il tetrapack NON è riciclabile

Il tetrapak NON è riciclabile.

è un materiale termoaccoppiato (non separabile manualmente) di CartaAlluminioPlastica fuse insieme.
Troppo energivoro nella produzione
e troppo energivoro nello smaltimento.

“riciclarlo” serve solo a Tetrapak per ottenere tre sottoprodotti (a marchio…) per fare pubblicità che loro “proteggono la bontà, e l’ambiente”.
Questo “riciclaggio” serve a Tetrapak per fare greenwashing e dare ai bambini che visitano incontri come Ecomondo
i loro sottoprodotti energivori tipo “marelhene” (una sottospecie di carta).

Proteggono solo i propri interessi.
Il tetrapak è un materiale da anni 70 pensato per l’usa&getta, che va tolto dal commercio e RIprogettato.
Non ce lo possiamo (più?) permettere, in Germania col “dual system” pagano tasse molto più alte rispetto a imballaggi monomateriale, facilmente riciclabili.

In Italia invece è un materiale perfetto per i cancrovalorizzatori assistiti con denaro pubblico via Enel.

Dal “riciclaggio” comunque, non si ottiene più della carta, dell’alluminio e della plastica, ma un materiale spurio dal quale non si potrà più ottenere, ad esempio, una lattina (il materiale più prezioso contenuto negli imballaggi termoaccoppiati)

A partire da lunedì 12 novembre 2007, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha attivato uno speciale numero verde gratuito (800166661) per i consumatori che volessero segnalare presunti casi di pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevole e occulta.

(in alcuni Comuni che praticano il porta a porta, vengono fatti conferire insieme a plastica vetro,
oppure insieme alla carta
contaminandoli (con la presenza stessa che richiede una separazione ulteriore in impianti)
e contaminando i materiali facilmente riciclabili coi residui di liquidi, se ogni cittadino non è molto attento e molto consapevole e informato.

Chiediamo che il gestore del porta a porta sconsigli sempre l’acquisto del tetrapak, e se proprio lo si acquista, lo si conferisca nel bidone del “secco residuo” come avviene nel migliore consorzio d’Italia (Priula a Treviso).
In questo modo si può premere sull’azienda perchè riprogetti questo contenitore, e lo renda davvero facilmente riciclabile, oppure faccia (almeno) come tutti gli altri:
o vetro
o plastica
o alluminio.
Meglio ancora il vetro a rendere.

Siamo nel 2008, il petrolio sta finendo.
Non siamo nel 1970

Non in tutta Italia esistono centri come Vedelago in grado di riprocessare i materiali secchi residui, facendone sabbiella per l’industria.
Più spesso, i materiali termoaccoppiati vengono utilizzati per produrre CDR e relativo utilizzo di denaro pubblico per ottenere utili privati tramite incenerimento o co-combustione.

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1 commento su “il tetrapack NON è riciclabile”

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