La Nigeria esaurisce le scorte di greggio, raffinerie chiuse. Nuovo attacco del Mend alla Shell.

Due delle tre raffinerie nigeriane hanno chiuso, la terza ha scorte per 15 giorni. Attaccato gasdotto della Shell nel Rivers State. Jomo Gbomo scrive al Presidente russo Medvedev, arrivato oggi in Nigeria: “l’attacco di oggi celebra la sua visita”.

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Si aggrava la crisi, i nodi vengono al pettine e diventa sempre più difficile la situazione dell’economia nigeriana e sempre più fragile la posizione del governo. Gli effetti della lotta dei militanti nel delta del Niger e la repressione attuata dal governo federale su di loro hanno già scosso le fondamenta della produzione del petrolio e del gas.
Ieri, il governo ha ammesso che non ha più greggio per le sue raffinerie e per il consumo locale.
Di conseguenza, le raffinerie di Warri e Port Harcourt sono state chiuse. La raffineria di Kaduna, anche se funzionante, non ha il greggio per la raffinazione da Warri perché gli oleodotti che la rifornivano sono tutti gravemente danneggiati. L’unico prodotto, che è stato tenuto di riserva, si esaurirà nei prossimi 15 giorni, ha dichiarato ieri la Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC).
L’ Amministratore Delegato del gruppo, Mohammed Sanusi Barkindo, ha disegnato una patetica immagine del settore, ha infatti detto che nei prossimi 15 giorni si esaurirà il greggio per il consumo interno.
Oggi intanto due comunicati del Mend, il primo per dire che non è in corso alcuna trattativa per l’amnistia, il secondo diretto al Presidente della Russia Medvedev, in visita nel Paese e accolto con un nuovo attacco ad un impianto della Shell.
Questa mattina il primo comunicato del Mend in cui il movimento nega le voci di una trattativa dei suoi comandanti con il governo per un’amnistia ai militanti.
“Il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend) nega categoricamente le voci, orchestrate da agenti e propagandisti del governo, che alti comandanti del Mend, Farah Dagogo, Boyloaf e Soboma George hanno accettato di ricevere l’amnistia come riportato in alcuni giornali locali.
E’ una vergogna che il ministro degli Interni e le sue coorti stanno offrendo tangenti e incentivi per i militanti in un disperato tentativo di ottenere la nostra cooperazione in materia di ripartizione dei 50 miliardi di Naira iscritti nel bilancio per l’esecuzione dell’amnistia.
Se è vero che alcuni di noi cedono alla tentazione del denaro, come ha fatto Giuda, ci sono una maggioranza che rimarrà salda a integra, e onorerà l’impegno con il popolo e con per le persone che non possono lottare per i loro diritti.
Vogliamo rassicurare il nostro popolo che non riusciranno a fermare la nostra lotta con i soldi.
Il Mend è in attesa di sapere se il Presidente Yar’Adua ha nulla di nuovo da offrire nel suo atteso discorso di Giovedi, 25 giugno prima di rispondere di conseguenza.
Nel frattempo, l’uragano Piper Alpha resta in corso.
Il Mend – continua il messaggio- condanna l’arresto di Asari Dokubo da parte di agenti della sicurezza al Murtala Muhammed International Airport di Lagos e richiede il suo rilascio incondizionato entro le prossime 24 ore.
Il presunto arresto di nove uomini legati al sabotaggio dell’oleodotto Agip – annunciato dal portavoce dell’esercito (ndr)- è una montatura della JTF per calmare le major del petrolio che hanno perso la fiducia in loro. Non uno dei combattenti che ha effettuato l’attacco è stato arrestato.”

Passano pochi minuti e le agenzie annunciano che Dokubo Asari è stato rilasciato dai servizi segreti su ordine dello stesso Presidente Yar’Adua. Quasi in contemporanea arriva l’annuncio del nuovo attacco del Mend alla Shell. Le conferme, dopo pochi minuti, arrivavano sia dal portavoce della Shell che dal nuovo comunicato che il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, invia al Presidente russo Mevdev.
“Signor Presidente. Saluti dal Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend) e benvenuto in Nigeria. Deve essere stato molto impressionato da Abuja nel suo tragitto dall’aeroporto alla villa presidenziale. Come lei ha visto nella nuova città c’è una frenesia di progetti di costruzione, e avrà immaginato enormi potenzialità per gli affari tra Abuja e Mosca.
Lei si è sbagliato – per ora.
La Abuja che ha visto è lo stupro di un bambino e il Presidente che ha firmato accordi con lei è un comandante in capo illegale.
Sono sicuro che Lei già sa che la regione in cui nasce la ricchezza, con cui la città è stata costruita, rimane impantanata nella povertà e nelle privazioni. Che le persone che possiedono le risorse sono emarginate per questo abbiamo ora una guerra combattuta per l’emancipazione.
Tra l’altro, le armi fabbricate in Russia sono state molto utili e affidabili nella nostra campagna e quando tornerà a firmare un accordo con gli autentici e legittimi proprietari del petrolio e del gas, si può considerare un patto militare per difendere la nostra sospirata libertà.
Signor Presidente, gli accordi che ha firmato ad Abuja sono inutili. Il Mend le garantisce questo. Noi vogliamo invece che firmi un accordo con tutti gli Stati sotto un vero federalismo per sviluppare le potenzialità che la nazione ha, dai minerali solidi all’agricoltura e non concentrarsi solo sul petrolio e sul gas di una singola regione.
Mi permetta di rinfrescarle la memoria sul progetto Russo di ferro e d’acciaio, che è diventato un elefante bianco, e temiamo la stessa sorte per il progetto del Gasdotto Trans-Sahariano (un progetto che vede coinvolte società russe e che prevede un gasdotto che porti il gas nigeriano fino in Algeria e da lì ai mercati europei-ndr), in cui i soli beneficiari saranno gli animali che potranno convertire l’interno de i tubi come dimora permanente.
La Sua visita ha coinciso con l’uragano “Piper Alpha” che ha colpito ancora oggi, Giovedi, 25 giugno 2009 verso le h. 00.25 il grande gasotto della Shell Bille / Krakama nel Rivers State, per celebrare la visita. Le stazioni di pompaggio del Channel Cawthorn 1, 2 e 3 che alimentano il flusso delle esportazione del terminale di Bonny sono stati effettivamente messi fuori servizio.
Questo è il destino che attende i Gasdotti sui quali prevede di investire in Nigeria se la giustizia non è parte dell’intero processo”.

Nel tardo pomeriggio l’atteso discorso del Presidente Yar’Adua che ha presentato la sua proposta e offerto “l’amnistia totale e il perdono incondizionato” ai militanti se porranno fine agli attacchi contro gli impianti delle societa’ internazionali. L’offerta , ha chiarito, scadra’ tra 60 giorni, “il 4 ottobre 2009″ “Garantisco l’amnistia e il perdono incondizionato a tutte le persone che hanno direttamente o indirettamente partecipato ad azioni criminali legate alle attivita’ dei militanti nel Delta del Niger”, ha proclamato Yar’Adua.
Non si conoscono ancora i particolari della proposta di amnistia ma non sembra esserci quel “qualcosa in più” che i militanti del Mend si aspettavano per interrompere gli attacchi.

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