Programmi integrati e ricorso al TAR

No alla colata di cemento a Rieti, sì ad un nuovo modello di città sostenibile presentato ricorso al Tar da cittadini e associazioni contro i Programmi Integrati

E’ stato presentato da un gruppo di cittadini ed associazioni di Rieti un ricorso al Tar contro i Programmi integrati del Comune di Rieti.
Si tratta della prima di una serie di azioni che partono dal basso, dai cittadini, dalla società civile, per vigilare sull’attività dell’Ente ribadendo che l’azione degli amministratori dovrebbe essere tesa al raggiungimento del benessere della popolazione ed alla difesa dei beni comuni e non all’interesse di pochi.
Ed è proprio partendo dall’urbanistica che le associazioni e i comitati cittadini hanno cercato di compiere i primi passi verso un nuovo modello di città sostenibile, per migliorare la qualità di vita dei residenti e la capacità di attrarre un’economia sana a cominciare dal turismo.
I Programmi Integrati sono stati approvati dal Consiglio comunale a fine aprile 2011, registrando il silenzio quasi totale dei politici sulle pesanti ripercussioni che avranno sul territorio oltre che sui sospetti di legittimità degli interventi.

La richiesta di annullamento delle Delibere al Tar si fonda sulla mancanza di motivazioni che giustificano il ricorso al “Programma integrato per il riordino urbano e delle periferie”, come indicato nel cosiddetto “Piano casa” (L.R. 21/2009), e sulla sostanziale mancata attuazione degli strumenti urbanistici vigenti (ai sensi della L.R. 22/97). Tradotto significa che il Comune di Rieti ha scelto una nuova scorciatoia per l’ennesima speculazione edilizia che soffocherà ancor più il centro abitato, fatta invece passare dall’Assessore Costini come operazione di lungimiranza politica e per di più partecipata.

Abbiamo stimato più di 1.000.000 di metri cubi di nuovo edificato in un comune a crescita abitanti zero. Oltre che infondata dal punto di vista normativo, questa nuova pianificazione che fa carta straccia del piano regolatore vigente (1972) e di quello approvato ma non ancora adottato (2002), risulta illogica se consideriamo il ruolo dominante che viene affidato ai privati rispetto all’interesse generale che dovrebbe perseguire un’amministrazione pubblica.
Pertanto, questa va completamente rigettata, pur auspicando un rapido recupero delle aree degradate della città, come ci si aspetta da tempo, a cominciare soprattutto dai siti di bonifica – si pensi all’ex Zuccherificio, all’ex Snia, all’ex Montedison –  che, per decenni lasciati a se stessi, continuano a mettere a rischio la salute dei cittadini oltre che dare un’immagine decadente della città.
Per tali motivi chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore il proprio territorio di contribuire allo sviluppo di un altro modello di città, sia in termini di proposte sia in termini economici per sostenere le spese del ricorso. E’ un modo per condividere la responsabilità verso i nostri figli nel consegnare loro una città migliore, virtuosa, bella.

Hanno presentato il ricorso al TAR: singoli cittadini, PosTribù, Sabina radicale.
Hanno già dato il loro supporto: Cittadinanzattiva, Comitato La Rotonda di Vazia, Il Cancello, Comitato 167 Campoloniano, Bassa Tensione, Sabina Futura, Comitato Sabino.

Per sostenere il ricorso al Tar o anche per avere ulteriori informazioni, è possibile telefonare al numero 348.7641366 o scrivere una email a post.tribu@gmail.com.

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