Rieti – Cementificazione Selvaggia

CITTADINANZATTIVA E COMITATI DEI CITTADINI RICORRONO AL T.A.R. LAZIO  CONTRO CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA LOTTI 167 EDILIZIA POPOLARE RESIDENZIALE IV° DECENNIO

Su Rieti si é abbattuta  l’ennesima colata di cemento: oltre 600 alloggi in edilizia residenziale popolare (Legge 167) distribuiti in tre aree della città : zona residenziale di Campoloniano, Borgo/S.Antonio al Monte, Micioccoli. Diverse decine di  edifici che toglieranno altro verde ad una città, Rieti, che , incastonata in “catino” naturale di pochi chilometri quadrati, non può permettersi affatto il lusso di espandersi all’infinito, pena l’asfissia ambientale.

D’altra parte, come giustificare un incredibile sviluppo edilizio, pressoché pari al doppio dei volumi precedenti in poco più di trent’anni, contro un incremento di popolazione ben inferiore al 20% ( meno di 10 mila unità oltre le 40.000 precedenti).

Diverse colate di cemento sono oggi in corso, da Campoloniano a 4 Strade, da Case S. Benedetto  al bestione di Albergo, in fase di avanzata costruzione, che oscura già oggi la collina al lato della Salaria all’altezza del bivio per Fonte Cottorella; mentre altre si preparano : l’area dell’ex SNIA, la zona prospiciente il grande magazzino Perseo,  dove dovrebbero sorgere diversi edifici, con buona pace di un’area a verde pubblico attrezzato che avrebbe dovuto sorgere, proprio lì, secondo l’ancora vigente Piano regolatore urbanistico. Già oggi, il mercato immobiliare a Rieti è a dir poco “stagnante”. Innumerevoli gli alloggi invenduti, ma a Rieti si continua, stranamente, ad edificare all’infinito.

Perché ?
Da qui,  in relazione alla delibera in questione,  relativamente all’area contraddistinta “Campoloniano A” e “Borgo S. Antonio” per circa  800 vani, le risposte che i cittadini attendono  nel merito :

1) al quartiere BORGO S.ANTONIO: nella relazione tecnica allegata alla delibera n.41/2009 si legge che l’ampliamento del Piano di zona 167 è stato previsto in aree di proprietà comunale destinate a verde di rispetto (G2) nel vigente PRG ed in aree destinate a verde pubblico (F1) nel PRG adottato in violazione delle norme tecniche di attuazione.

Ed infatti nelle norme tecniche di attuazione al PRG adottato (depositate presso il Comune di Rieti in data 6.04.2002) all’articolo 41 si legge “..la sottozona  F1 è destinata a verde pubblico naturale o attrezzato comprendente i parchi pubblici …la sottozona F1 può essere oggetto di strumenti attuativi riguardanti singole aree o categorie omogenee come il parco termale della Cottorella, aree fluviali ecct.”

Nelle norme tecniche di attuazione al vigente PRG all’art.39 si legge “ nelle zone verdi di rispetto è vietato qualsiasi tipo di nuova costruzione e l’ampliamento di quelle esistenti”.

In violazione di quanto previsto dalle citate norme tecniche di attuazione la delibera consiliare sopra indicata prevede la realizzazione di 21.478,00 mq (35.000,00 mc fuori terra) suddivisi in 4 lotti per la realizzazione di 11.000,00 mq di superficie residenziale edificabile con edifici di 4 piani+1 (altezza massima: 15.50 m) per n.440 vani.

In proposito si ricorda che la legge 167 all’art.3 stabilisce che “le aree comprese nel piano di zona sono comprese, di norma, nelle aree destinate ad edilizia residenziale nel Piano regolatore Vigente, con preferenza in quelle di espansione dell’aggregato urbano” e che la possibilità di procedere a varianti al PRG è consentita dal legislatore solo ove si manifesti l’esigenza di reperirne IN PARTE le aree per la formazione dei piani in zona non destinate all’edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti.

La variante proposta dall’Amministrazione comunale, pertanto, violerebbe non solo la destinazione urbanistica del PRG vigente ma anche la destinazione urbanistica impressa all’area dalla variante al PRG adottata ma non ancora approvata.

2) Quanto al quartiere di “Campoloniano A” la delibera consiliare del 25.09.2009 prevede la realizzazione di 9.000,00 mq di superficie residenziale edificabile suddivisa in 3 lotti con edifici di 4 piani di altezza massima di 13,50 m per circa 360 vani in due aree di cui una destinata a verde di rispetto nel vigente PRG ed a verde pubblico nella variante al PRG adottato. Tale paradosso è tanto più evidente ove si abbia riguardo alla circostanza che nella relazione tecnica allegata alla delibera n.41 non sono previsti (nell’area in questione) mq da destinare a verde pubblico. Si ricorda in proposito che la previsione di specifiche aree da destinare a verde pubblico all’interno dei Piani di zona 167 è prevista come obbligatoria dalla stessa legge all’articolo 1.

3) L’articolo 5 della L.167/1962 prevede che il progetto di Piano deve contenere tra le altre cose anche il compendio delle norme urbanistiche edilizie per la buona esecuzione del Piano: in questo  caso non risulta la presenza del predetto compendio in allegato al Progetto di Piano.

4) L’articolo 3 comma I° della l.167/1962 stabilisce che “l’estensione delle zone da includere nei piani è determinata in relazione alle esigenze della edilizia economica e popolare per un decennio e non può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato”. A tal proposito occorre evidenziare che il dimensionamento del Piano di zona in sede di sua adozione o ampliamento (come nel nostro caso) deve avvenire sempre avuto riguardo alla valutazione del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa che intende soddisfare (valutazione che deve essere svolta sulla base di parametri attendibili e ragionevoli cf. consiglio di Stato Ad. Plenaria n.12/1997). Nel caso della delibera n.41 tale valutazione manca del tutto con consequenziale illegittimità della stessa.

Per le sopracitate ragioni, la scrivente Organizzazione ,  sostenuta dal Segretario Nazionale Teresa Petrangolini e dalla Responsabile della Rete “Giustizia per i Diritti” Mimma Modica Alberti, tramite l’avvocato Tommaso Pallavicini di Roma,  ha inoltrato ricorso al TAR Lazio affinché bocci nel merito il Piano stesso e gli effetti di ricaduta sui cittadini interessati, con la speranza che si affermi da ora in poi un principio di legalità e trasparenza che a quanto pare, stenta a divenire cultura quotidiana nelle pratiche degli Amministratori di questa nostra città.

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