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SOS L’Aquila chiama Italia …

Le contestazioni a L’Aquila per la visita di Berlusconi il 9 Novembre 2010

da guardare fino alla fine. e da notare il trattamento che ogni volta riceviamo.
e questa volta dal questore in persona che ha deciso di concentrarsi lui stesso sulle ragazze….

SOS L’AQUILA CHIAMA ITALIA
– 20 NOVEMBRE 2010 – ore 14.00 – L’AQUILA – MANIFESTAZIONE NAZIONALE

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16 ottobre Manifestazione nazionale Fiom – ROMA

12-17 ottobre
giornate di azione globale

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16 ottobre
manifestazione nazionale FIOM

Dal 12 al 17 ottobre “Minga Globale” per la giustizia ambientale e sociale

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“Azioni in comune”, come dicono i popoli originari, per la difesa dei beni comuni, della Democrazia e della Madre Terra. La Rigas – rete italiana per la giustizia ambientale e sociale, dal 12 al 17 ottobre promuove in Italia iniziative, conferenze, mobilitazioni e incontri. Continua a leggere 16 ottobre Manifestazione nazionale Fiom – ROMA

ROMA 25.09.2010 – CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE

fonte: http://roma25settembre.wordpress.com/

ROMA – SABATO 25 SETTEMBRE 2010
CORTEO NAZIONALE CONTRO LA VIVISEZIONE
Ore 15.00 – Piazza della Re
pubblica – ROMA

Per chiudere Green Hill e tutti gli allevamenti di animali destinati ai laboratori


Milioni di animali ogni anno vengono torturati nei laboratori di vivisezione, sottoposti ad esperimenti crudeli, sfigurati, ingabbiati, incatenati, legati aitavoli operatori, avvelenati e lasciati soffrire e morire. Questa è la ricerca medico-scientifica portata avanti dai baroni della medicina, finanziata e avvallata dal governo. Una ricerca che prevede lo sterminio di un milione di esseri viventi nella sola Italia, ogni singolo anno. Giorno dopo giorno, agonia dopo agonia.

Questi esseri viventi sono prodotti su scala industriale dentro allevamenti specializzati, cresciuti in condizioni asettiche e creati come oggetti su cui accanirsi nella ricerca di non si sa quale soluzione ai mali che noi stessi umani abbiamo provocato.

Green Hill di Montichiari è l’unico allevamento di cani “da laboratorio” rimasto in Italia, uno dei più grandi d’Europa. Da Montichiari mensilmente 250 cuccioli di beagle vengono spediti verso l’inferno dei laboratori farmaceutici di tutta Europa, per il profitto di una multinazionale della sofferenza che gestisce questo lager, l’americana Marshall Farm Inc.

Si tratta a tutti gli effetti di una fabbrica, dove questi animali non vedono la luce del sole, non toccano erba, non respirano aria naturale. Capannoni in cui sono stipati 2500 individui in attesa di un destino atroce.

La chiusura di un lager come Green Hill è un imperativo che ha portato migliaia di persone a battersi in prima persona e scendere in piazza, per dire NO alla vivisezione e NO alla tortura. Avere fermato i folli piani di espansione di questo allevamento, che prevedevano la costruzione di altri cinque capannoni sotterranei in cui imprigionare ulteriori 2500 cani, è stato un primo grande successo, l’inizio di un cammino in cui molte persone hanno finalmente scoperto di avere dentro di sé le potenzialità di fare la differenza ed essere parte di un cambiamento. Fermare i loro affari, smascherare chi ha legami con questo luogo di sofferenza, aprire gli occhi sullo scottante problema della vivisezione, tenuto troppo a lungo nascosto, sono gli attuali obiettivi della campagna “Salviamo i cani di Green Hill”.

La lotta contro Green Hill sta assumendo sempre più importanza e valore simbolico dal momento in cui non ci troviamo solamente noi contro di loro. Non ci siamo infatti rinchiusi a Montichiari per una lotta ai ferri corti, ma stiamo allargando il cerchio delle responsabilità di questa ignobile situazione, andando sempre più in alto, laddove qualcuno si arroga il potere di decidere delle sorti e delle vite di milioni di esseri viventi. E proprio da queste persone vogliamo andare il 25 settembre con un corteo che ha una valenza storica significativa.

La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill. Adesso l’ultima parola spetta al Ministero. Lo stesso Ministero che ogni anno autorizza esperimenti e decreta la morte degli animali, che autorizza sul territorio italiano la presenza di multinazionali della sofferenza che allevano animali per il solo e unico scopo di farli torturare a morte.

Qualcosa si smuove e il problema sta diventando tangibile anche per loro, che stanno attendendo le nostre mosse.

Sabato 25 settembre dobbiamo essere di nuovo in tanti, tantissimi, questa volta con l’intenzione di arrivare fino al Ministero.
. Manifesteremo per far sentire la voce di chi è rinchiuso in una gabbia o in un laboratorio, per pretendere la chiusura di Green Hill e di tutti gli allevamenti, per dire NO alla vivisezione, per far vedere che non siamo più disposti ad attendere oltre. Per cambiare finalmente qualcosa!

APPUNTAMENTO:

SABATO 25 settembre – Ore 15.00 – Piazza della Repubblica – ROMA

NON MANCARE!

Sono previsti pullman da diverse città del nord e del sud.

Manifestazione Nazionale Antirazzista – Roma 17 Ottobre

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo. Continua a leggere Manifestazione Nazionale Antirazzista – Roma 17 Ottobre

Raid contro il capodanno Bangla Botte, insulti e sprangate. E corteo

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Il Capodanno della comunità bengalese di Roma doveva cominciare sabato sera a Villa Gordiani, un parco nella periferia della Capitale. Quella di venerdì doveva essere l’ultima sera passata a montare stand e mettere a punto gli ultimi preparativi, come accade ogni anno.
Ma cinque bengalesi che si trovavano nel parco a far sì che la festa fosse organizzata nel modo migliore possibile sono stati aggrediti da una ventina di ragazzi tra i 20 e i 25 anni, armati di spranghe e bastoni di ferro.
Un raid razzista, un assalto squadrista contro cinque persone inermi. Ora la Digos indaga per capire chi ha tentato di cancellare l’integrazione in un quartiere che, già due anni fa, aveva conosciuto l’episodio xenofobo al Pigneto quando fu distrutto un negozio di immigrati.
Uno di loro, Kalu, 35 anni, stava dormendo nel furgone quando, racconta, è stato svegliato «da violenti colpi di bastone contro il furgone che hanno fracassato i vetri. C’erano queste voci che ci insultavano, che dicevano ‘ma che è questo capodanno bengalese? Bastardi, andate via. Ho avuto tanta paura».
Ad avere la peggio è stato Mohammed Munshi, 34 anni, ferito a calci e pugni e finito in ospedale.
Gli aggressori, secondo il racconto delle vittime, sarebbero giovani italiani tra i 20 e i 25 anni di età. «Avevamo chiesto al municipio se potevano organizzare la vigilanza, visto che c’era materiale in allestimento. Non ci hanno neppure risposto e abbiamo dovuto fare da noi», aggiungono i bengalesi.

VIA DA CENTOCELLE – Negli anni passati la festa si era svolta al Parco di Centocelle ma che per motivi di sicurezza, in questa edizione, è stata spostata al parco di Villa Gordiani, «decisione non nostra – spiega il presidente del VI Municipio Giammarco Palmieri (Pd) ma del Campidoglio».
Il portavoce della associazione bengalese Dhumchatu, Bachcu, ha ricordato che «erano quattro mesi che discutevano con l’amministrazione perchè temevamo problemi, ed ecco che i problemi ci sono stati.
L’amministrazione non voleva questa festa: a Centocelle ci ha sgomberato la forza pubblica, qui invece ci hanno provato a sgomberare con questo raid».
L’accordo per organizzare il Capodanno a Villa Gordiani era stato trovato nella mattinata di venerdì dopo che giovedì scorso il Dhuumcatu, insieme ad alcuni comitati di base, aveva occupato simbolicamente il Parco archeologico di Centocelle per chiedere al Comune di poterlo utilizzare per la festa. «Alla fine abbiamo convenuto che il parco non era a norma e abbiamo accettato di andare a Villa Gordiani – spiegano ancora – peraltro, ieri mattina, mentre alcuni ragazzi bengalesi portavano via il nostro materiale dal Parco di Centocelle, sono stati fermati e identificati dai vigili urbani che hanno cominciato a dire loro che erano clandestini, che ora ciò è un reato e poi l’hanno portati al commissariato.
Un atteggiamento assolutamente non condivisibile perché, oltre ad impaurire delle persone che non stavano facendo nulla di male, appariva come una vera e propria minaccia dal momento che il reato di clandestinità, in Italia, non è ancora stato introdotto».
La festa del capodanno Bangla era in programma da domenica 24 maggio a domenica 31 maggio nel parco di Villa Gordiani in via Prenestina 341. Tutti i giorni spettacoli di musica e danze tradizionali, stand di artigianato e bigiotteria indiana, tessuti e cucina sud-asiatica. Il programma completo è consultabile sul sito www.dhuumcatu.org.

fonte: Corriere della Sera

Comitato Sabino di Solidarietà con il popolo palestinese

16.01.09

Comunichiamo che si è costituito un comitato sabino di solidarietà col popolo palestinese. Il comitato è rigorosamente A-PARTITICO ed è costituito nel pieno e totale rispetto dei principi enunciati nella dichiarazione universale dei diritti umani, pertanto rifiuta ogni posizione improntata a razzismo, antisemitismo, islamofobia e integralismo religioso di qualsivoglia specie.
Domani, 17 gennaio, il comitato parteciperà alla manifestazione nazionale contro la strage di Gaza e il reiterarsi delle stragi e delle violazioni dei diritti umani in M.O. Abbiamo scelto di partecipare alla manifestazione di Roma pur essendo idealmente vicini all’analoga manifestazione di Assisi e ritenendo che l’una sia integrazione dell’altra, pertanto invitiamo chi non va ad Assisi ma vuole ugualmente MANIFESTARE CONTRO LE STRAGI, a venire a PIAZZA VITTORIO (vicino alla stazione Termini) alle 15,30. Ci troveremo di fronte a MAS (angolo via dello Statuto/piazza Vittorio) dietro lo striscione “COMITATO SABINO PER LA PALESTINA”.
Vogliamo che Rieti e la provincia reatina si facciano vedere e facciano sentire la propria voce testimoniando il proprio NO ALLA VIOLAZIONE DI DIRITTI E ALLA DISTRUZIONE DI VITE CHE MOLTIPLICANO L’ODIO E ALLONTANO LA PACE.
Sappiamo tutti che il futuro di Israele, il suo bene e la sua sicurezza sono legati a doppio filo col riconoscimento e il rispetto dei diritti palestinesi troppo a lungo sacrificati ad interessi interni ed esterni alla regione mediorientale, e in questo momento riteniamo necessario gridare forte “SIAMO TUTTI PALESTINESI” e per questo chiediamo di lasciare da parte le bandiere di partito e di sventolare solo kefiah o bandiere palestinesi.
Vi aspettiamo alle 15,30 a Piazza Vittorio.

Comitato sabino per la Palestina

p.s.
Per informazioni potete rispondere a questo indirizzo: cspalestina@libero.it o partecipare alla riunione che faremo nei diversi Comuni, a partire da quella di domenica prossima a Forano.

PALESTINA, DIFENDERE LA PACE SIGNIFICA PROTEGGERE GIUSTIZIA E VERITA’

Le associazioni reatine Postribu’, Germogli e Atlandide invitano a partecipare
alla manifestazione in programma domani 17 gennaio 2009 a Roma
 
Anche le associazioni Postribù, Germogli ed Atlantide saranno presenti alla manifestazione organizzata dal Forum Palestina a Roma, in partenza domani alle 15,30 da Piazza Vittorio, per chiedere l’interruzione immediata delle operazioni militari a Gaza, il rispetto da parte di Israele delle Risoluzioni Onu e la ripresa del processo di pace.
Questo perché crediamo che difendere la Pace significhi proteggere giustizia e verità.  La giustizia, negata ai palestinesi in quarant’anni di occupazione, implica che Israele rispetti il diritto internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite ed i vincoli del diritto umanitario sanciti dalla IV Convenzione di Ginevra.
La verità necessita il rifiuto della pratica disonesta e immorale che mette le parti del conflitto allo stesso livello, occupante con occupato, aggressore con aggredito. La verità implica la ferma denuncia delle condizioni disumane ed insostenibili vissute dalla popolazione di Gaza in questi 16 giorni di guerra, ma già stremate da due anni di assedio militare ed embargo economico. La verità è che la sicurezza di Israele dipende dalla libertà della popolazione palestinese.
L’esercito israeliano sta invece commettendo un massacro a Gaza, che ha provocato fino ad ora la morte di oltre mille persone ed il ferimento di migliaia, oltre che la distruzione di interi quartieri e pesantissimi danneggiamenti ad infrastrutture educative, sanitarie, religiose, trasformando la striscia di Gaza da prigione a cielo aperto ad un cumulo di macerie. Non è un tale massacro che può fermare il lancio di missili da parte di Hamas su Israele, ma solo il dialogo tra le parti sulla base di un serio negoziato politico.
Di fronte a questa realtà la società civile intende reagire con forza per denunciare e sanzionare crimini di guerra come i bombardamenti indiscriminati, l’uccisione deliberata di civili, l’uso di armi chimiche e non convenzionali. Una situazione che sta portando anche numerosi pacifisti israeliani a rifiutare di arruolarsi (vedi link: http://www.webmov.org/wpress/2009/01/14/pacifisti-israeliani-si-rifiutano-di-arruolarsi-per-combattere-a-gaza). Non possiamo rimanere in silenzio davanti alla complicità dei nostri governi e dell’Unione Europea che, invece di vincolare Israele al rispetto del diritto e di chiamarlo a rispondere dei propri crimini davanti ai tribunali internazionali, rafforzano le proprie relazioni sottoscrivendo nuovi accordi commerciali ed economici. Questo mentre si segnalano le poche ferme prese di posizione come quella del presidente della Bolivia, Evo Morales, che ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele.
Crediamo fermamente che queste scelte ostacolino una pace giusta nella regione, nel rispetto dei principi democratici e dei diritti umani.
Per queste ragioni ci rivolgiamo ai governi nazionali e all’Unione Europea affinchè:
– Esigano l’immediata interruzione delle operazioni militari a Gaza
– Vincolino Israele al rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU, pena la sospensione di tutti gli accordi militari, commerciali e di cooperazione
– Si impegnino a lavorare per la costruzione di una pace vera e giusta in Medioriente, legittimando e promuovendo il negoziato con tutte le parti coinvolte
– Esigano dai mezzi pubblici di informazione una copertura non reticente e menzognera dei fatti relativi al conflitto
Come società civile, sosteniamo l’opzione della resistenza popolare nonviolenta all’occupazione. E’ necessario moltiplicare iniziative come quelle del Free Gaza Movement con le sue navi che salpano verso Gaza, che associano il soccorso umanitario alla sfida nonviolenta dell’assedio da parte di osservatori dei diritti umani, politici e giornalisti. (www.freegaza.org).
Ci uniamo alla manifestazione nazionale convocata dalle comunità palestinesi italiane a Roma, il 17 gennaio 2008, con concentramento in Piazza Vittorio alle 15.30.
 
 
 
Info: post.tribu@gmail.com;
inform@associazionegermogli.it
atlantide-rieti@googlegroups.com