Amnesty, centinaia di civili morti in offensiva nel Delta del Niger

Delta del Niger: La guerra si estende agli Stati di Ondo, Edo e Bayelsa.

giovedì 21 maggio 2009 → 23:28

Continuano gli attacchi della JTF contro i “militanti” nel delta del Niger. Amnesty International denuncia, centinaia i civili morti nell’offensiva. Più di 20.000 gli sfollati. Appello per il rispetto dei diritti umani.
Continuano purtroppo ad arrivare conferme di quanto avevamo scritto nei giorni scorsi, mentre i media di tutto il mondo salvo rare eccezioni tacevano.

Amnesty International con un lungo comunicato rilasciato a Londra ha detto oggi di aver ricevuto notizie che centinaia di persone, per la maggior parte civili, sono morte nell’offensiva militare nel Delta del Niger. Nel comunicato si esortano i gruppi militanti e le forze armate del paese a dar prova di moderazione nel delta del Niger per evitare di causare sofferenza alla popolazione civile. “Amnesty International chiede alla JTF (Joint Task Force) e ai gruppi armati di usare la forza in un modo che non si traduca in abusi dei diritti umani, l’attacco non deve essere un trasferimento forzato della popolazione civile e si deve garantire il libero accesso a chi ha bisogno di cure mediche”.

La scorsa settimana, la Nigeria ha lanciato la sua più grande campagna militare degli ultimi anni nel delta, bombardando dal cielo e dal mare i campi dei militanti vicino alla città di Warri, prima di inviare centinaia di soldati per tentare di eliminare i militanti dalle comunità locali.
Amnesty ha spiegato che il bilancio più alto delle vittime si è registrato venerdì scorso, quando la taskforce militare (JTF) nel delta ha usato gli elicotteri per attaccare le comunità del regno di  Gbaramatu intorno al campo dei militanti vicino a Warri .
“Secondo le notizie ricevute da Amnesty International, centinaia di civili raccolti per un Festival, compresi donne e bambini, sono stati uccisi e feriti negli scontri tra la JTF e i gruppi armati”.
L’esercito nigeriano ha ripetutamente negato di avere fatto delle vittime tra i civili. Ma il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, ha denunciato “l’uso sconsiderato e irresponsabile dell’arsenale aereo contro donne, bambini, anziani indifesi e persone troppo malate per fuggire”. Il ministro del Petrolio Odein Ajumogobia ha detto ieri ai giornalisti che il governo sta facendo il possibile per minimizzare la perdita di vite.
Amnesty parla di numerose abitazioni che sono state incendiate e distrutte dai militari. “Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie comunità – dice ancora l’organizzazione – Rimangono nascoste nella foresta senza accesso all’assistenza medica e al cibo”. La gente non usa più i battelli, che rappresentavano i loro mezzi principali di trasporto, per paura di essere presi di mira dai militari. Amnesty stima che 20.000 persone siano rimaste intrappolate dall’offensiva militare.

Il comunicato di Amnesty è sostanzialmente confermato dalla BBC che è riuscita a inviare un giornalista a Warri. Andrew Walzer in un articolo, dall’eloquente titolo “Migliaia in fuga dal massacro del Niger Delta“,  da Warri riporta le testimonianze di numerosi abitanti delle comunità colpite che parlano di molti morti e feriti tra la popolazione civile. Secondo Walzer migliaia di profughi sono sparsi nelle foreste e nelle paludi di tutta la zona. Anche alla BBC i militari della JTF hanno confermato che l’attacco continuerà: “fino a quando non avremo catturato Tompolo (Government Ekpemukpolo) che è ora in fuga e i 13 militari scomparsi durante l’attacco”. Intanto i maggiori rappresentanti della nazione Ijaw continuano a lanciare appelli al Presidente chiedendo a gran voce di fermare l’attacco dei militari e chiedendo anche le dimissioni del Vice – Presidente Jonathan Goodluck, un esponente della comunità Ijaw , che non ha rilasciato alcuna dichiarazione per fermare l’attacco dell’esercito e questo secondo i leader degli Ijaw “dopo 6 giorni di aggressione al nostro popolo da parte dell’esercito di quella Nigeria che ci dovrebbe proteggere” è inaccettabile. È impossibile verificare ciò che sta accadendo nella zona, anche per i corrispondenti dei giornali locali, i militari hanno bloccato le vie navigabili e tutte le imbarcazioni –la via d’acqua è l’unica strada che porta da Warri al regno di Gbaramatu dove si trovano Oporoza e le altre comunità colpite. Cynthia Whyte, portavoce del JRC (Join Revolucionary Council), che comprende il Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend), la Martyrs Brigade e il Reformed Niger Delta Peoples Volunteer Force (RNDPVF) (RNDPVF, ha detto in un’intervista che gli eventi delle ultime settimane sono serviti a dimostrare che la Nigeria è un paese governato da leader malati e folli, che non hanno alcuna considerazione per la popolazione civile. Il JRC tramite il suo portavoce ha anche fatto sapere che l’ Esercito pagherà caro per la distruzione che ha portato nel Delta State. Diversi senatori hanno richiesto al Parlamento Nigeriano di aprire un’inchiesta su quanto sta accadendo nel Delta State e sul comportamento della JTF. Ci vorranno due settimane per avere un rapporto ha dichiarato il presidente del Senato nigeriano. Intanto nel Delta continuano gli attacchi e la popolazione continua a soffrire e a morire per quel petrolio che invece di ricchezza da cinquant’anni porta solo morte, povertà e distruzione.

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