Archivi tag: Rifiuti

Ninby Trentino: in digiuno e in cammino per l’alternativa all’incenerimento

Questa domenica è previsto l’arrivo del nostro messaggero a Frasso Sabino (Rieti)
dove alle Sorgenti Le Capore è prevista una delle tante manifestazioni contro la privatizzazione dell’acqua https://postribu.files.wordpress.com/2010/03/escursione-le-capore1.jpg. Continua a leggere Ninby Trentino: in digiuno e in cammino per l’alternativa all’incenerimento

Rieti- in attesa del Porta a Porta

COMUNICATO STAMPA POSTRIBU’-CITTADINANZATTIVA

Rieti, 8 gennaio 2010

Ci risiamo.

Ennesimo rinvio da quel comunicato del 28/07/08 in cui l’Assessore all’Ambiente del Comune di Rieti, Antonio Boncompagni, preparava la cittadinanza tutta all’imminente avvio della raccolta rifiuti “porta a porta” con il suo protocollo d’intesa tra Comune, Asm Rieti spa e Conai ritardato solo perchè Conai era impegnato nell’emergenza rifiuti a Napoli. Continua a leggere Rieti- in attesa del Porta a Porta

Approvato il decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo

Si avvia la gestione ordinaria per due grandi emergenze affrontate dal Governo e gestite in via straordinaria dal Dipartimento della Protezione Civile: i rifiuti in Campania e il terremoto del 6 aprile in Abruzzo. E’ quanto stabilisce il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Continua a leggere Approvato il decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo

Rifiuti? No, compost!!


Presentato il progetto “Dai Rifiuti al Compost”

Cosa viene fuori se uniamo scarti da cucina con fogliame e potature? Rifiuti? No, compost! «In pochi mesi si ottiene del buon compost che, ad esempio, noi utilizzeremo per concimare naturalmente i terreni dell’Azienda Agricola dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente ‘Strampelli’ di Cittaducale» Continua a leggere Rifiuti? No, compost!!

Educazione allo Sviluppo Sostenibile a Cittaducale (RI)

COMUNE DI CITTADUCALE

PROVINCIA DI RIETI

Data 12/11/2009 COMUNICATO STAMPA

Manifestazione a tema “Dai Rifiuti al COMPOST” avrà luogo a Cittaducale Sabato 14 Novembre’ 09 dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso la locale sede dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’ambiente “Strampelli” Continua a leggere Educazione allo Sviluppo Sostenibile a Cittaducale (RI)

Le nostre leggi …

Legge 23 luglio 2009, n. 99

http://www.parlamento.it/parlam/leggi/09099l.htm

ART.46. Ai fini del miglior perseguimento delle finalità di incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sull’intero territorio nazionale nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni, l’articolo 9-ter del decreto-legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 210, è sostituito dal seguente: Continua a leggere Le nostre leggi …

La questione RAEE sui rifiuti elettrici ed elettronici

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L’ennesimo rinvio della direttiva RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici) al 31 dicembre del 2009 si staglia pericolosamente all’orizzonte, nella più totale noncuranza del Parlamento italiano e degli stessi media. L’attenzione è concentrata sul caos organizzativo dovuto all’avvio del digitale terrestre, ma non si guarda neppure lontanamente agli effetti. Continua a leggere La questione RAEE sui rifiuti elettrici ed elettronici

Asini e rifiuti

Anche gli asini l’hanno capito. Il porta a porta è meglio dell’inceneritore.

Asini per la raccolta dei rifiuti porta a porta. E’ quanto ha deciso di sperimentare il Comune di Santa Maria a Monte (Pisa) per ridurre i costi e mandare un messaggio ecologico. Lo scrive oggi l’edizione locale del quotidiano Il Tirreno. Il progetto sarà presentato il prossimo 31 maggio e prevede l’utilizzo di 7 asini femmine, perchè più mansuete dei maschi, di razza amiantina che già si trovano al club ippico del paese.

A Santa Maria a Monte la raccolta differenziata funziona (la quota raggiunta è del 40%) e questo anche grazie al porta a porta che per adesso e’ effettuato con i mezzi tradizionali, i quali incontrano però difficoltà oggettive nel muoversi tra le strade strette del centro storico. ”Con gli asini il problema sarà risolto – ha spiegato il sindaco David Turini – e sarà ottenuto anche un abbattimento dei costi”. Il progetto è stato ispirato da una iniziativa analoga promossa a Castelbuono (Palermo) dove il sindaco di Santa Maria Monte si è recato per avere spunti e suggerimenti.

[Fonte Ansa]

Termovalorizzatori e Bugie

Testo di Roberto Topino

Foto microscopiche di Stefano Montanari

La parola termovalorizzatore vorrebbe indicare un macchinario costruito per recuperare energia da qualcosa, che viene bruciato e sviluppa calore utilizzabile in quanto tale (teleriscaldamento) o per produrre energia elettrica.

Ad un pensiero superficiale e distratto può sembrare una buona idea, ma analizzando i fatti, si scopre che si risparmia più petrolio riciclando materia di quanto non se ne risparmi sostituendo il petrolio con i rifiuti bruciati nei termovalorizzatori.

Se io brucio qualcosa di plastica ottengo un po’ di calore, ma dovrò estrarre altro petrolio per ricostruire ciò che ho bruciato e il bilancio finale di energia e materia sarà in perdita.

Avrete sentito dire che “non c’è scelta” e che i rifiuti o si bruciano o vanno in discarica.

Anche questo non è vero perché con la raccolta differenziata finalizzata al riciclo, utilizzando una tecnologia poco costosa e già collaudata, quasi tutto può essere riutilizzato, anzi realmente “valorizzato”.

Vi avranno anche detto che il termovalorizzatore elimina le discariche: non è vero perché anche gli impianti più moderni necessitano di una discarica di servizio pari a circa un terzo in peso del rifiuto bruciato, quindi un inceneritore di media taglia, da mille tonnellate al giorno, produce quotidianamente più di trecento tonnellate di ceneri e di scorie da smaltire in apposite discariche per rifiuti pericolosi.

I giornali hanno scritto che a Brescia tutti i rifiuti vanno a finire nel termovalorizzatore, ma se andate a Brescia con l’aereo, atterrando a Montichiari, potrete vedere la discarica di servizio dell’inceneritore cittadino.

A Torino, il sindaco scrive che con l’entrata in funzione dell’inceneritore ci saranno 160.000 tonnellate di CO2 in meno ogni anno.

Tutti possono capire che qualsiasi fiamma produce più CO2 di qualcosa che non brucia, ma esaminiamo un dato tecnico incontestabile.
Nella tabella che segue vengono confrontate le emissioni di un inceneritore con quelle di un impianto di trattamento meccanico biologico.

Fatte le dovute proporzioni scopriamo che un impianto di riciclo produrrebbe circa 10.000 tonnellate di CO2, cioè 150.000 in meno rispetto all’inceneritore.

Il sindaco di Torino scrive anche che: “non esiste nessuna evidenza di effetti negativi sulla salute umana nelle città in cui il termovalorizzatore funziona da 50 anni o più”.

Si potrebbero fare battute di cattivo gusto ricordando gli inceneritori di Hitler, ma preferisco mostrare una tabella che riassume gli studi epidemiologici italiani sulle popolazioni residenti in prossimità di inceneritori.

Questa tabella è stata presentata ad un incontro organizzato a Torino dall’ARPA.

Come potete leggere tutti gli studi hanno riportato un aumento di tumori, per cui sarebbe più appropriato sostituire il termine di termovalorizzatore con quello più realistico di cancrovalorizzatore.

A questo punto molti ricorderanno che la televisione e i giornali hanno detto che l’inceneritore non inquina e che il rischio per la salute è “zero”.
Se c’è qualcosa che vale “zero” è la veridicità delle informazioni date dai comuni mezzi di informazione.

Per brevità, ma all’occorrenza potrei dilungarmi documentando tutto in modo incontestabile, voglio soffermarmi soltanto su due rischi ben conosciuti e provati oltre ogni ragionevole dubbio.

Il primo riguarda la diossina, la cui emissione viene ormai ammessa anche da coloro che in origine ne negavano la presenza. La diossina è un inquinante stabile, che tende ad accumularsi nel terreno e nel nostro organismo. I danni della diossina sono noti e basti ricordare che, una volta assorbita, non basta il resto della vita per liberarsene.

Il secondo rischio, che viene negato anche di fronte all’evidenza, è quello delle nanopolveri, che vengono prodotte dagli inceneritori, ma che non vengono controllate, perché la loro ricerca non è prevista dalla legge, che richiede soltanto il dosaggio delle polveri più grossolane comunemente conosciute come PM 10.
Va subito detto che non c’è nessun filtro in grado di fermare le polveri di dimensione inferiore a PM 2,5 e che queste sono in grado di penetrare nel nostro organismo e di raggiungere, attraverso il sangue, tutti i nostri organi.

Il primo effetto lesivo della nanopolveri si manifesta già nel sangue dove, comportandosi come corpi estranei, determinano la produzione di fibrina e conseguentemente la formazione di trombi, che possono causate trombosi e infarti.

Di seguito le nanopolveri posso raggiungere gli altri organi e insinuarsi persino all’interno del nucleo delle cellule. Dovete tenere presente che queste nanopolveri non sono biocompatibili né biodegradabili, si comportano da corpi estranei e possono causare alle nostre cellule soltanto danni, che si possono tradurre anche in tumori.
Nella fotografia che segue si nota una nanoparticella di origine antropica finita nel nucleo di un tumore del fegato.

Qualcuno vi dirà che non è dimostrato che le nanoparticelle possano causare tumori, ma se pensate che queste polveri di dimensioni infinitesimali sono spesso composte da cromo, cadmio, nichel, arsenico, amianto, mercurio ed altre sostanze notoriamente tossiche e cancerogene vi accorgerete che vi hanno detto un’altra bugia.

Dovete sapere che un progetto di ricerca della Commissione Europea, che si chiama ExternE (Externalities of Energy), ha quantificato in modo molto preciso i costi dei danni all’ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte emissiva.
Questi costi, in Europa, sono attualmente valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA, ma è importante che venga riconosciuto che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano danni, che hanno, oltre ad un costo in termini di sofferenza, anche costi economici ben quantificabili.
La società che sta costruendo l’inceneritore del Gerbido, nel 2003 ha fatto uno studio in collaborazione con il Politecnico di Torino e ha redatto una tabella dei costi in euro delle malattie previste.
Malattie e costi sono stati riassunti in una tabella, che, a ragion veduta, si potrebbe definire il tariffario del cancrovalorizzatore.
Non è un macabro scherzo, è un documento del Politecnico di Torino.
E poi vi dicono che l’inceneritore sarà sicuro!

V° Zero Waste International Dialog 2009

NAPOLI (NA), Zero Waste International Dialog 2009 rappresenta un grande evento e nasce da una sfida voluta dalle realtà italiane e campane, in sintonia con la Zero Waste International Alliance e la Global Alliance for Incinerator Alternatives. Da tutto il mondo, arriveranno a Napoli delegazioni di amministratori, pubblici funzionari e consulenti, nonché attivisti e comunità in lotta impegnati a promuovere e in molti casi ad implementare la strategia rifiuti zero parlando e diffondendo le “migliori pratiche” di riduzione, di riuso, di riciclo, di “responsabilità estesa ai produttori” e di “economie di comunità'” basate sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali. Ma gli esperti e gli attivisti parleranno anche di come risolvere la crisi campana evitando inceneritori e discariche (e facendo anche i conti con l’eredità “tossica” di Bassolino e dell’ intera classe dirigente, di centro destra come di centro sinistra), rappresentata dalla vergogna di alcuni milioni di tonnellate di “eco-balle” ed un territorio avvelenato, sacrificato agli interessi di banche ed industrie legate al business dell’incenerimento. La “tragedia di Napoli e della Campania” – tuttora in corso nonostante le falsificazioni mediatiche, l’insopportabile militarizzazione del territorio, l’uso di leggi speciali, la criminalizzazione del dissenso, il segreto di stato sugli impianti civili per la produzione di energia – deve diventare una grande opportunità per una svolta radicale a favore dell’assunzione della strategia rifiuti zero. Grandi metropoli internazionali come San Francisco, Buenos Aires e Los Angeles lo hanno fatto, perché non farlo a Napoli? In breve, Zero Waste International Dialog 2009 sarà sicuramente un evento che lascerà un segno importante per tutti quelli che ritengono che l’adozione della strategia Rifiuti Zero sia un primo passo per una società in crisi che deve ripensare un cambiamento globale dell’ attuale sistema di produzione e di consumo, di valori e stili di vita, privilegiando il benessere della collettività, le opportunità occupazionali, l’ equità sociale, il rispetto dell’ecosistema che ci ospita. Per informazioni e programma visitare il seguente sito http://www.zwia09.info

Tetrapack …seconda parte

Non proprio a tutti

Una poderosa campagna pubblicitaria dice che il tetrapak è riciclabile. Abbiamo seguito un cartone dal cassonetto alle cartiere. Fino all’inceneritore
Otto milioni e mezzo di euro per dire a tutti che il tetrapak è riciclabile. Questo è il costo della campagna pubblicitaria “Dillo a tutti! Il tetrapak è riciclabile”, che è stata lanciata l’11 settembre dalla svedese Tetrapak, leader mondiale nel settore dei contenitori per bevande, presente in 150 Paesi, con un fatturato complessivo di 8,4 miliardi di euro.
La campagna, che si svolge a livello nazionale, è rivolta in realtà a quei 2.000 Comuni italiani (l’elenco sul sito www.tiriciclo.it) dove, dal 2005, è possibile fare la raccolta differenziata del tetrapak, grazie ad un accordo stipulato nel 2003 dalla multinazionale svedese con Comieco, consorzio nazionale per il recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, cui l’azienda paga un contributo di 22 euro per tonnellata di immesso al consumo.
Le confezioni per bevande in tetrapak sono materiale poliaccoppiato, cioè composto per il 75% da carta, 20% polietilene ed il restante da alluminio.
In proporzione alle dimensioni, le confezioni tetrapak sono molto leggere e costituiscono lo 0,4% dei 500 kg di rifiuti prodotti in media in un anno da ciascun cittadino italiano. Nella maggioranza dei casi il tetrapak viene gettato ed inviato alle cartiere insieme a carta e cartone (come avviene per esempio a Roma, Milano, Napoli, Torino), oppure può essere gettato nel multimateriale (nel caso della Toscana e del Trentino). Il poliaccoppiato così raccolto viene inviato alle piattaforme di selezione, dove, insieme agli altri rifiuti, subisce un controllo qualità da parte di Comieco, che paga ai Comuni un corrispettivo fra 78,80 e 84 euro alla tonnellata, in proporzione alla quantità e al numero degli abitanti. Da qui il tetrapak raccolto può intraprendere due strade: essere inviato insieme a carta e cartone alle cartiere (in questo caso costituisce circa l’1-2% sul materiale totale che arriva agli stabilimenti), oppure essere mandato singolarmente alla Cartiera Saci, l’unica in Italia in grado di smembrarlo e riciclarlo in tutte le sue componenti. Dalle piatteforme di selezione il viaggio del tetrapak diventa sempre più periglioso: escludendo il caso della Saci di Verona, il tetrapak in gran parte torna a essere un rifiuto, perché il materiale che le cartiere riescono a ricavare è molto poco, in proporzione allo scarto che viene prodotto.
Per esempio, nella Cartiera Reno de Medici di Marzabotto (Bo), una delle 27 cartiere italiane che hanno dichiarato di poterlo trattare, il tetrapak arriva insieme a carta e cartone. Il tutto viene mescolato all’acqua nel pulper, un impianto che spappola il materiale. Sulle 50mila tonnellate di materiale che la cartiera lavora al mese, lo 0,6-0,8% è costituito da tetrapak e, secondo stime dell’azienda, per ogni unità che entra nel pulper, se ne forma una e mezza di scarto. Infatti, alla parte di fibre cellulosiche che non si spappolano (circa il 35%), si aggiungono la plastica e l’alluminio, che non si possono smembrare nel pulper. Tutto questo materiale, infine, raddoppia il proprio peso, a causa dell’ acqua che trattiene. Così, se all’inizio si è introdotto 10 chili di tetrapak secco, alla fine del processo si devono smaltire almeno 11 chili di scarto impregnato di acqua. La cartiera Masotina di Cologno Monzese (Mi) ha deciso di dedicarsi principalmente al riciclo preconsumo del tetrapak, cioè utilizzare gli scarti industriali delle aziende che lo producono. Una parte decisamente minoritaria riguarda il riciclo post-consumo: in questo processo vengono utilizzati i cartoni per bevande che provengono effettivamente dalla raccolta differenziata. Anche in questo caso si producono nuovi rifiuti, che comportano costi di smaltimento per l’azienda che oscillano fra i 70 e gli 80 euro per tonnellata, cui si deve sommare la spesa del trasporto. Lo smaltimento consiste nell’inviare il materiale ad un inceneritore: il prodotto di scarto del pulper, infatti, è considerato una biomassa, cioè una fonte rinnovabile (e incentivata). Insieme allo scarto delle cartiere, finiscono nell’inceneritore anche un miliardo e 900 milioni di contenitori. Secondo dati Tetrapak, infatti, nel 2007, dei 5 miliardi di contenitori prodotti ed immessi sul mercato in Italia, il 52% (45.900 tonnellate) è stato recuperato attraverso la raccolta differenziata: ma solo il 14% è stato effettivamente avviato al riciclo in cartiera. Il resto è stato “recuperato” negli inceneritori.
Quando, invece, il tetrapak arriva alla cartiera Saci, viene separato in tutte le sue componenti, per ottenere prodotti riciclati (Cartafrutta, Cartalatte ed Ecoallene, una speciale plastica).
La cartiera, interpellata, ha comunicato che non intende diffondere dati a proposito della propria lavorazione né sui costi.

Rifiuti Zero a Napoli: appello dei Comuni Virtuosi

Il Comune di Capannori, nel febbraio 2007, con apposita Delibera Consiliare, è stato il primo Comune italiano ad aderire alla strategia internazionale Rifiuti Zero al 2020 organizzando un diverso sistema di raccolta dei rifiuti “Porta a porta” grazie alla preziosa collaborazione dell’azienda Ascit.
Nel mese di aprile 2008 a Capannori si è svolto il primo meeting “Rifiuti zero” al quale hanno partecipato esperti, associazioni, amministratori e comitati da tutta Italia e da paesi europei ed extraeuropei. Il Convegno ha avuto un grande successo amplificando a livello nazionale ed internazionale la piena riuscita delle “buone pratiche” di raccolta differenziata “porta a porta” e di riduzione dei rifiuti messe in atto.
L’associazione dei Comuni Virtuosi vede nella Strategia Rifiuti zero l’unica alternativa credibile e sostenibile per affrontare e risolvere uno dei problemi che accomunano tutti i territori del Belpaese, frutto di un modello di sviluppo superato e inadeguato.
Nell’ambito delle azioni concrete messe in campo in questi anni dai comuni iscritti, a dimostrazione dell’efficacia che possono assumere progettualità a favore dell’ambiente e delle comunità locali, la strategia zero rifiuti diventa per l’associazione il paradigma con cui declinare le proposte e gli interventi presenti e futuri nel campo dei rifiuti.
Il 15 febbraio prossimo, in occasione dell’Assemblea nazionale della rete che si svolgerà a Melpignano (LE), il coordinamento chiederà formalmente all’assemblea di adottare la Strategia Rifuti Zero, invitando tutti i comuni iscritti a seguire l’esempio del Comune di Capannori (LU). Prossimamente, a Napoli, dal 18 al 21 febbraio si svolgerà l’incontro mondiale della Zero Waste International Alliance fortemente voluto dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero. Cogliamo l’occasione di sollecitare un’attiva partecipazione da parte in primo luogo dei Comuni italiani che chiamiamo a far propria un’opportunità irripetibile in quanto farà convergere proprio a Napoli esperti e realtà da tutto il mondo impegnate a promuovere la strategia rifiuti zero.
Questo evento si configura della massima importanza non solo per la Regione Campania ma per tutti gli amministratori che nel nostro Paese hanno a cuore il benessere delle loro Comunità ed il futuro del nostro Pianeta. Infatti questo Forum consentirà un concreto scambio di esperienze ed un elevato livello di confronto e di approfondimento nel solco dell’innovazione e della concretezza.
La presenza dei Comuni e degli amministratori, in particolare, ci sembra soprattutto importante nella giornata di giovedì’ 19 perché tutta dedicata proprio alla socializzazione delle migliori esperienze amministrative relative alla messa in atto di politiche virtuose in campo ambientale volte in particolare a favorire successi importanti nel campo delle Raccolte Differenziate, del Riuso/Riciclaggio/Compostaggio e della Riduzione/prevenzione dei rifiuti.
Più in generale il FORUM consentirà una presa di contatto diretta delle problematiche inerenti il percorso di attuazione della strategia rifiuti zero in molte aree e città grandi e piccole del mondo cosi’ come da parte di importanti gruppi industriali e commerciali anch’essi impegnati a promuovere importanti ed anche economicamente vantaggiose esperienze di riduzione degli scarti e/o di riciclo totale degli stessi.
Un’opportunità utile non solo per Napoli e per la Campania martoriate da decenni di criminale traffico di rifiuti tossici e dove la cosiddetta “emergenza rifiuti” è niente affatto risolta che potranno usufruire di proposte specifiche alternative alla disseminazione di inceneritori e discariche, ma anche per il nostro Paese nel suo insieme. Infatti in tutta Italia, grazie ad esperienze positive che riguardano ormai tutte le aree geografiche, stanno crescendo la consapevolezza ed il “know-how” in grado di fornire una risposta non inquinante e vantaggiosa per l’economia e per l’occupazione al problema rifiuti.
Le “pratiche virtuose” una volta attuate non solo a livello locale alimentano “stili di vita” alternativi ad uno sterile ed insostenibile consumismo ma incoraggiano e spingono anche le stesse produzioni industriali di beni e merci ad assumere maggiore responsabilità verso problematiche sanitarie ed ambientali.
Ed è proprio la responsabilità lo strumento principale che ci deve guidare per costruire un futuro sostenibile attento anche ai “diritti” delle generazioni a venire.
(procida.blogolandia.it)
Scarica l’appello
Per informazioni: http://www.comune.capannori.lu.it
Per registrarsi al meeting di Napoli: http://www.ambientefuturo.org – \n ambientefuturo@interfree.it

Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento – Rieti

 

 
COORDINAMENTO PROVINCIALE RIFIUTI ZERO RIETI
Rete Rifiuti Lazio – Rete nazionale Rifiuti Zero   

RIETI RIFIUTA 

Rieti, 1 dicembre 2008

Borse realizzate con stoffe riciclate donate al sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, all’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, ed al presidente della Provincia di Rieti e dell’Upi, Fabio Melilli, a testimonianza delle buone pratiche e delle strategie adottabili dalla politica in grado di portare il territorio reatino verso “Rifiuti Zero”.

Questo il senso dell’iniziativa promossa questa mattina a Rieti dal Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti, che aderisce alla Rete Regionale Rifiuti del Lazio e alla Rete Nazionale Rifiuti Zero, in occasione della Giornata Mondiale contro gli Sprechi e l’Incenerimento.A donare le borse agli amministratori locali una delegazione del Coordinamento, composta da singoli cittadini da e da rappresentanti delle associazioni Postribu’, Fidapa (Federazione Italiana Donne Arte professione Affari), Cittadinanzattiva, European Consumers, Caritas di Vazia, Associazione Germogli, Adiconsum in contemporanea a quanto la Rete Regionale Rifiuti del Lazio ha fatto col Sindaco di Roma, il Presidente della Provincia di Roma e il Presidente della Regione Lazio, per consegnare un omaggio realizzato con materiali di recupero.

 

Agli amministratori reatini la delegazione del Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Rieti ha consegnato anche documentazione in merito alle seguenti proposte operative in grado di portare a “Rifiuti Zero”:

 

1.         Chiediamo di istituire un TAVOLO TECNICO alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, sindacali ed economici coinvolti nonché di rappresentanti dei cittadini e delle associazioni, in cui si discuta della possibilità di correggere alcune parti della strategia adottata nel Piano provinciale dei rifiuti. Quello che noi proponiamo è un’altra soluzione, articolata in più azioni coordinate tra loro, che consentirebbe di fare a meno dell’impianto progettato da ASM e destinato alla realizzazione di Fos e Cdr, ossia combustibile da rifiuti per alimentare impianti di incenerimento antieconomici e dannosi per la salute.

2.         Proponiamo ai Comuni della provincia di annullare tutti gli affidamenti diretti e dunque illegittimi ad SPA (sia pubbliche che private) e, al Comune di Rieti, di ripubblicizzare ASM Rieti SpA, assumendo nuovo personale e aumentando le garanzie dei lavoratori.

3.         Proponiamo, accanto alla rete delle isole ecologiche già pianificata e da implementare il più possibile, la realizzazione sul territorio provinciale di piccoli impianti diffusi di compostaggio che hanno iter autorizzativi più snelli e consentono un maggiore controllo dei flussi dell’organico (producendo un compost di qualità migliore da destinare sia all’agricoltura locale sia al mercato), con minori traffici di camion pesanti per le nostre strade rispetto ad impianti centralizzati.

4.         Chiediamo inoltre di avviare, di concerto con la Provincia di Viterbo, la costruzione di un impianto di trattamento a freddo, tipo quello di Vedelago in provincia di Treviso, per il recupero anche del materiale residuo di una differenziata spinta (almeno 60%).

 

Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero ha anche proposto una serie di progetti per la riduzione dei rifiuti:

·         GREEN PUBLIC PROCUREMENT

·         COMPOSTAGGIO DOMESTICO

·         ELIMINAZIONE ACQUE IN BOTTIGLIA E STOVIGLIAME USA E GETTA DI PLASTICA DALLE MENSE SCOLASTICHE E COMUNALI

·         DISTRIBUTORI Di LATTE ALLA SPINA

·         ECOSAGRE

·         INCENTIVI ALLE FAMIGLIE PER PANNOLINI RIUTILIZZABILI E LAVABILI

·         DISTRIBUTORI ALLA SPINA DEI DETERSIVI

·         GIORNATE PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

·         CREAZIONE DI UN CENTRO PER LO SCAMBIO ED IL RIUSO

 

In merito alle proposte ricevute, il sindaco di Rieti, Giuseppe Emili, si è impegnato alla presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Boncompagni, a convocare il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero insieme ai rappresentanti di Comune e Asm Rieti spa per discutere della problematica in merito alla quale il primo cittadino di Rieti si è detto “sensibile pur non conoscendo i dettagli tecnici“, mentre il presidente dell’Upi e della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, ha annunciato, oltre alla prossima partenza dei bandi per l’integrazione economica ai cassaintegrati che verranno impiegati dai Comuni per la raccolta ‘porta a porta’, che nel corso della prossima settimana si svolgerà un incontro con il presidente della Regione, Piero Marrazzo, per discutere del tema rifiuti ed in particolare delle risorse da destinare al territorio reatino, soprattutto a livello impiantistico e di attrezzature. Melilli ha dichiarato che “bisogna puntare a ridurre quella spesa corrente che spesso frena i Comuni nella fase di avvio di una raccolta differenziata ‘porta a porta’”. “Sono convinto in ogni caso – ha aggiunto – che una volta partiti i primi due o tre Comuni, tutti gli altri li seguiranno”.

 

 

 

 

 

 

 Info: coordrifiutizerorieti@gmail.com