Acqua, ritorno al futuro: Comuni e cittadini decidono di fare da soli

Un punto di non ritorno quello tracciato sabato scorso a Casperia dal Consorzio tra i Comuni della Media Sabina in collaborazione con l’associazione Postribù, in occasione del convegno pubblico “Acqua, ritorno al futuro” organizzato per prendere in mano una situazione che né la Provincia né la Regione hanno mai voluto affrontare, costringendo addirittura il Consorzio ad un ricorso al TAR (udienza prevista il prossimo 11 ottobre) per vedersi garantito il diritto alla salvaguardia.

“Possiamo dire che siamo stati addirittura ostacolati da questi enti, che non hanno mai espresso un giudizio motivato, come prevede la norma nazionale, alla nostra richiesta di salvaguardia fondata su una gestione diretta di un servizio pubblico locale essenziale erogato con efficacia ed efficienza sin dal 1958 e come ancora oggi ci chiedono i cittadini che sono andati a votare al referendum del 2011.” – spiega il Sindaco di Casperia Stefano Petrocchi.

“Non è un caso – prosegue Vincenzo Leti in qualità di Presidente del Consorzio – che in Provincia e in Regione nulla sapessero di questo Consorzio e, soprattutto, che nulla abbiano detto fino ad oggi della vicenda del sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore, da cui noi attingiamo 28 l/sec che siamo costretti a pagare 240mila euro l’anno ad ACEA.”

“E’ incredibile come in tutti questi anni dalla scadenza della concessione ad ACEA (dal 1996), – spiega l’Ing. Pablo De Paola chiamato a coordinare il convegno – tutti i Consiglieri regionali che avrebbero dovuto rappresentare le ragioni di Rieti e della Sabina abbiano praticamente lasciato condurre la partita più importante per il nostro territorio al solo Presidente della Provincia Melilli, il quale ritengo abbia chiuso un accordo al ribasso che, qualora si fosse concluso con la ratifica della Regione, ci avrebbe visto perdere per altri 30 anni il controllo dell’acqua del Peschiera. Ora, con le sue dimissioni anche da Coordinatore ATO3, con la scomparsa della Provincia e con la situazione che si è creata in Regione Lazio, c’è da augurarsi che non ci siano colpi di coda condotti dai poteri forti legati alla multinazionale romana.”

In questo contesto, per colmare il vuoto lasciato dalle passate amministrazioni regionali, i Comitati per l’acqua hanno appena presentato in Corte d’appello una proposta di legge regionale per un governo pubblico dell’acqua, approvata anche da 12 consigli comunali della Sabina e i cui principi sono stati spiegati dal portavoce enti locali del Comitato Promotore Alfonso Perrotta e dal Vice Sindaco di Corchiano Livio Martini. Se la legge dovesse essere approvata i Comuni della Sabina ricadenti nei rispettivi bacini idrografici, oltre al ristoro economico, avranno finalmente la concessione delle sorgenti di grande derivazione.

Inoltre, Marco Bersani del Forum Nazionale dei Movimenti per l’acqua ha sottolineato come chi si candiderà al futuro governo della Regione non potrà eludere la richiesta dei comitati cittadini di ripubblicizzazione dell’ACEA (in proposito ha precisato che è già in atto un tavolo di lavoro che sta concretizzando questa ipotesi), mentre Luigi Meconi, esperto di istituti di partecipazione negli enti locali, ha ribadito la necessità di una gestione partecipata, da lavoratori e cittadini, dell’intero ciclo delle acque.

Infine, a ricordarci come un altro “scippo” sia già avvenuto con l’acqua immagazzinata dai laghi Salto e Turano, è stato Aldo Gregori con un intervento appassionato che ha lasciato l’amaro in bocca ed anche un po’ di rabbia negli ospiti della giornata: “Nati principalmente per difendere Rieti, Terni e Roma dalle piene, i due laghi artificiali sono ormai utilizzati dalla E.On per soli scopi idroelettrici, tanto da poter stimare un guadagno di circa 1 miliardo di euro l’anno per la multinazionale tedesca. Ed è per ragioni speculative che due anni fa abbiamo rischiato una tragedia molto più grande di quella del Vajont – ha sottolineato Gregori – quando sarebbero bastati pochi giorni di pioggia in più per recapitare 450 metri cubi al secondo in un alveo, quello del Velino, che ne può contenere a mala pena 50.”

 

Di estrema rilevanza anche gli altri interventi che si sono susseguiti durante la giornata, dagli avvocati che stanno tutelando legalmente il Consorzio, ad Ines Innocentini (Slow Food Sabina) e Cristiana Mancinelli Scotti (Forum Salviamo il paesaggio) che hanno aperto la giornata con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto comprensivo di Casperia attraverso la campagna “La memoria nell’acqua e l’acqua nella memoria”.

 

Sono intervenuti all’evento anche numerosi amministratori della Sabina, tra cui i Consiglieri regionali Lidia Nobili e Antonio Cicchetti, i quali hanno contribuito riportando soltanto il caso della riduzione dei costi degli acquedotti ex casmez, i Sindaci di Torri in Sabina (Fausto Concezzi), di Montasola (Francesco Anniballi), di Cottanello (Franco Piersanti), di Poggio Mirteto (Fabio Refrigeri), il vice Sindaco di Roccantica (Carlo Pisaneschi), di Selci (Enzo Antonini) e Configni (Renzo Acorroni) e gli assessori di Vacone (Marco Ferri) e Calvi dell’Umbria (Piero Mancini).

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