Archivi categoria: cemento

Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

da: http://www.notavtorino.org/

Appello URGENTE dalla Valsusa

Carissimi
la situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall’associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri. Il nuovo sindaco di Torino, Fassino, incontrerà domani Maroni sul problema TAV e gli chiederà “di fare i passi necessari per l’avvio del cantiere”. Continua a leggere Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Asi – Polo della Logistica di Passo Corese (Rieti)

video-reportage sulla cementificazione in sabina tratto dallo spettacolo teatrale “Come te posso amà”
di e con Andrea Maurizi e Valentina Piazza Teatro delle Condizioni Avverse
Musiche “Grazie Mario”
Video Raffaella Petroccione “il farfaraccio”

Basta con le ruspe, salviamo l’ Italia!

fonte: http://www.repubblica.it/

In 15 anni edificati tre milioni di ettari di territorio, l’equivalente di Lazio e Abruzzo messi insieme. E con il piano casa il processo ha avuto un’accelerazione. Appello per fermare lo scempio del paesaggio, prima che sia troppo tardi.

di CARLO PETRINI

Visto che in tv i plastici per raccontare i crimini più efferati sembrano diventati irrinunciabili, vorrei allora proporne uno di sicuro interesse: una riproduzione in scala dell’Italia, un’enorme scena del delitto. Le armi sono il cemento di capannoni, centri commerciali, speculazioni edilizie e molti impianti per produrre energia, rinnovabile e non; i moventi sono la stupidità e l’avidità; gli assassini tutti quelli che hanno responsabilità nel dire di sì; i complici coloro che non dicono di no; le vittime infine gli abitanti del nostro Paese, soprattutto quelli di domani. Continua a leggere Basta con le ruspe, salviamo l’ Italia!

Un’altra interdittiva antimafia per la Safab Spa. Questa volta l’Anas si adegua

fonte: http://www.antimafiaduemila.com/

di Vincenzo Angelini

Il copione sembra lo stesso dello scorso anno. Il 23 novembre 2010 dalla Prefettura di Roma è stata emessa un’interdittiva antimafia verso la nuova Safab Spa controllata al 100% dall’Mdc Srl dell’ex manager Michele De Capoa. Continua a leggere Un’altra interdittiva antimafia per la Safab Spa. Questa volta l’Anas si adegua

Grandi opere e politiche del trasporto devastano territorio, economia e società

autore: Anna Donati – 7 dicembre 2010

L’enorme spreco di risorse malamente destinate alle Grandi opere devastanti ma sempre incompiute, e le scelte di classe (soldi alle merci, tagli alle persone) nel finanziamento dei trasporti, raccontati in due articoli sul bel supplemento “Gasati” de il manifesto, 7 dicembre 2010

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La Ragnatela Safab sugli appalti pubblici

fonte: Antimafia Duemila

di Enzo Angelini – 7 dicembre 2010
“Non mi è mai capitata una cosa simile nella carriera di giudice”. Parole dell’ex magistrato Giovanni Losavio, 47 anni di carriera conclusi alla Corte di Cassazione, nonché ex presidente di Italia Nostra (autorevole Onlus che si occupa della difesa del patrimonio artistico e naturale del nostro Paese da oltre 50 anni. www.italianostra.org ndr.). La meraviglia riguarda l’ordinanza sospensione lavori e ripristino dei luoghi emessa dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio… …il 5 maggio scorso al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale Carabinieri di Roma e stazione di Antrodoco, che riposa in qualche cassetto, mentre lo scempio prosegue a danni dell’Abbazia di SS.Quirico e Giulitta in quel di Micigliano (Ri) e delle Gole del Velino che, sulle carte della Regione Lazio risulta area super tutelata. Continua a leggere La Ragnatela Safab sugli appalti pubblici

Alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme

Una nuova “TAV” made in Italy tra Gerusalemme e Tel Aviv.
A cura di Khaldoun
12 Novembre 2010

Israele si appresta a compiere un grande passo per modernizzare la sua rete di infrastrutture: una linea ad alta velocità tra Tel Aviv e Gerusalemme. Se tutto và secondo progetto dal 2016 la linea A1 permetterà ai cittadini dello stato che ama definirsi ebraico e
democratico di spostarsi tra le due pià grandi città dell´area in soli 28 minuti, contro i 90 necessari con la ferrovia attualmente in servizio. Continua a leggere Alta velocità Tel Aviv-Gerusalemme

Legambiente Bassa Sabina risponde ai promotori e sostenitori del Polo

LegambienteBisognerà urlare al vento perché comprendano la sostanza del nostro dissenso?Noi non vogliamo il Polo della Logistica di Passo corese perché riteniamo sia un progetto profondamente sbagliato e dannoso per il territorio sabino. Noi vogliamo sviluppo e lavoro per la Sabina e per tutti coloro che oggi il lavoro non hanno,  con interventi precisi, veri, responsabili tendenti alla valorizzazione delle risorse, ambientali, culturali ,umane, produttive della terra Sabina. Continua a leggere Legambiente Bassa Sabina risponde ai promotori e sostenitori del Polo

A Micigliano i lavori vanno avanti, a sei mesi dalla diffida della Soprintendenza

fonte: http://www.colarieti.it/archives/98

«Siamo gelosi custodi della nostra Abbazia, ma il progresso e la civiltà camminano su buone strade e un miglioramento della viabilità è senz’altro positivo». Sono le parole del sindaco di Micigliano, Francesco Nasponi, ed è un peccato che nell’era del digitale i cittadini di Micigliano non abbiamo potuto seguire la puntata di “Buongiorno regione”, andata in onda ieri (il 18 novembre, ndr) su Rai 3 in diretta dall’Abbazia dei Santi Quirico e Giulitta. Lo è perché a Micigliano – dove la tv di Stato non si vede ancora – gli abitanti del piccolo comune avrebbero potuto percepire, ascoltando le balbettanti parole del sindaco, quanto la spinosa vicenda del mega svincolo in costruzione ai piedi del paese lo preoccupi ancora.
Il servizio della Rai è servito a far conoscere la storia del millenario insediamento benedettino ma anche cosa accadrà in quei storici luoghi quando lo svincolo sarà completato. L’Abbazia, ristrutturata nel 2000 con i fondi del Giubileo (oltre 4 miliardi di lire), sarà soffocata dai piloni dell’enorme svincolo e così di quel suggestivo scorcio delle Gole del Velino resterà al massimo una cartolina. La Rai, stavolta, ha fatto il suo dovere riaccendendo i riflettori su una vicenda tutt’altro che chiusa e ricordando che su quel cantiere dell’Anas (appaltato alla Safab Spa per 46 milioni di euro) incombe – tuttora – una diffida con cui il 5 maggio scorso la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Lazio ha ordinato la “sospensione dei lavori” e il “ripristino dello stato dei luoghi”. Prosegui sul blog http://www.colarieti.it/archives/98

Passo Corese – Polo della Logistica – documento gravissimo

Riceviamo e trasmettiamo alcuni documenti ufficiali molto importanti, arrivati ieri da Passo Corese, che dimostrano come la variante del 2009 abbia silenziosamente raddoppiato la cubatura del Polo della Logistica di Passo Corese passando dalla cifra di 6 milioni di metri cubi ad oltre 10 milioni, con una devastazione ambientale che a questo punto ha dimensioni gigantesche e veramente difficili da immaginare Continua a leggere Passo Corese – Polo della Logistica – documento gravissimo

EcoMafie…. Micigliano e l’abbazia di S.Quirico

Abbazia SS.Quirico e Giulitta: «Scempio in atto!»

   
Il cantiere presso l'Abbazia dei SS. Quirico e Giulitta
Il cantiere presso l’Abbazia dei SS. Quirico e Giulitta
virgolette

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

dalla Redazione de “Il Giornale di Rieti”
martedì 6 luglio 2010

«Signor Presidente, chiedo il suo autorevole intervento per fermare nell’immediato lo scempio in atto in uno dei più importanti luoghi storici e paesaggistici della nostra Italia, là dove l’Abbazia benedettina dei SS. Quirico e Giulitta da oltre un millennio è sentinella alle Gole del Velino». È quanto si legge nella lettera aperta spedita al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano da Riccardo Massimiliano Menotti, dottore geologo e primo ricercatore IFAC – CNR nell’Area della ricerca di Firenze.

«La mano dell’uomo – si legge ancora – sta dando corpo a un mostro di cemento armato: un sovradimensionato e inutile svincolo stradale. Inserisco nel testo la foto, scattata il 1 luglio 2010, poiché credo che l’immagine sia più eloquente di qualsivoglia descrizione. Mi rivolgo a lei, signor Presidente, quale Garante della Costituzione, che all’Art. 9 recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”; mi sono permesso di citare l’articolo nella sua interezza unicamente per la particolare fattispecie della mia lettera».

«Signor Presidente, mi muove il voler credere che nessuno debba mai più scrivere “…La Repubblica tutela il paesaggio, lo so; ma poiché don Gaetano tutela la Repubblica…”. Signor Presidente, le chiedo di imporre la sospensione dei lavori, la revisione del progetto e il ripristino dello stato dei luoghi».

LE MANI SULLA CITTÀ

Scatenare gli «spiriti animali» della speculazione edilizia più forsennata e rozza per dare uno choc all’economia, un colpo alla burocrazia e un volano enorme all’edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica urbanistica dell’uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale balorda, hanno scelto per governare.

Si potranno aumentare del 20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione.
Si potranno demolire e ricostruire, con il 30% in più, gli edifici costruiti prima del 1989.
Tutto questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la certificazione di un tecnico.

Siamo alla follia.
Si cancellano non pochi decenni, ma alcuni secoli di tentativi di regolare un mercato (quello dell’utilizzazione del suolo a fini urbani) che, lasciato alla spontaneità, stava distruggendo le città e rendendone invivibili le condizioni per gli abitanti e le attività.

La regolamentazione del territorio nell’interesse collettivo non nasce nei paesi del socialismo reale, e neppure in quelli del welfare state, ma agli albori del XIX secolo nei paesi del capitalismo maturo. Arrivò più tardi nei paesi in cui le debolezza dell’imprenditoria moderna lasciava ampio spazio alla rendita, come l’Italia.
Qui la regolamentazione urbanistica venne introdotta, nell’epoca fascista, dopo un conflitto che vide, all’interno di quel mondo, la vittoria delle forze del profitto su quelle della rendita: fu nel 1942, quando la legge del fascista Gorla fu approvata contro le resistenze dei difensori del privilegio indiscriminato della proprietà privata.

Aumentare le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico delle reti dell’acqua e delle fogne, ridurre l’efficienza delle scuole, del verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell’aria e dell’acqua, ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza. Significa privilegiare, nell’economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell’innovazione dei sistemi produttivi, dell’utilizzazione delle risorse peculiari della nostra terra.

Non dimentichiamo che scatenare l’attività edilizia indiscriminata provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese.

Non è un caso che uno dei presidenti regionali che darà il via al provvedimento è quel Cappellacci, viceré della Sardegna in nome di Berlusconi, cui lo champagne di festeggiamento del trionfo elettorale fu offerto da quel tale che aspetta di costruire 300mila mc sulla necropoli punica di Tuvixeddu-Tuvumannu.

E riflettiamo sul fatto che affidare le decisioni delle demolizioni e ricostruzioni e degli ampliamenti edilizi al parere tecnico di professionisti pagati dagli stessi operatori immobiliari interessati significa sottrarre ogni decisione non a una parassitaria burocrazia, ma ai pareri di qualificati funzionari pubblici e alla possibilità dei cittadini di concorrere, mediante le procedure della pianificazione urbanistica e l’intervento diretto di partecipazione, alle scelte di trasformazione dei territori sui quali vivono.

Da quale palazzo o palazzetto della politica nascerà il segnale di una protesta che fermi la marcia verso la devastazione?

Da Il Manifesto  di Edoardo Salzano