Peschiera bene comune, Acea s.p.a. male comune

ImmagineUna delegazione di Cittadinanzattiva, Postribu e del Forum Salviamo il Paesaggio di Rieti ha esposto ieri fuori dall’aula dove era in svolgimento il consiglio comunale di Roma un cartello con  la dicitura “Peschiera bene comune Acea s.p.a. male comune” per manifestare, insieme ai comitati per l’acqua pubblica di Roma, contro l’ulteriore svendita delle quote societarie di Acea in corso in questi giorni al Campidoglio e per riportare l’attenzione sul “furto” di 500 milioni di metri cubi d’acqua perpetrato da 15 anni dalla stessa multinazionale ai danni del territorio reatino e di tutti i cittadini, in quanto dal 1996 Acea sfrutta le sorgenti reatine in assenza di concessione.
Le tre associazioni ribadiscono la necessità che il ristoro economico (73 milioni di euro una tantum e 8 annui per altri 25 anni) non sia vincolato al rilascio della concessione al Comune di Roma, nè tantomeno ad Acea; non è convincente nemmeno l’ipotesi proposta dall’Assessore Mattei di tenerla a se come Regione Lazio, che significherebbe lasciare di fatto tutto in mano al futuro Ato regionale unico gestito da Acea. Diversamente da Mattei, Melilli e Boncompagni, pensiamo infatti che le popolazioni residenti debbano necessariamente mantenere il controllo ambientale sulle sorgenti Peschiera-Le Capore, per scongiurare la sciagurata ipotesi di raddoppio della derivazione proposta da Acea per accrescere il proprio business al netto di un contentino che, tra l’altro, saranno i cittadini romani a pagare.
Ribadiamo inoltre il no a qualsiasi S.p.a. imposta dal Presidente della Provincia di Rieti persino a quei Comuni della Sabina che hanno scelto la gestione pubblica integrata in autonomia dall’ATO3, nel rispetto del voto referendario del 2011 e come consentito dall’art. 148 del D.lgs. 152/06. E’ infatti clamoroso quello che sta avvenendo in Conferenza dei Sindaci ATO3, con il Coordinatore Melilli che non ha voluto riconoscere al Consorzio acquedotto media Sabina l’applicazione delle norme di salvaguardia constringendolo a ricorrere al TAR del Lazio. Tra l’altro è proprio di questi giorni un caso analogo in Toscana dove il Commissario ATO1 ha preferito interrompere le vie legali e concedere un diritto sacrosanto al Comune di Abetone (http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/attachments/1571_Il_Tirreno_(PT)_Abetone.PDF).
Ci chiediamo a cosa servano questi enti sovracomunali come la Provincia di Rieti, dediti solo a creare carrozzoni inutili e improduttivi e a schiacciare i piccoli Comuni che vogliono tornare a gestire i servizi essenziali per la popolazione per non allinearsi al pensiero unico delle S.p.a.

Appuntamento a tutte le realtà che lottano contro la privatizzazione dell’acqua per mercoledì 11 luglio alle ore 21 presso la sala parrocchiale di Regina Pacis di Rieti per organizzare le prossime iniziative in difesa dell’acqua di Rieti e della Sabina tra cui ricordiamo la raccolta firme in corso per il referendum per una legge regionale di iniziativa popolare per il governo pubblico dell’acqua.

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