Rifiuti – Cittadinanzattiva: esposto alla Procura per le ipotesi di abuso d’ufficio e di danno erariale per l’affidamento ad ASM e per la Società provinciale

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Rifiuti, ecco svelato il caro bollette e la raccolta differenziata che non decolla

Cittadinanzattiva: esposto alla Procura per le ipotesi di abuso d’ufficio e di danno erariale per l’affidamento ad ASM e per la Società provinciale

Come avevamo preannunciato, abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di verificare se l’affidamento diretto senza gara del servizio d’igiene urbana all’ASM Rieti S.p.a. da parte del Comune di Rieti ed in particolare la Deliberazione n.50 del 28.10.2009 di modifica al contratto (rep. n. 6101/2002), approvata all’unanimità dai Consiglieri comunali, violano le normative Europee e Nazionali sulla libera concorrenza. Se tale ipotesi verrà confermata, la Procura della Corte dei Conti ci auguriamo possa arrivare ad accertare se si stia configurando un conseguente danno erariale nelle casse Comunali che si ripercuote da anni sulle cartelle TARSU pagate dai cittadini di Rieti.

Infatti almeno dal 2004, anno della vendita ai privati del 38% delle quote societarie, le sempre più onerose bollette dell’immondizia che ci troviamo a pagare, oltre a continuare a non tener conto della normativa che vincola al riconoscimento di una diminuzione tariffaria in virtù di un proporzionale aumento della raccolta differenziata fatta dai cittadini virtuosi, sono frutto solo in parte degli aumenti ISTAT e a quelli legati al conferimento in discarica. Ci viene detto continuamente dall’Assessore Boncompagni che l’alta incidenza della TARSU nell’economia familiare e delle piccole attività commerciali è legata soltanto alla mancanza di un impianto nella provincia di Rieti che riduca il conferimento alla discarica di Viterbo e che un tale impianto sarebbe proprio quello in via di realizzazione a Casapenta da parte dell’ASM Rieti Spa, senza dati ufficiali a supporto di queste dichiarazioni. Peccato infatti che questo “miracolo tecnologico”, inserito nel Piano provinciale dei rifiuti, ridurrà di pochissimo i rifiuti destinati allo smaltimento in discarica. Questo comporterà invece un aumento ulteriore della TARSU per i seguenti motivi: 1) per il conferimento al Bioessiccatore di Casapenta, molto più costoso del semplice impianto di trasferenza attuale; 2) per il conferimento del combustibile da rifiuto prodotto all’inceneritore, molto più costoso della discarica attuale; 3) per lo smaltimento comunque in discarica della FOS (Frazione organica stabilizzata) e delle ceneri pesanti prodotte dall’incenerimento. E magari dovremmo pure dire grazie agli amministratori Regionali, Provinciali e Comunali che all’insaputa dei cittadini stanno consentendo tutto questo.

Invece noi per senso civico preferiamo la trasparenza e, oltre a ribadire l’inadeguatezza del Piano provinciale dei rifiuti, abbiamo chiesto alle stesse Procure di verificare anche la legittimità della Delibera di Consiglio Provinciale n.2/2011, approvata all’unanimità dai Consiglieri provinciali, che dà il via libera ad una Società provinciale dei rifiuti privata. Crediamo infatti che le due Delibere contestate siano frutto di uno stesso pensiero unico, che pervade tutti i partiti e che vede nelle S.r.l. e S.p.a. miste (pubblico-private) lo strumento per aggirare le regole del mercato (non invocato certo da noi), quando si tratta di affidare un Servizio pubblico locale d’interesse generale, e le regole di trasparenza e imparzialità per le assunzioni di personale, che dovrebbero essere proprie degli enti pubblici.

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