Archivi tag: palestina

No alle bollicine di Sodastream

L’acqua è limpida… gli affari di Sodastream NO!

 

Sodastream, ditta israeliana che produce gasatori per l’acqua di rubinetto, spacciati per prodotti “eco-chic”, nasconde una brutta verità: il suo principale impianto di produzione si trova in un insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati.

Sodastream punta sul mercato italiano con campagne pubblicitarie milionarie.

Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia! 

Firma la lettera, NO alle bollicine di Sodastream:

http://stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/273-sodastream.html

Bombardamenti su Gaza, il nostro regalo di Natale

fonte: http://www.palestinamezzalunarossa.org/

PER NON DIMENTICARE GAZA – A DUE ANNI DAL MASSACRO DI PIOMBO FUSO, ISRAELE BOMBARDA DI NUOVO

DEMOCRATICI DI TUTTO IL MONDO
lo sapete che il terrore che viaggia sugli F16 ha nuovamente svegliato i bambini scampati al fosforo bianco?

DEMOCRATICI DI TUTTO IL MONDO
Lo sapete che il 10 dicembre si è conclusa l’esercitazione “VEGA 2010” in cui gli STORMI ITALIANI (di Grosseto, di Trapani, di Piacenza, di Pisa, di Foggia, Treviso e Cagliari) e quelli ISRAELIANI e NATO si sono esercitati insieme con grande dispendio economico prelevando i fondi dalle nostre tasse e dai tagli ai servizi e alla cultura? Continua a leggere Bombardamenti su Gaza, il nostro regalo di Natale

Venerdi 9 luglio Giornata internazionale della campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) verso Israele

guarda l’appello della campagna internazionale BDS (in inglese)

http://stopthewall.org/worldwideactivism/2276.shtml?utm_source=MailingList&utm_medium=email&utm_content=Regular+Update+%235+2010

In tutta le città italiane organizzate iniziative BDS per assediare l’occupazione e l’apartheid israeliana contro i palestinesi

Israele attacca le navi della pace. 19 vittime tra i civili

comunicato stampa

1 giugno 2010
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RIETI
PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI CON SIT-IN IN PIAZZA DEL COMUNE  CON RICHIESTA DI INTERRUZIONE DEI RAPPORTI DIPLOMATICI DA RIFERIRE DA PARTE DEL PREFETTO AL GOVERNO ITALIANO CHE RAPPRESENTA.

Assalto israeliano a flotta pro Palestina, 19 morti

Hamas invoca intifada contro ambasciate. Frattini: deploro l’uccisione dei civili

Nell’arrembaggio della flottiglia di organizzazioni filopalestinesi da parte della marina israeliana sono morti 19 attivisti e ne sono rimasti feriti altri 26, uno dei quali sarebbe in fin di vita. Lo ha riferito la Tv privata israeliana Canale 10 precisando che sono rimasti feriti anche dieci soldati israeliani, due dei quali in modo grave. Secondo la stessa emittente inoltre lo sceicco Read Salah, leader dell’ala più radicale del movimento islamico israeliano che si trovava tra i passeggeri della flottiglia, non sarebbe tra le vittime. Intanto la prima delle sei imbarcazioni della flottiglia ha raggiunto il porto di Ashdod, sotto scorta di unità navali israeliane. Continua a leggere Assalto israeliano a flotta pro Palestina, 19 morti

FALSO E MANIPOLAZIONE ATTRAVERSANO IL FILM LEBANON PREMIATO A VENEZIA.

A quanto potrete leggere nell’allegato sul film “Lebanon” aggiungiamo una foto. Spesso si sente dire che  la civiltà di un paese si misura anche dalle condizioni  delle carceri.  Quella che vedete in foto è solo una piccola dimostrazione, NON la più cruenta, di come Israele intendesse la civiltà in una prigione costruita durante l’occupazione del Libano.

Comitato sabino per la Palestina

prigione di El Khiam

LE MENZOGNE DI LEBANON Continua a leggere FALSO E MANIPOLAZIONE ATTRAVERSANO IL FILM LEBANON PREMIATO A VENEZIA.

Israele nega l’acqua ai palestinesi

La sete di Gaza, Amnesty: Israele nega l’acqua ai palestinesi

http://www.unita.it/news/mondo/90371/la_sete_di_gaza_amnesty_israele_nega_lacqua_ai_palestinesi

Gaza ha sete. Non è un problema di oggi, ma l’emergenza sta diventando insostenibile. Lo denunciano le Nazioni Unite ed Amnesty International. Il sistema idrico di Gaza “rischia il collasso”, dopo decenni di incuria, di mancati investimenti a fronte di un uso sempre più intensivo delle poche risorse disponibili. Continua a leggere Israele nega l’acqua ai palestinesi

Raccolta per la Palestina

L’Associazione Culturale Germogli
promotrice del progetto “Dalla Sabina, terra di olivi alla Palestina, terra di olivi e disperazione”

progetto di solidarietà e di diffusione della storia e della cultura palestinese,

in occasione della visita di un gruppo di volontari ai campi profughi di Sabra, Chatila, Burj El Chamali,Naher El Bared e Beddawi ,

promuove una raccolta di materiale scolastico per i bambini palestinesi i quali, per le materiali condizioni in cui si trovano a vivere, sono privati anche della possibilità di frequentare adeguatamente la scuola. Continua a leggere Raccolta per la Palestina

Gerusalemme: «Re David abitava qui», sfrattati 1.500 palestinesi

GERUSALEMME – da Il Manifesto – Un progetto di parco archeologico gestito da coloni israeliani spianerebbe 80 edifici di Bustan – Spazzare via decine di case arabe per fare spazio, ai piedi delle mura antiche di Gerusalemme, al parco archeologico della «Città di Davide» amministrato dai coloni israeliani.

E’ questo, denunciano i palestinesi, il vero obiettivo dell’ordine di demolizione per 80 edifici palestinesi (abitati da 1.500 persone) del rione di Bustan (Silwan), reso pubblico nei giorni scorsi dal Comune di Gerusalemme. Si tratta del più ampio progetto di demolizione di abitazioni civili nella zona araba di Gerusalemme dall’inizio dell’occupazione nel 1967. Gran parte delle abitazioni minacciate di distruzione sono effettivamente prive dei permessi ma le mire dell’estrema destra israeliana e dei coloni in quella zona di Gerusalemme indicano che l’intenzione non è quella di porre termine agli abusi edilizi. «Molti di noi sono stati presi dal panico quando domenica scorsa hanno visto i tecnici del comune entrare nel nostro quartiere ed effettuare strane misurazioni. Poi sono state annunciate le demolizioni e ora quasi 1.500 persone rischiano di perdere tutto ciò che posseggono», ha raccontato Fakri Abu Diab, del «Comitato per la difesa di Silwan». Il «Parco archeologico di re David» non è progetto nuovo, così come le demolizioni, annunciate per la prima volta nel 2005 e poi congelate di fronte alle critiche internazionali.

A finanziarlo è la società Elad, «impresa immobiliare» vicina al movimento dei coloni impegnata ad acquisire (in ogni modo) il maggior numero di abitazioni a Silwan, un quartiere palestinese densamente popolato (oltre 40mila abitanti). Lo scopo è quello di riprendere il controllo – dopo 3mila anni – di un’area che, secondo la tradizione biblica, ospitò re David, e dove sono situati il Tunnel di Hezekiah, la Piscina di Siloam, la Sorgente di Gihon e il condotto di Warren usato da Joab per penetrare all’interno di Gerusalemme. Luoghi suggestivi citati a ripetizione dalle guide della Elad per giustificare, agli occhi dei turisti, la «riconquista» di Silwan.

A sostenere l’impresa dei coloni contribuisce anche l’archeologa Eilat Mazar, al lavoro da anni in quell’area, secondo la quale i reperti confermano, «senza ombra di dubbio», che re David aveva realmente il suo palazzo a Silwan. Una tesi che lascia freddi altri esperti israeliani come il professor Rafi Greenberg, dell’Università di Tel Aviv, che negli anni ’70 aveva scavato nell’area del parco archeologico. Nel 1998 la stessa Università Ebraica di Gerusalemme si era rivolta alla Corte Suprema per bloccare la Elad. Ma i coloni vanno avanti, sostenuti dal Comune, preoccupato di «far rispettare il piano regolatore».

L’annuncio delle demolizioni non ha scosso la determinazione delle famiglie palestinesi di opporsi alle ruspe. Sabato è prevista una giornata di mobilitazione a Silwan alla quale parteciperanno non solo gli abitanti ma anche gli attivisti israeliani che si battono contro la demolizione di case arabe a Gerusalemme.

di Michele Giorgio, su Il Manifesto del 25.02.2009

E Gaza?

E GAZA ?????

Già il 19 gennaio, dopo una “tregua” di poche ore, mentre gli Israeliani occupano ancora Gaza tenendola nella morsa dell’assedio, tutto sembra ormai dimenticato dai media.


Pochi accenni, riguardanti quasi esclusivamente le attività diplomatiche dei grandi della Terra e sui Palestinesi, dopo aver indicato delle cifre impressionanti ( più di 1.300 morti di cui circa 450 bambini e minorenni, cifra che esclude le vittime non ancora estratte dalle macerie, 22.000 abitazioni distrutte, fra cui scuole ospedali, ministeri, ecc.), l’unico commento sentito in un telegiornale RAI è stato:
“ GAZA STA TORNANDO ALLA NORMALITÀ” e, col sorrisetto di chi ha solo tolto il dolce a un birichino da rieducare, “ORA CI PENSERANNO 2 VOLTE PRIMA DI LANCIARE UN RAZZO”.


Quanta disumanità, quanto cinismo, quanto servilismo servono per poter pronunciare certe indecenze?
Quanta faccia tosta per passare al “normale ordine del giorno”, con i problemi di Kakà e del Milan, come se non stesse succedendo nulla?
Come se i diritti umani di milioni di persone non continuassero ad essere calpestati?

Ma c’è di più: l’Italia si prepara a investire sulle macerie, e così gli Usa e così altri paesi che cureranno la propria recessione e proveranno a rimettere a posto il PIL sulle violazioni dei diritti umani e gli “effetti collaterali” delle bombe e dei carri armati.


Comitato sabino per la Palestina

cspalestina@libero.it

Comitato Sabino di Solidarietà con il popolo palestinese

16.01.09

Comunichiamo che si è costituito un comitato sabino di solidarietà col popolo palestinese. Il comitato è rigorosamente A-PARTITICO ed è costituito nel pieno e totale rispetto dei principi enunciati nella dichiarazione universale dei diritti umani, pertanto rifiuta ogni posizione improntata a razzismo, antisemitismo, islamofobia e integralismo religioso di qualsivoglia specie.
Domani, 17 gennaio, il comitato parteciperà alla manifestazione nazionale contro la strage di Gaza e il reiterarsi delle stragi e delle violazioni dei diritti umani in M.O. Abbiamo scelto di partecipare alla manifestazione di Roma pur essendo idealmente vicini all’analoga manifestazione di Assisi e ritenendo che l’una sia integrazione dell’altra, pertanto invitiamo chi non va ad Assisi ma vuole ugualmente MANIFESTARE CONTRO LE STRAGI, a venire a PIAZZA VITTORIO (vicino alla stazione Termini) alle 15,30. Ci troveremo di fronte a MAS (angolo via dello Statuto/piazza Vittorio) dietro lo striscione “COMITATO SABINO PER LA PALESTINA”.
Vogliamo che Rieti e la provincia reatina si facciano vedere e facciano sentire la propria voce testimoniando il proprio NO ALLA VIOLAZIONE DI DIRITTI E ALLA DISTRUZIONE DI VITE CHE MOLTIPLICANO L’ODIO E ALLONTANO LA PACE.
Sappiamo tutti che il futuro di Israele, il suo bene e la sua sicurezza sono legati a doppio filo col riconoscimento e il rispetto dei diritti palestinesi troppo a lungo sacrificati ad interessi interni ed esterni alla regione mediorientale, e in questo momento riteniamo necessario gridare forte “SIAMO TUTTI PALESTINESI” e per questo chiediamo di lasciare da parte le bandiere di partito e di sventolare solo kefiah o bandiere palestinesi.
Vi aspettiamo alle 15,30 a Piazza Vittorio.

Comitato sabino per la Palestina

p.s.
Per informazioni potete rispondere a questo indirizzo: cspalestina@libero.it o partecipare alla riunione che faremo nei diversi Comuni, a partire da quella di domenica prossima a Forano.

PALESTINA, DIFENDERE LA PACE SIGNIFICA PROTEGGERE GIUSTIZIA E VERITA’

Le associazioni reatine Postribu’, Germogli e Atlandide invitano a partecipare
alla manifestazione in programma domani 17 gennaio 2009 a Roma
 
Anche le associazioni Postribù, Germogli ed Atlantide saranno presenti alla manifestazione organizzata dal Forum Palestina a Roma, in partenza domani alle 15,30 da Piazza Vittorio, per chiedere l’interruzione immediata delle operazioni militari a Gaza, il rispetto da parte di Israele delle Risoluzioni Onu e la ripresa del processo di pace.
Questo perché crediamo che difendere la Pace significhi proteggere giustizia e verità.  La giustizia, negata ai palestinesi in quarant’anni di occupazione, implica che Israele rispetti il diritto internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite ed i vincoli del diritto umanitario sanciti dalla IV Convenzione di Ginevra.
La verità necessita il rifiuto della pratica disonesta e immorale che mette le parti del conflitto allo stesso livello, occupante con occupato, aggressore con aggredito. La verità implica la ferma denuncia delle condizioni disumane ed insostenibili vissute dalla popolazione di Gaza in questi 16 giorni di guerra, ma già stremate da due anni di assedio militare ed embargo economico. La verità è che la sicurezza di Israele dipende dalla libertà della popolazione palestinese.
L’esercito israeliano sta invece commettendo un massacro a Gaza, che ha provocato fino ad ora la morte di oltre mille persone ed il ferimento di migliaia, oltre che la distruzione di interi quartieri e pesantissimi danneggiamenti ad infrastrutture educative, sanitarie, religiose, trasformando la striscia di Gaza da prigione a cielo aperto ad un cumulo di macerie. Non è un tale massacro che può fermare il lancio di missili da parte di Hamas su Israele, ma solo il dialogo tra le parti sulla base di un serio negoziato politico.
Di fronte a questa realtà la società civile intende reagire con forza per denunciare e sanzionare crimini di guerra come i bombardamenti indiscriminati, l’uccisione deliberata di civili, l’uso di armi chimiche e non convenzionali. Una situazione che sta portando anche numerosi pacifisti israeliani a rifiutare di arruolarsi (vedi link: http://www.webmov.org/wpress/2009/01/14/pacifisti-israeliani-si-rifiutano-di-arruolarsi-per-combattere-a-gaza). Non possiamo rimanere in silenzio davanti alla complicità dei nostri governi e dell’Unione Europea che, invece di vincolare Israele al rispetto del diritto e di chiamarlo a rispondere dei propri crimini davanti ai tribunali internazionali, rafforzano le proprie relazioni sottoscrivendo nuovi accordi commerciali ed economici. Questo mentre si segnalano le poche ferme prese di posizione come quella del presidente della Bolivia, Evo Morales, che ha interrotto le relazioni diplomatiche con Israele.
Crediamo fermamente che queste scelte ostacolino una pace giusta nella regione, nel rispetto dei principi democratici e dei diritti umani.
Per queste ragioni ci rivolgiamo ai governi nazionali e all’Unione Europea affinchè:
– Esigano l’immediata interruzione delle operazioni militari a Gaza
– Vincolino Israele al rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni dell’ONU, pena la sospensione di tutti gli accordi militari, commerciali e di cooperazione
– Si impegnino a lavorare per la costruzione di una pace vera e giusta in Medioriente, legittimando e promuovendo il negoziato con tutte le parti coinvolte
– Esigano dai mezzi pubblici di informazione una copertura non reticente e menzognera dei fatti relativi al conflitto
Come società civile, sosteniamo l’opzione della resistenza popolare nonviolenta all’occupazione. E’ necessario moltiplicare iniziative come quelle del Free Gaza Movement con le sue navi che salpano verso Gaza, che associano il soccorso umanitario alla sfida nonviolenta dell’assedio da parte di osservatori dei diritti umani, politici e giornalisti. (www.freegaza.org).
Ci uniamo alla manifestazione nazionale convocata dalle comunità palestinesi italiane a Roma, il 17 gennaio 2008, con concentramento in Piazza Vittorio alle 15.30.
 
 
 
Info: post.tribu@gmail.com;
inform@associazionegermogli.it
atlantide-rieti@googlegroups.com

I complici del genocidio di Gaza

Il governo italiano e il Vaticano di nuovo complici di genocidio. Come tacevano e favorivano le deportazioni nazi-fasciste, così oggi di fatto considerano normale e inevitabile l’olocausto che da decenni si sta perpetrando nella Striscia di Gaza e in tutta la Palestina.

Infatti, è semplicemente disumano tapparsi le orecchie al grido di dolore per i bambini rimasti vittime dei bombardamenti israeliani lanciato dal Parroco di Gaza, il quale denuncia il crimine di guerra ed il silenzio generale di tutti gli stati, compreso quello Vaticano che addirittura dichiara: <<Hamas è prigioniero di una logica di odio. Israele di una logica di fiducia nella forza.>>; quando si dice la mistificazione del linguaggio. Ancora una volta lo Stato Italiano, per voce di Berlusconi e Frattini, consacra gli accordi per lo scambio di armamenti e per l’addestramento militare con uno Stato Terrorista, Israele, che viola ripetutamente le risoluzioni ONU che imporrebbero il ritiro dai territori occupati e la fine della costruzione del muro dell’Apartheid.

Ma la mistificazione è ancor più mediatica, intrisa di quel giornalismo da fronte di guerra e di morte che ormai pervade tv e giornali. Per questo il 29 dicembre le tre associazioni hanno partecipato al presidio degli studi RAI per chiedere un’informazione “pulita” e non macchiata dal sangue di tanti innocenti. Per questo e per condannare le complicità mediatiche con gli assassini di massa le tre associazioni hanno partecipato alla manifestazione di sabato 3 gennaio. Per questo chiediamo di rendere evidente la nostra denuncia, che i mass media ignorano e nascondono, esponendo una bandiera palestinese o una kefiah alle nostre finestre.

 

 

– Associazione Germogli

– Associazione Atlantide

– Associazione PosTribù