZIO IL REDDITO SOCIALE E’ LEGGE E DUNQUE DIRITTO DI CITTADINANZA, PER CICCHETTI E’ UN “TOZZO DI PANE”!

Il 4 marzo il Consiglio Regionale ha finalmente votato a maggioranza l’introduzione del “reddito minimo garantito”.
Un evento importante e atteso che, a partire dal Lazio, andrebbe esteso in tutte le regioni fino a farlo diventare legge nazionale.
Questo sostegno comincia a segnare la strada verso un reale “reddito di cittadinanza” contro l’esclusione sociale che, in piena crisi globale, anche a Rieti sta falcidiando l’esistenza quotidiana delle persone.
E’ vergognoso invece l’atteggiamento degli esponenti del PDL regionale e reatino, a cominciare da Cicchetti che definisce questi sostegni “tozzi di pane”, quando il suo partito di governo ha appena dato un’elemosina di 40€ ai pensionati, di fatto schedandoli come poveri.
Un provvedimento che, purtroppo, parte con una dotazione economica scarsa, 10 milioni di euro, ma in sede di assestamento di bilancio (maggio 2009) si spera che possa conquistare almeno 100 milioni di euro per rendere il beneficio a 20.000 persone che ne hanno i requisiti.
Si tratta di “disoccupati, inoccupati e precariamente occupati”, che potranno vedersi riconosciuto l’importo diretto mensile di circa 580 euro e altri contributi indiretti per l’affitto casa, bollette, trasporti, libri di testo, a condizione che:
1) abbiano la residenza in Regione da almeno 2 anni;
2) siano iscritti alle liste di collocamento;
3) abbiano un reddito inferiore a 7500 euro/anno.

Come associazione Postribù, che a Rieti sta cercando di creare nuovi circuiti per un’economia equa e solidale, siamo soddisfatti per un provvedimento di legge che, non solo va nella direzione di un’economia non necessariamente fondata sulla competitività a tutti i costi, ma ha in più un carattere universale, incondizionato e diretto alla persona.

8 marzo 2009

Ass. POSTRIBU’ Onlus

Info: post.tribu@gmail.com

Fino all’ultima goccia

acqua

L’acqua sarà la causa della prossima crisi globale. Una bomba ad orologeria innescata che ben prima del petrolio e di una nuova impennata dei prezzi delle materie agricole, potrebbe deflagrare nel futuro prossimo. E’ questo l’allarme a meno di due mesi dal Forum Mondiale sull’acqua che si terrà in Turchia dal 16 al 22 marzo. Secondo la Fao, nel mondo 1,1 miliardi di persone non hanno accesso sufficiente a fonti d’acqua pulita e 2,6 miliardi non dispongono di servizi igienici adeguati.

Il problema della desertificazione, inoltre, preoccupa, sempre piu’. Ecco perche’, secondo l’ONU, e’ necessario un cambio di rotta eliminando gli sprechi individuali e collettivi.

La questione dell’acqua è destinata dunque a diventare un tema centrale perché la pressione demografica si farà sempre più forte. Cosi come lo sfruttamento delle risorse idriche. Un esempio? Molti fiumi cinesi e indiani – dicono gli esperti – non arrivano più al mare, si stanno prosciugando dopo uno sfruttamento eccessivo. Il crescente aumento di domanda idrica sta infine generando contrasti tra Stati e spingendo verso la privatizzare delle fonti idriche in virtu’ degli enormi profitti che si possono ottenere dalla vendita del prodotto acqua sempre piu’ scarso. Di tutto questo si occupa l’inchiesta che vi proponiamo.

Scaricate il video all’indirizzo:
http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/13022009_goccia/


Crisi alimentare: catastrofico calo nella produzione di alimenti

 Ecoportal

L’analisi che segue indaga sulle conseguenze della siccità sulla produzione di alimenti in varie aree del mondo nel corso del 2009. Guardando i dati, il 2009 sembra essere un disastro umanitario in gran parte del mondo.
I paesi che rappresentano i due terzi della produzione agricola del mondo soffrono la siccità. Se si guarda un video della siccità in Cina, Australia, Africa, Sudamerica o Stati Uniti, la scena è la stessa; miseria, raccolti rovinati, e bestiami moribondi.

Cina
La siccità nel nord della Cina, la peggiore negli ultimi 50 anni, peggiora e il raccolto estivo è minacciato. L’area dei raccolti colpiti è aumentata a 10,6 milioni di ettari (la scorsa settimana era di 9,4 milioni) e 4,37 milioni di persone e 2,1 milioni di capi di bestiame affrontano la scarsità d’acqua potabile. La scarsità della pioggia in alcune parti delle province del nord e del centro è la peggiore della storia. La siccità, che è iniziata a novembre, minacca più della metà del raccolto di frumento in otto province- Hebei, Shanxi, Anhui, Jiangsu, Henan, Shandong, Shaanxi e Gansu.

Henan
La più grande provincia produttrice di alimenti coltivati della Cina, Henan, ha lanciato l’allarme siccità. Henan ha avuto una precipitazione di 10,5 millimetri da novembre 2008, quasi un 80% in meno rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. La siccità ad Henan, iniziata a novembre, è la peggiore dal 1951.

Anhui
La provincia di Anhui Province ha diffuso lo stato di allerta per la siccità rossa, poiché più del 6% delle coltivazioni del nord del fiume Huaihe sono state colpite da una grande siccità.

Shanxi
La provincia Shanxi è stata messa in allerta per siccità il 21 gennaio, e un milione di persone e 160.000 capi di bestiame sono colpite dalla scarsità d’acqua.

Jiangsu
La provincia Jiangsu ha già perso più di un quinto dei raccolti della coltivazione colpiti dalla siccità. I dipartimenti locali di agricoltura stanno deviando l’acqua dei fiumi vicini in un sforzo d’emergenza per salvare quello che rimane.

Hebei
Più di 100 milioni di metri cubi d’acqua sono stati canalizzati da fuori della provincia per combattere la siccità ad Hebei.

Shandong
Dallo scorso novembre la provincia Shandong ha avuto il 73% in meno di pioggia rispetto allo stesso periodo negli anni precedenti, e le previsioni non sono lusinghiere. Il governo cinese ha destinato 86.700 milioni di yen (circa 12.690 milioni di dollari) alle aree colpite dalla siccità. Anche le autorità sono ricorse a misure di emergenza, e alcune aree hanno avuto un pò di pioggia dopo che le nuvole sono state raggiunte da 2392 razzi e 409 proiettili caricati di prodotti chimici. Comunque c’è un limite in quello che si può fare davanti ad una scarsità di acqua così diffusa. Come scritto precedentemente, la Cina affonta una iperinflazione e questa siccità record peggiorerà le cose. La Cina produce ogni anno il 18% dei cereali del mondo

Australia
L’Australia soffre un’implacabile siccità dal 2004, e il 41% dell’agricoltura australiana continua a subire la peggiore siccità in 117 anni di storia. La siccità è stata così dura che i fiumi hanno smesso di scorrere, i laghi sono diventati tossici, e gli agricoltori hanno abbandonato le loro terre. Il fiume Murray ha smesso di scorrere sul punto finale del suo percorso e la sua foce si è chiusa. I laghi più piccoli dell’Australia stanno evaporando e ora sono un metro sotto il livello del mare. Se questi laghi continuano ad evaporare, il terreno e il fango si acidificheranno liberando acido solforico e una gamma di metalli pesanti. L’unica opzione del governo australiano per impedirlo è di permettere che entri l’acqua del mare, creando un mare morto, o pregare per la pioggia, liberando acido solforico.

STATI UNITI

California
La California affronta la peggior siccità della storia. Si pronostica che la siccità sarà la più dura dei nostri tempi, peggiore di quelle del 1977 e del 1991. Migliaia di ettari di coltivazioni sono già state messe a maggese, e ce ne saranno ancora altre. La zona piena di neve a Nothern Siera, dove si trovano alcune delle riserve più importantI dello Stato, ha solo il 49% delle precipitazioni rispetto alla media. Le Agenzie idriche di tutto lo Stato si apprestano ad adottare misure di conservazione.

Texas
La siccità in texas raggiunge proporzioni storiche. Le condizioni di siccità vicino a Austin e San Antonio sono state superate solamente una volta nella storia – la siccità del 1917-1918. L’88% del Texas soffre condizioni di siccità anormali, e il 18% dello Stato è in condizioni di siccità estreme o eccezionali. Le aree di siccità si espandono quasi ogni mese. Le condizioni in Texas sono così critiche che il bestiame muore in pascoli aridi. La mancanza di pioggia ha trasfomato i pascoli in aree sterili, e gli allevatori sono arrivati ad alimentare gli animali con il fieno. I raccolti di grano d’inverno in Texas hanno subito un danno irreversibile. I pronostici a breve o lungo termine non prevedono molta pioggia, cosa che significa che la siccità in Texas peggiorerà.

Regione di Augusta (Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord)
La regione di Augusta ha sofferto due anni di siccità che peggiora. Finora il deficit di precipitazioni ad Augusta si avvicina già ai 5 mm nel 2009, e gennaio è stato il mese più secco dal 1989.

Florida
La Florida è stata molto colpita dalla siccità invernale, che ha danneggiato le coltivazioni e la metà dello Stato si trova ad un livello di siccità. La Niña probabilmente peggiorerà la situazione. Si è accumulata abbastanza acqua di un paio di gradi più fredda del normale nella parte orientale del Pacifico come per creare una La Niña, modello climatico che si spera che duri almeno fino a primavera. La Niña generalmente significa tempo secco per gli Stati meridionali, che è esattamente quello di cui hanno bisogno ora gli Stati Uniti.

SUD AMERICA

Argentina
La peggiore siccità da 50 anni ha portato al paese ad uno stato di emergenza. Carcasse giacciono nelle praterie, e piante di soia bruciate dal sole avvizziscono sotto il sole estivo. La produzione alimentare argentina si abbasserà almeno del 50%. La produzione di grano del paese per il 2009 sarà di 8,7 milioni di tonnellate, rispetto ai 16,3 milioni del 2008. Per la preoccupazione per la scarsità all’interno (dato che il consumo interno di grano è circa di 6,7 milioni di tonnellate), l’Argentina non ha concesso nuove licenze d’esportazione dalla metà di gennaio.

Brasile
Il Brasile ha ridotto la sua previsione per i raccolti e lo rifarà dopo aver valutato il danno per disidratazione nelle regioni colpite dalla siccità. Il Brasile è il secondo esportatore di soia e il terzo di grano per quantità al mondo.
Cifre dei raccolti di mais in Brasile:
Raccolti nel 2008: 58,7 milioni di tonnellate.
Previsione dell’8 gennaio: 52,3 milioni di tonnellate.
Previsione del 6 febbraio: 50,3 milioni di tonnellate

Paraguay
Le dure siccità che colpiscono l’economia del Paraguay hanno portato il governo a dichiarare l’emergenza agricola. I raccolti che hanno un impatto diretto sull’alimento per il bestiame sono rovinati, e le piantagioni di soia in alcune aree sono andate quasi completamente perse.

Uruguay
L’Uruguay ha dichiarato “emergenza agricola”, a causa della peggiore siccità da decenni che minaccia i raccolti, il bestiame e la produzione di frutta fresca. Il peggioramento della siccità sta aumentando i costi degli alimenti e delle bevande, cosa che a gennaio ha portato all’aumento dei prezzi a consumatore ad un ritmo annuale più veloce degli ultimi 4 anni.

Bolivia
Non ha avuto nemmeno una goccia di pioggia in quasi un anno. Il bestiame muore, i raccolti sono rovinati.

Cile
La dura siccità che colpisce il Cile ha causato un’emergenza agricola in 50 distretti rurali e grandi settori dell’economia sono preoccupati per un possibile razionamento dell’elettricità a marzo. Le difficoltà per il paese provengono dal fenomeno climatico La Niña che spaventa il Cile appeso a un filo: l’acqua continuamente fredda nell’oceano Pacifico insieme all’alta pressione atmosferica impediscono che fronti di pioggia entrino nelle aree centrali e del sud del paese.  Come risultato i livelli dell’acqua nelle dighe idroelettriche e  in altri depositi siano ad un livello molto basso.

AFRICA

Corno d’Africa

L’Africa affronta una scarsità di alimenti e una carestia. La produzione alimentare intorno al Corno d’Africa ha sofferto per mancanza di precipitazioni. Inoltre, la metà del territorio agricolo ha perso i nutrienti necessari per la crescita delle piante, e la diminuzione della fertilità del suolo in tutta l’Africa aumenta le perdite di raccolti relazionati alla siccità.

Kenia
Il Kenia è la nazione più colpita nella regione, dopo essere stata senza precipitazioni per 18 mesi. Il Kenia deve importare alimenti per attenuare una scarsità e salvare 10 milioni di popolazione dalla carestia. I vicini del Kenia che soffrono anch’essi la siccità saranno di poco aiuto.

Tanzania
Un povero raccolto dovuto alla siccità ha portato la Tanzania a smettere di emettere permessi d’esportazione di alimenti.Anche la Tanzania ha intensificato la sicurezza ai confini per controllare ed impedire l’esportazione di alimenti. In Tanzania ci sono 240.000 persone che hanno bisogno di aiuti alimentari immediati .

Burundi
I raccolti nel nord del Burundi si sono seccati, lasciando il piccolo paese dell’est dell’Africa davanti ad una dura scarsità di alimenti.

Uganda
La dura siccità nella regione Karamoja nel nord est dell’Uganda ha lasciato il paese in una catastrofe umanitaria. E’ poco probabile che le condizioni di siccità e l’acuta scarsità di alimenti, che hanno lasciato Karamoja nel pieno della carestia, migliorino prima di ottobre quando ci saranno i prossimi raccolti.

Sudafrica
Il Sudafrica affornta una potenziale scarsità nei raccolti dopo che gli agricoltori nella parte orientale della zona dei cereali della provincia Free State hanno detto che probabilmente nel 2009 avrebbero prodotto il minor raccolto in 30 anni. I sudafricani sono “estremamente arrabbiati” perchè i prezzi degli alimenti continuano a salire.

Altre nazioni africane che soffrono la siccità nel 2009 sono: Malawi, Zambia, Somalia, Zimbabue, Mozambico, Tunisia, Angola e Etiopia.

Medio Oriente e Asia Centrale
Il Medio Oriente e l’Asia Centrale soffrono la peggiore siccità nella storia, e la produzione di cereali alimentari ha abbassato alcuni dei livelli più bassi da decenni. Attualmente Si stima che la produzione totale di grano nella regione colpite dalla siccità sia diminuita almeno il 22% nel 2009. A causa della durezza della siccità e il suo arrivo in tutta la regione, le forniture di irrigazione dei depositi, fiumi e acque sotterraee sono stati drasticamente ridotti. I principali depositi in Turchia, Iran, Iraq e Siria sono tutti a livelli bassi, cosa che impone delle restrizioni nell’uso. In vista della gravità delle perdite diraccolti nella regione, si prevede un’importante scarsità di semi per i raccolti 2010..

Iraq
Nel periodo invernale della crescita dei cereali in Iraq, non vi sono state essenzialmente delle precipitazioni in molte regioni e grandi aree di campagne annacquate dalla pioggia nel nord dell’Iraq, semplicemente non sono stati piantati. Quest’anno queste regioni, alimentate principalmente dalla pioggia nel nord dell’Iraq, sono descritte come aree di disastro agricolo e la produzione di grano crolla dall’80% al 98% sotto i livelli di norma. L’USDA (dipartimento dell’Agricoltra degli Stati Uniti) stima che la produzione totale di grano in Iraq nel 2009 sarà di 1,3 milioni di tonnellate, il 45% in meno dell’anno scorso.

Siria
La Siria ha sofferto le sue peggiori siccità negli ultimi 18 anni e l’USDA stima che la produzione totale di grano nel 2009 sarà di 2 milioni di tonnellate, il 50% in meno dell’anno scorso. L’estate passata non c’è stata acqua in molti quartieri di Damasco e i residenti della capitale sono stati obbligati a comprare l’acqua al mercato nero. La forte mancanza di pioggia in questo inverno ha acuito il problema.

Afganistan
La mancanza di pioggia ha portato l’Afganistan alle peggiori condizioni di siccità degli ultimi 10 anni. L’USDA stima che la produzione di grano del 2008/2009 in Afganistan sarà di 1,5 milioni di tonnellate, 2,3 milioni o il 60% in meno dell’anno scorso. L’Afganistan produce normalmente tra il 3,5 e i 4 milioni di tonnellate di grano all’anno.

Giordania
La persistente siccità in Giordania ha peggiorato, dato che non è quasi mai piovuto quest’anno. Il governo giordano ha smesso di pompare acqua alle fattorie per preservare l’acqua per essere bevuta.

Altri paesi del Medio Oriente ed Asia Centrale che soffrono la siccità nel 2009 sono: i territori palestinesi, il Libano, Israele, il Bangladesh, Myanmar, India, Tayikistan, Turkmenistan, Tailandia, Nepal, Pakistan, Turcha, Kirguistan,Uzbekistan, Cipro e Iran. La mancanza di crediti peggiorerà la scarsità di alimenti La mancanza di crediti per gli agricoltori ha limitato la loro capacità per comprare semi e fertilizzanti nel 2008/2009 e limiterà la produzione in tutto il mondo. Anche gli effetti della siccità in tutto il mondo saranno amplificati per la minore quantità di semi e fertilizzanti usati per le coltivazioni. I prezzi bassi delle materie prime peggioreranno la scarsità di alimenti.

I bassi prezzi alla fine del 2008 hanno dissuaso dal piantare nuove coltivazioni nel 2009. In Kansas, ad esempio, gli agricoltori hanno seminato 3,6 milioni di ettari, la minore quantità in mezzo secolo. Le piantagioni di grano di quest’anno sono diminuitaedi circa 1,6 milioni di ettari in tutti gli Stati Uniti e circa di 445.000 ettari in Canada. In questo modo, anche se non si considerano le perdite relazionate alla siccità, gli Stati Uniti, il Canada e altre nazioni produttrici di alimenti affrontano una produzione agricola più bassa nel 2009.

L’Europa non compenserà il deficit di alimenti

L’Europa, l’unica grande regione agricola relativamente perdonata dalla siccità, attende una grande diminuzione nella produzione di alimenti. A causa della combinazione di piantagioni tardive, cattive condizioni del suolo, riduzione delle entrate, e poche piogge, la produzione agricola dell’Europa probabilmente diminuirà tra il 10 e il 15%.
La presenza di alimenti è pericolosamente bassa.
La bassa presenza di alimenti fa sì che la diminuzione nella produzione agricola del mondo sia particolarmente preoccupante.

La media dei livelli di presenza finale di Australia, Canada, Stati Uniti e Unione Europea, negli ultimi anni sono diminuiti continuamente:
2002-2005: 47,4 milioni di tonnellate
2007: 37,6 milioni di tonnellate
2008: 27,4 milioni di tonnellate

Queste cifre sono pericolosamente basse, specialmente se si considera l’orrenda possibilità che le riserve di cereali della Cina di 60 milioni di tonnellate in realtà non esistono.

Catastrofe alimentare mondiale

Il mondo si dirige verso una diminuzione nella produzione agricola dal 20% al 40%, a causa della intensità e della durata delle attuali siccità mondiali. Le nazioni produttrici di alimenti stanno imponendo restrizioni alle esportazioni di alimenti. I prezzi degli alimenti aumenteranno vertiginosamente e milioni di persone moriranno di fame, nei paesi poveri con deficit alimentari.

Il dibattito sulla deflazione dovrebbe terminare ora.

Le siccità che infestano le maggiori regioni agricole del mondo dovrebbero portare alla fine del dibattito sulla deflazione nel 2009. La richiesta di risorse agricole è relativamente immune a quello che succede nei cicli di negoziazioni (almeno rispetto con quelli nell’energia o nei metalli basici), e con una diminuzione tra il 20%e il 40% nella produzione mondiale, i prezzi degli alimenti che già sono in aumento, continueranno ancora di più.

In pratica, le risorse agricole DEVONO aumentare e presto, per impedire deficit alimentari ancora più grandi e la fame. I prezzi del grano, del mais, della soia, ecc. devono aumentare ad un livello che incoraggi la piantagione di ogni ettaro disponibile con i migliori fertilizzanti. Altrimenti se i prezzi degli alimenti continuano ai livelli attuali, la produzione continuerà a diminuire, condannando milioni e più di persone alla morte per la fame.

Aumento competitivo del valore del denaro.
Alcuni osservatori nel 2009 si aspettano “svalutazioni competitive del denaro” oltre alla deflazione (le nazioni svalutano le loro monete per aiutare il loro settore d’esportazione). L’immenente scarasità mondiale di alimenti fa sì che questo sia molto poco probabile. La svalutazione della loro valuta nel contesto attuale produrrà la conseguenza indesiderata della promozione delle esportazioni di alimenti. Persino le restrizioni delle esportazioni come quelle della Cina, la svalutazione di valute causerebbe solamente il flusso estero di importanti quantità di cereali attraverso il mercato nero.

Invece delle “svalutazioni competitive del denaro”, l’aumento dei prezzi degli alimenti probabilmente causerà un aumento competitivo del valore delle valute nel 2009. Le riserve di divise straniere esistono proprio per questo tipo di emergenza. Le banche centrali in tutto il mondo ridurranno i prezzi interni degli alimenti sia vendendo direttamente le loro riserve per rivalorizzare  le loro valute o usandole per comprare cereali nel mercato mondiale.

La valorizzazione di una moneta è il modo più rapido per controllare l’inflazione alimentare. Una moneta che vale di più permette che una nazione monopolizzi più risorse mondiali (cioè il dollaro sopravvalutato permette che gli Stati Uniti consumino il 25% di petrolio del mondo nonostante abbiano solo il 4% della popolazione mondiale). Se la Cina vendesse le sue riserve in dollari statunitensi, la sua enorme popolazione inizierebbe ad assorbire la fornitura di alimenti del mondo come gli Stati Uniti ha fatto con il petrolio.

D’altra parte, quando una nazione aumenta il valore della sua moneta e inizia a consumare più risorse del mondo, lascia meno per gli altri. In modo che se la Cina rivalorizza lo yen, si incrementerà la scarsità di alimenti in tutto il mondo e i prezzi ovunque faranno un salto verso l’alto. Siccome non c’è niente che alimenti di più lo scontento sociale che forti aumenti dei prezzi degli alimenti, le nazioni di tutto il mondo, dalla Russia alla UE, dall’Arabia Saudita all’India, venderanno le loro riserve di denaro straniero per rivalorizzare le loro monete e ridurre i costi delle importazioni degli alimenti. Come reazione  la Cina venderà ancora più riserve. E’ la rivalorizzazione competitiva del denaro.

Quando si affronta la rivalorizzazione competitiva delle valute, NESSUNO vuole avere la moneta di riserva del mondo. E’ probabile che al dollaro vada molto male se le banche centrali liquidassero miliardi di dollari statunitensi per comprare alimenti e valorizzare le loro valute.

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Market Oracle/Global Research

EXXON Mobil, Shell , Chevron , BP , Total , Conoco Phillips, Eni – Sette sorelle da record

Nell´anno 2008, i sette grandi gruppi padroni del mercato del greggio hanno guadagnato 171 miliardi di dollari netti. Fanno 470 milioni al giorno, il 14% più dell´anno prima. Che già era il 7% più del 2006, e il 6% sopra l´anno addietro. Il mondo vive la crisi più grave degli ultimi cinquant’anni, il livello di vita scende per milioni di persone, eserciti di disoccupati si preparano a riempire le nostre città, i poveri diventano sempre più poveri e il “ceto medio” precipita verso il basso. Milioni di persone pagano e poche migliaia riscuotono. Le poche migliaia di grandi azionisti delle sette grandi sorelle del petrolio invece brindano a champagne per l’ennesima (è la dodicesima consecutiva) annata da record. Una catena di record figli del rialzo del prezzo del greggio, passato alla roulette del mercato da da 50 a 100, poi fino al primato di 147 dollari al barile. Exxon Mobil, la statunitense che guida il plotone, ha guadagnato l´anno scorso 45,22 miliardi di dollari (+11%). I britannici della Shell si fermano ad un margine netto di 31,3 miliardi dollari, segue l´altra americana, la Chevron, che si accontenta di 24 miliardi di utili. L’altra inglese, la BP ha chiuso con un utile di 21,1 miliardi. La francese Total segue a 20,5 miliardi, poi Conoco Phillips (USA- Raffinazione) con 16,4 miliardi di utili e per chiudere l’italiana ENI con 12 miliardi di utili e una cedola agli azionisti di 1,30 euro per azione (Nelle casse dello stato, proprietario di poco più del 30%, finiranno 2 miliardi di Euro). E con la dozzina di miliardi (in dollari) dell’ENI si può abbozzare un superconsolidato delle major petrolifere che promette di restare insuperato per un pezzo. Nell´annata 2008 i sette grandi gruppi padroni del mercato del greggio hanno guadagnato 171 miliardi di dollari. Fanno 470 milioni al giorno, il 14% più dell´anno prima. Che già era il 7% più del 2006, e il 6% sopra l´anno addietro. Le major mantenendo gli stessi costi di estrazione hanno venduto circa gli stessi quantitativi di petrolio e affini ma a prezzi doppi, tripli durante questo drammatico, per noi, anno. Ma proprio il tonfo dei prezzi del barile, il più spettacolare che il petrolio prima abbia mai avuto con 110 dollari persi in sette mesi, dà ai bilanci dorati appena chiusi l´alone dell’”ultima volta”. Tutto il mondo è in recessione, la richiesta di petrolio che sosteneva il prezzo elevato del barile ne risulterà allentata per anni, la speculazione è morta o comunque si sente poco bene. Fine dei record quindi, ma ancora decine di miliardi di profitti davanti: il 2009 delle sette sorelle parte nel solco del quarto trimestre 2008, con profitti tesi a ridursi di un terzo, magari dimezzarsi. Difficilmente ci metteremo a piangere per loro .

La giustizia ambientale al Forum Sociale Mondiale di Belem.

Cambiamenti climatici e impatto ambientale delle politiche neoliberiste sono uno dei temi di fondo delle centinaia di attività del Forum di Belem. Dopo la giornata dedicata interamente ai popoli e alle problematiche amazzoniche, il terzo, quarto e quinto giorno del World Social Forum 2009 sono riservati alle oltre 2.300 attività autogestite promosse da organizzazioni, sindacati, movimenti, forze politiche e gruppi religiosi. Panel, conferenze, laboratori, iniziative culturali occupano dalla mattina di ieri i tendoni spuntati come funghi nei campus delle due università che ospitano il Forum. Moltissimi i temi oggetto di discussione, innumerevoli i punti di vista, le esperienze condivise e le prospettive all’orizzonte. Nella giornata di ieri uno dei temi ricorrenti è stato la giustizia ambientale: la necessità cioè di elaborare politiche di compensazione e mitigazione di fronte agli impatti – sofferti principalmente sulle popolazioni dei paesi del sud – prodotti dall’emergenza ambientale che colpisce il pianeta. Paradossalmente insomma sono proprio i paesi con i più bassi livelli di emissioni nocive e di contaminazione quelli che più risentono dello stravolgimento del clima. Secondo l’ultimo report diffuso dalle Nazioni Unite, a livello globale ci sono ormai più sfollati e rifugiati per cause climatiche che a causa delle guerre. Mentre il Bangladesh e le isole del sud del pacifico rischiano di scomparire, i ghiacciai andini e himalayani diminuiscono anno per anno, l’Africa e l’Australia [come il sud Italia] registrano periodi di siccità sempre più lunghi e si moltiplicano cicloni, uragani ed inondazioni nelle aree tropico-equatoriali, i governi continuano a pianificare l’adozione di misure insufficienti e palliative sottovalutando una emergenza che diviene via via meno riparabile. Cambiamenti climatici che rivelano la fragilità e l’inadeguatezza del sistema economico attuale, basato su sfruttamento incontrollato delle risorse, utilizzo di combustibili fossili [principalmente petrolio e carbone] – tra le principali cause dell’effetto serra – e modelli di consumo smodati da parte dei paesi occidentali, le cui politiche sono dominate da multinazionali, industrie automobilistiche, imprese petrolifere, compagnie minerarie e, da ultimo, dai colossi dell’industria alimentare e dell’agro business. Nonostante vivano nella maggior parte dei casi secondo regole e modelli economici tradizionali e ben lontani da quelli occidentali i popoli del sud del mondo hanno subito negli ultimi anni conseguenze devastanti a causa degli impatti dei cambiamenti climatici. Ciò si spiega in base al fatto che le forme di sussistenze tradizionali, basate da generazioni sulla relazione con la terra, l’acqua, le conoscenze ancestrali, sono divenute sempre più vulnerabili di fronte all’incontrollabile impatto del clima. Di fronte a questo paradosso e all’ingiustizia sociale ed economica prodotta da questo paradigma, organizzazioni ambientaliste e movimenti sociali hanno deciso di lanciare una campagne globale per ristabilire giustizia, quella giustizia climatica appunto difficilmente quantificabile in termini economici ma che significa sopravvivenza per migliaia di persone. Le proposte emerse durante le attività di oggi si articolano su vari temi: modello energetico [implementazione di politiche energetiche sostenibili, incentivi all’efficienza energetica e allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili non convenzionali] sviluppo urbano [politiche sostenibili sui trasporti e su produzione e gestione dei rifiuti, riforestazione] politica internazionale [campagne di lobby per garantire ai paesi del sud giusta compensazione e mitigazione per l’adattamento climatico]. Inadeguate anzi nocive la misure sin qui adottate, come l’istituzione del mercato delle emissioni e soprattutto il massiccio ricorso agli agro combustibili [attraverso l’impianto di piantagioni agricole industriali] che hanno dimostrato di essere ecologicamente e socialmente insostenibili. Strategie e nuove alleanze da mettere in atto attraverso convergenze più ampie possibili, in vista dell’appuntamento del dicembre prossimo a Copenaghen, dove le misure da adottare per far fronte ai cambiamenti climatici saranno nuovamente al centro dell’attenzione mondiale.

Sabato 31 Gennaio 2009 10:09

Marica Di Pierri, A Sud – carta.org

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AMAZZONIA ARROSTO: GREENPEACE DIFFONDE LE MAPPE DELL’ALLEVAMENTO CHE DEFORESTA

BELEM, Brasile 29 Gennaio, 2009 – Greenpeace, al World Social Forum di Belem, diffonde una serie di nuove mappe insieme al rapporto-scandalo: “Amazzonia arrosto. L’impronta ecologica dell’allevamento bovino nello stato del Mato Grosso”.
Con un emozionante videoblog e immagini direttamente dall’Amazzonia, Greenpeace denuncia la diretta relazione tra l’espansione dell’allevamento bovino e il dilagare della distruzione del polmone del mondo nello stato del Mato Grosso, la regione amazzonica con il più alto tasso di deforestazione. (DISPONIBILI SU RICHIESTA IMMAGINI FORMATO BROADCAST)

L’allevamento bovino è il principale motore della deforestazione nell’Amazzonia brasiliana. Il 79,5% delle aree recentemente deforestate in Amazzonia è stato destinato al pascolo.

Dal 1996 al 2006 ben 10 milioni di ettari (un’area pari a un terzo l’Italia) sono stati tagliati a raso a causa dell’allevamento bovino.
Oggi il Brasile, che possiede la mandria commerciale più grande del mondo, è il principale esportatore di carne e pelle bovina e il governo brasiliano intende, inoltre, raddoppiare la propria capacità di esportare questi prodotti entro il 2018.

“Il governo brasiliano vuole finanziare un ulteriore sviluppo del comparto zootecnico. Questo contraddice gli impegni del Brasile nella lotta alla deforestazione. – Denuncia Chiara Campione, Responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia. – Il Brasile è il quarto paese emettitore di Co2 a livello globale. In un paese in cui il 75% dei gas serra (GHG) emessi dipendono proprio dalla deforestazione, il governo dovrebbe prendere misure drastiche per fermare anziché stimolare l’espansione delle attività legate all’allevamento.”

Il prossimo dicembre, i leader del mondo intero si incontreranno a Copenhagen per decidere del nostro futuro nella negoziazione della Nazioni Unite per il Clima più importante di tutti i tempi. Considerato che la distruzione delle foreste tropicali è responsabile di ben un quinto delle emissioni di gas serra a livello globale qualsiasi accordo per salvare il pianeta dal cambiamento climatico dovrà includere misure per fermare la deforestazione.

Il rapporto di Greenpeace “Amazzonia Arrosto” delinea inoltre le misure che il governo brasiliano deve mettere in atto per raggiungere l’obiettivo di “Deforestazione Zero” entro il 2015, momento in cui le emissioni di gas serra a livello globale dovranno iniziare a calare drasticamente.

LINK:
Il rapporto Amazzonia Arrosto
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/amazzonia-bovini-deforestazione

Greenpeace Deforestazione Zero www.deforestazionezero.it

Il video blog dall’Amazzonia: http://it.youtube.com/watch?v=jINavxdZ87o

DISPONIBILI SU RICHIESTA IMMAGINI FORMATO BROADCAST

Contatti:
Ufficio stampa Greenpeace +39 06 68136061 (int.203 – 222)
Vittoria Iacovella, addetta stampa +39 348 3988615
Foto e video Massimo Guidi +39 328 0646175
Chiara Campione, responsabile campagna Foreste, 3470100310

Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento – Rieti

 

 
COORDINAMENTO PROVINCIALE RIFIUTI ZERO RIETI
Rete Rifiuti Lazio – Rete nazionale Rifiuti Zero   

RIETI RIFIUTA 

Rieti, 1 dicembre 2008

Borse realizzate con stoffe riciclate donate al sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, all’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, ed al presidente della Provincia di Rieti e dell’Upi, Fabio Melilli, a testimonianza delle buone pratiche e delle strategie adottabili dalla politica in grado di portare il territorio reatino verso “Rifiuti Zero”.

Questo il senso dell’iniziativa promossa questa mattina a Rieti dal Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti, che aderisce alla Rete Regionale Rifiuti del Lazio e alla Rete Nazionale Rifiuti Zero, in occasione della Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento.A donare le borse agli amministratori locali una delegazione del Coordinamento, composta da singoli cittadini da e da rappresentanti delle associazioni Postribu’, Fidapa (Federazione Italiana Donne Arte professione Affari), Cittadinanzattiva, European Consumers, Caritas di Vazia, Associazione Germogli, Adiconsum in contemporanea a quanto la Rete Regionale Rifiuti del Lazio ha fatto col Sindaco di Roma, il Presidente della Provincia di Roma e il Presidente della Regione Lazio, per consegnare un omaggio realizzato con materiali di recupero.

 

Agli amministratori reatini la delegazione del Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti ha consegnato anche documentazione in merito alle seguenti proposte operative in grado di portare a “Rifiuti Zero”:

 

1.         Chiediamo di istituire un TAVOLO TECNICO alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, sindacali ed economici coinvolti nonché di rappresentanti dei cittadini e delle associazioni, in cui si discuta della possibilità di correggere alcune parti della strategia adottata nel Piano provinciale dei rifiuti. Quello che noi proponiamo è un’altra soluzione, articolata in più azioni coordinate tra loro, che consentirebbe di fare a meno dell’impianto progettato da ASM e destinato alla realizzazione di Fos e Cdr, ossia combustibile da rifiuti per alimentare impianti di incenerimento antieconomici e dannosi per la salute.

2.         Proponiamo ai Comuni della provincia di annullare tutti gli affidamenti diretti e dunque illegittimi ad SPA (sia pubbliche che private) e, al Comune di Rieti, di ripubblicizzare ASM Rieti SpA, assumendo nuovo personale e aumentando le garanzie dei lavoratori.

3.         Proponiamo, accanto alla rete delle isole ecologiche già pianificata e da implementare il più possibile, la realizzazione sul territorio provinciale di piccoli impianti diffusi di compostaggio che hanno iter autorizzativi più snelli e consentono un maggiore controllo dei flussi dell’organico (producendo un compost di qualità migliore da destinare sia all’agricoltura locale sia al mercato), con minori traffici di camion pesanti per le nostre strade rispetto ad impianti centralizzati.

4.         Chiediamo inoltre di avviare, di concerto con la Provincia di Viterbo, la costruzione di un impianto di trattamento a freddo, tipo quello di Vedelago in provincia di Treviso, per il recupero anche del materiale residuo di una differenziata spinta (almeno 60%).

 

Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero ha anche proposto una serie di progetti per la riduzione dei rifiuti:

·         GREEN PUBLIC PROCUREMENT

·         COMPOSTAGGIO DOMESTICO

·         ELIMINAZIONE ACQUE IN BOTTIGLIA E STOVIGLIAME USA E GETTA DI PLASTICA DALLE MENSE SCOLASTICHE E COMUNALI

·         DISTRIBUTORI Di LATTE ALLA SPINA

·         ECOSAGRE

·         INCENTIVI ALLE FAMIGLIE PER PANNOLINI RIUTILIZZABILI E LAVABILI

·         DISTRIBUTORI ALLA SPINA DEI DETERSIVI

·         GIORNATE PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

·         CREAZIONE DI UN CENTRO PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

 

In merito alle proposte ricevute, il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, si è impegnato alla presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, a convocare il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero insieme ai rappresentanti di Comune e Asm Rieti spa per discutere della problematica in merito alla quale il primo cittadino di Rieti si è detto “sensibile pur non conoscendo i dettagli tecnici“, mentre il presidente dell’Upi e della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, ha annunciato, oltre alla prossima partenza dei bandi per l’integrazione economica ai cassaintegrati che verranno impiegati dai Comuni per la raccolta ‘porta a porta’, che nel corso della prossima settimana si svolgerà un incontro con il presidente della Regione, Piero Marrazzo, per discutere del tema rifiuti ed in particolare delle risorse da destinare al territorio reatino, soprattutto a livello impiantistico e di attrezzature. Melilli ha dichiarato che “bisogna puntare a ridurre quella spesa corrente che spesso frena i Comuni nella fase di avvio di una raccolta differenziata ‘porta a porta’”. “Sono convinto in ogni caso – ha aggiunto – che una volta partiti i primi due o tre Comuni, tutti gli altri li seguiranno”.

 

 

 

 

 

 

 Info: coordrifiutizerorieti@gmail.com