Una riserva senza veleni e senza rifiuti

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laboratori per grandi e piccini e uno “spazio morbido” per i più piccoli

Si è conclusa con grande successo  la manifestazione di due giorni organizzata da PosTribù “Due Laghi, Zero Rifiuti”, evento che si è tenuto presso la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile e rientrante nel programma EcoFeste della Provincia di Rieti. Scopo dell’iniziativa quello di sensibilizzare sul tema della sostenibilità ed in particolare di una gestione della Riserva senza rifiuti e senza veleni. 

Numerosi i visitatori da tutto il centro Italia, che hanno apprezzato il nostro territorio e un’iniziativa così ricca di attività per grandi e piccini. Laboratori, attività ricreative, musica, video e stand gastronomici e di lavorazioni artigianali, il tutto rispettando il principio del non produrre rifiuti. Inusuale e di grande successo la formula dello sconto sul cibo previsto per chi portava le stoviglie da casa, proprio per evitare montagne di piatti usa e getta. Questo sistema che è stato utilizzato in entrambi i giorni da oltre metà dei partecipanti, il che dimostra che con una comunicazione efficace e il coinvolgimento attivo delle persone, l’obiettivo Rifiuti Zero è concretamente raggiungibile in qualsiasi grande evento, anche grazie all’utilizzo di stoviglie interamente compostabili come i piatti in polpa di cellulosa e posate di legno.
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l’agronomo Matteo Mancini di Deafal ong

Al centro dell’iniziativa, oltre al tema dei rifiuti, quello della gestione agricola dei terreni nella Riserva, con due seminari teorico-pratici molto partecipati proposti dalla Ong Deafal,  che sia in Italia che all’estero propone l’ “Agricoltura Organica” come modello per rigenerare il suolo e incrementare la produttività delle aziende. Scarsissima invece la presenza delle amministrazioni locali e dei produttori della zona, che, se pur vivamente invitati a partecipare, hanno preferito non confrontarsi e non mettere in discussione il modello produttivo decisamente poco sostenibile che si pratica nei terreni della Riserva.

Deafal infatti, ha effettuato uno studio su alcune campionature prelevate nella Riserva ed ha mostrato, attraverso la Cromatografia su carta, quanto i terreni agricoli locali risultino impoveriti e degradati a causa delle monoculture, del largo impiego di pesticidi e fertilizzanti industriali e della pesante meccanizzazione agricola, offrendo al contempo prospettive interessanti di recupero della fertilità del suolo.

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